Un racconto sul Perdono

..di Pietro Antonicelli e Filomena Scalise “Sposi&Spose di Cristo”.

Carissimi, oggi torniamo ad affrontare il tema del Perdono e lo facciamo attraverso un piccolo racconto scritto da Pietro un po’ di tempo fa, tratto dal suo libro “7 piccoli racconti verso Pasqua”.

E’ un racconto semplice che speriamo possa esservi utile per la riflessione personale e di coppia.

Buona lettura, il Signore vi dia Pace!

+++

Erano circa le due di notte ed Andrea, come molti altri camionisti dormiva sulla branda del suo camion. Un cane che abbaiava lo svegliò di soprassalto. Sollevò il capo fino al finestrino, si assicurò che tutto fosse apposto e si rigirò dall’altra parte.

Chiuse gli occhi. Ma, come a volte accade, quando il sonno è rotto da uno spavento, ecco che a fatica ci si riaddormenta. Era così anche per Andrea. Mentre cercava di riaddormentarsi, ecco che un ricordo lontano riaffiorava nel suo cuore. Poi un altro ed un altro ancora.Fino a giungere a quel ricordo tanto lontano, tanto lontano nel tempo.

Ed ecco, più vivo che mai, il viso di Nicola, compagno di scuola che all’epoca si divertiva a prendersi gioco del piccolo Andrea per la sua fobia dei cani. “Bau!!!”, gli urlava all’improvviso nell’orecchio mentre erano in classe. E mentre lui saltava per lo spavento, molti dei suoi compagni scoppiavano a ridere e a fargli il verso del cane.

Cercò allora di cambiare pensiero ed ecco sopraggiungere il viso di Antonio, che un giorno gli aveva soffiato la ragazza di cui Andrea era innamorato. Ed ancora il volto di Michele, suo ex datore di lavoro che lo aveva licenziato senza motivo. Quanta agitazione gli ritornò nel cuore, quanto rancore; allora prese a maledire il cane che lo aveva svegliato per gettarlo in preda a questi duri ricordi.

Nel frattempo su era fatta l’alba e non aveva chiuso occhio. Andò in bagno, poi prese un caffè e poi riaccese il motore del suo grande Tir per riprendere la strada. Trasportava mattoni e doveva arrivare a destinazione per mezzogiorno.

Lungo la strada scorse come sempre qualche giovane sfaticato che chiedeva un passaggio; ma questa volta non era un ragazzaccio a domandargli un passaggio, ma si trattava di una donna sui sessant’anni con una grossa croce cucita sul cappotto, che quando lo vide arrivare iniziò a sbracciarsi per farlo fermare.

“Salga signora!” le disse Andrea.

“Dove vai?”, le chiese lei.

“A Bologna!”.

“Bene, ci andrò anche io” disse la donna che si presentò col suo nome: “Mi chiamo Maddalena”, mentre prendeva posto a bordo.

Riprese il viaggio e la donna si addormentò per pochi minuti. Si svegliò cantando una vecchia filastrocca che aveva imparato da bambina, poi fissò Andrea e gli disse: “Che brutto aspetto che hai figlio mio! Ti senti bene?”

Il giovane camionista le disse che ultimamente stava lavorando troppo e che era solo un po’ stanco; ma Maddalena, la donna con la croce cucita sul cappotto, gli replicò: “Stupido ragazzo, non mi riferivo al tuo viso, ma alla tua anima! Hai gli occhi di uno che ha qualcosa che lo tormenta!”.

Andrea scattò nervosamente: “Non chiamarmi stupido! Non permetterti mai più!”.

Maddalena gli rispose agitando le braccia: “Fermati, fammi scendere! I tuoi occhi sono pieni d’ira! Non vorrei che tu mi facessi del male! Ferma questo aggeggio!” urlò sbattendo i suoi piccoli pugni sul cruscotto del Tir.

Andrea accostò e spense il motore e le disse sommessamente: “Sta’ tranquilla, non voglio farti del male, voglio solo che non mi si manchi di rispetto con le parole!”.

Maddalena riprese a fissarlo con i suoi occhi grandi e annuendo con la testa prese a dirgli: “Sai ragazzo, mi ricordi mio figlio. Aveva lo stesso tuo sguardo. Era tanto arrabbiato con la vita e con i tanti esseri umani che lo avevano maltrattato durante la sua esistenza. Era ammalato da molti anni e pian piano tutti i suoi amici avevano iniziato ad abbandonarlo. Un po’ era colpa loro e un po’ era colpa di mio figlio, perché la rabbia ed il rancore per la sua condizione avevano iniziato a divorarlo e a farlo diventare sempre più antipatico ed inavvicinabile.


Accadde però che quando mancavano poche ore alla sua morte, iniziò a ripetermi che era pieno di gioia e davvero aveva cambiato aspetto. Era accaduto che una donna che aveva perso da poco suo marito, spesso andava a far visita agli ammalati nell’ospedale in cui era mio figlio. Un giorno passò anche da lui e diventarono amici. Lui si confidava con lei e probabilmente le parlò di quanto fosse arrabbiato un po’ con tutti. Allora lei, che era una donna che amava Gesù, le insegnò una specie di preghiera che anche io ora ho imparato a memoria”.

Andrea la ascoltava e si dimenticava dei mattoni da consegnare e del tempo che correva veloce come le auto su quel tratto di autostrada dell’A14.

La donna si fece il segno della croce e iniziò a ripetere con la sua voce stridula e con tono solenne quelle parole che suo figlio aveva imparato e le aveva insegnato:

“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Signore Gesù Cristo,
durante la mia vita ho ricevuto tante ferite da diverse persone che mi hanno fatto del male; così, per difendermi, le ho catturate, condannate all’ergastolo e imprigionate nel mio cuore.
Signore Gesù,
Tu ci inviti a perdonare, a “restituire la vita” a chi a noi ha cercato di strapparla.
Sai bene quanta paura ho ancora di soffrire, ma ORA voglio fidarmi di Te.
Signore Gesù,
Tu mi hai fatto la grazia di comprendere che questo “carcere” che ho nel cuore mi pesa e toglie vita a me e ai miei cari e toglie vita anche ai miei “nemici” e non consente al Tuo Regno di venire in me e sulla terra.
Signore Gesù,
che dalla croce perdonasti i tuoi assassini liberandoli così dalla condanna eterna, manda il Tuo Spirito Santo ad aprire le celle e a spezzare le catene in cui ho rinchiuso e legato i miei “nemici”.
Insieme a Te li chiamo per nome UNO PER UNO, e li guardo negli occhi.
Insieme a Te ricordo per l’ultima volta il male che mi hanno fatto e Te lo consegno UNA VOLTA PER TUTTE.
Signore Gesù Cristo, Tu puoi guarirmi ed io voglio guarire dal rancore per questi Tuoi e miei fratelli e sorelle.
Per Tua benevolenza sia sanata ogni ferita che mi hanno fatto e queste diventino feritoie da cui “sgorga acqua viva” per me e per il prossimo.
Signore Gesù Cristo,
ecco tutti i miei prigionieri, li consegno all’abbondanza del Tuo Amore; e che liberati dal mio rancore, possano vivere in Pace.
Signore Gesù Cristo, Ti prego per me e per ognuno di loro:
ABBI PIETÁ DI NOI.
Amen.”

Maddalena la recitò tutta d’un fiato e alla fine, mentre chiudeva sistematicamente la preghiera con un ampio Segno della Croce, si accorse subito che Andrea ora aveva gli occhi luminosi e il suo viso era disteso ed in pace. Stettero zitti per un po’ mentre le auto sfrecciavano accanto alla piazzola di sosta e una debole pioggia bagnava il parabrezza del Tir, quasi a voler essere un segno di benedizione e di purificazione.

Maddalena dentro di sé ringraziò il Signore che si vedeva che in qualche modo aveva parlato a quel giovane camionista e simulando uno scatto d’ira iniziò ad urlare contro Andrea: “Stupido camionista smettila di portar rancore, chiedi perdono a Dio e accendi questo dannato camion e portami a Bologna che ho un appuntamento importante e non posso far tardi!”.

Andrea girò la chiave e riavviò il suo bestione di un Tir; sorrise ingenuamente a Maddalena e ripartì di corsa verso la meta. Ora i mattoni sul rimorchio sembravano leggeri.
Si era fatto mezzogiorno di quel Giovedì Santo e i piedi dei nemici erano stati lavati e baciati.

+++

Vangelo secondo Giovanni 13, 3-15

Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.

Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».

Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi».

+++

Se ti è piaciuto quanto hai letto e vuoi leggere il libro intero clicca qui:  “7 piccoli racconti verso Pasqua”.

Se vuoi conoscerci meglio:

Puoi visitare il nostro Blog cliccando qui: Blog “Sposi&Spose di Cristo”

Puoi visitare la nostra pagina Facebook cliccando qui: Facebook “Sposi&Spose di Cristo”

Puoi iscriverti al nostro canale Telegram cliccando qui: Telegram “Sposi&Spose di Cristo”

Se vuoi fare una donazione per sostenere il nostro Blog mandaci una mail e ti invieremo i dati per procedere al tuo versamento. Clicca qui: sposiesposedicristo@gmail.com o inviaci un Whatsapp al 3491630411

+++

Grazie, “Il Signore ti dia Pace!”

Pietro+Filomena

Carissimi amici, il Signore vi dia Pace!

Siamo Pietro e Filomena, autori del Blog “Sposi&Spose di Cristo”

Purtroppo per voi, Antonio e Luisa ci hanno chiesto di scrivere qualcosa per il loro bellissimo Blog “Matrimonio Cristiano”, ed ora eccoci qui a fare le presentazioni 🙂

Io e Filomena ci siamo sposati il 4 Ottobre del 2013 e al momento del matrimonio eravamo entrambi, per motivi diversi, senza lavoro; ma non abbiamo voluto ipotecare e rinviare a “chissaquando” la nostra vocazione, la nostra chiamata cioè ad essere uniti in Cristo che abbiamo sentito e compreso…e dunque…abbiamo pronunciato il nostro “SI” all’altro coniuge ed al Signore confidando nella certezza che Lui non ci lascia mai soli.

La Grazia dei Sacramenti -come ad esempio il Sacramento della Riconciliazione- davvero ci ha aiutato a fare chiarezza per capire chi siamo e cosa può desiderare da noi il Signore. Siamo stati aiutati a fare memoria anche di tutti i doni ricevuti, delle Sue prove d’amore nei nostri confronti ed è così che siamo partiti alla volta di questa grande avventura che si chiama Matrimonio!!!

Pur avendo entrambi origini del Sud-Italia (Pietro dalla Puglia e Filomena dalla Calabria) ci siamo sposati in Umbria, a Gualdo Tadino (Perugia), vivendo proprio in questo piccolo e grazioso paesino (che vi consigliamo di visitare!!!) per i primi mesi da sposi novelli. Speravamo di trovare occupazione negli ambiti per cui siamo specializzati (…la Sociologia di Pietro e la Teologia di Filomena) ma come tutti viviamo e sappiamo, la crisi economica ha chiuso tante possibilità ai giovani formati…ma abbiamo continuato a sapere che il Signore “che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli dei campi” non sarebbe venuto meno nel suo affetto e nella sua cura per noi!

Poche settimane dopo esserci sposati abbiamo scoperto di essere già in attesa della nostra prima figlia (CHE GIOIA!!!) e la necessità di trovare presto un lavoro aumentava esponenzialmente. Tutti i nostri curriculum inviati dappertutto non hanno ricevuto risposta…

Nei primi giorni di Febbraio del 2014, Filomena (…….le donne hanno una marcia in più…c’è poco da fare!!!) mi parla di un desiderio che le sarebbe piaciuto realizzare: “Sarebbe bello aprire un negozio per vendere i prodotti provenienti dai Monasteri!”…mi disse.

L’idea è bella, ma come realizzarla? …Beh…innanzitutto abbiamo messo davanti al Signore questo progetto…senza davvero sapere da dove avremmo dovuto iniziare.

Qualche giorno dopo, ovvero il 14 Febbraio 2014, mentre il pancione di Filomena cresceva, abbiamo fatto una passeggiata per le vie di Assisi ed è così che abbiamo notato che diversi locali commerciali erano liberi per essere affittati. Abbiamo preso un po’ di numeri telefonici ed abbiamo trovato il locale adatto alla nostra attività commerciale.Abbiamo iniziato a parlare del nostro progetto a diversi Monasteri con cui da tempo eravamo in contatto e grazie anche alla fiducia che loro ci hanno dato, abbiamo iniziato a credere sempre di più che si poteva partire con questo nuovo lavoro.

Il 5 aprile del 2014 abbiamo aperto “La Bottega del Monastero – Assisi”! Nel giro di un mese e mezzo ci siamo ritrovati a portare avanti un negozio unico in Assisi e unico in Italia. Siamo infatti il primo negozio che propone esclusivamente Artigianato dai Monasteri gestito interamente da laici.

A giugno è nata la nostra prima figlia…Unica, irripetibile opera d’arte del Creatore!!!

Ed ecco l’abbondanza della Provvidenza per noi: due persone che non hanno niente si affidano e ricevono tantissimo, eccoci qui: possiamo testimoniare che il Signore ha cura di chi spera nel suo amore.

Nel nostro negozio abbiamo avuto la grazia di fare molti incontri bellissimi! Quanti volti abbiamo incontrato tra quelle mura! Quante storie ci sono state affidate e quanti accenti diversi abbiamo ascoltato! Un feedback che moltissimi clienti ci hanno spesso rimandato era questo: “Qui c’è un clima di preghiera!”…e di questo siamo grati al Signore!!! Ed è per questo che molta della gente che ha acquistato da noi, è poi tornata a trovarci ancora e con molti di loro è nato anche un legame (con alcuni una vera amicizia) che ancora oggi va avanti…unita in Cristo!

A luglio del 2016 è nata la nostra secondogenita…unica, irripetibile meraviglia di Dio e del Suo immenso Amore!!!

Dopo un nostro discernimento familiare, dovuto anche al fatto che ad ottobre 2016 l’Umbria è stata colpita da una serie di terremoti molto forti, abbiamo deciso di lasciare Assisi per trasferirci altrove. Da Novembre 2016 ad Aprile del 2017 abbiamo vissuto in un  Convento di Frati Minori (Francescani), dove ci siamo presi un tempo per riflettere e capire cosa il Signore ci stesse dicendo. Alla fine, accompagnati dal nostro direttore spirituale, oggi viviamo in Calabria ed è da qui che siamo ripartiti con una nuova vita.

Pian piano ci stiamo inserendo nel tessuto locale e ci siamo reinventati (per grazia) un nuovo lavoro: il nuovo progetto è oggi un Sito Web  “www.artigianatodaimonasteri.it”  un modo per continuare ad essere presenti con la nostra seppur piccola e misera testimonianza, ma per offrire (ora senza più confini territoriali) la possibilità a tutti di poter acquistare i nostri prodotti realizzati a mano e nella Preghiera in molti Monasteri d’Italia. Come recita il nostro motto: “Solo da noi…la Preghiera si fa Arte!!!”

Filomena invece insegna Religione cattolica a scuola e sempre con l’aiuto di Dio portiamo avanti la nostra famiglia cercando uno stile di vita sobrio e gioioso.

A Gennaio del 2018 abbiamo purtroppo, a poche settimane dall’inizio della gravidanza, perso il nostro terzogenito. E’ stata un’esperienza molto dolorosa e la consolazione viene dalla certezza che lui (o lei) ora è nelle mani di Dio…e certamente prega per i suoi genitori e per le sue sorelle. ❤

Nel 2018 abbiamo creato questo piccolo Blog “Sposi&Spose di Cristo”, un Blog “artigianale” per assecondare il nostro desiderio di condividere la nostra storia di vita matrimoniale cristiana e alcune riflessioni sulla vita da Sposi e dare la possibilità anche a chi lo desideri di raccontare la propria esperienza.
Vorremmo creare una sorta di bagaglio da mettere a disposizione di tutti…affinché chi vuole possa trarne beneficio per la propria vita.

Siamo molto attratti dalla riflessione teologica sul Sacramento del Matrimonio, siamo innamorati della Famiglia e dalla scorsa estate ci stiamo formando seguendo il Corso di Alta Formazione in consulenza familiare con specializzazione pastorale; si tratta di un bellissimo Master voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense.

Ci fermiamo qui, sperando di non avervi annoiato 🙂

Vi chiediamo di ricordarvi di noi nelle vostre preghiere. Grazie e il Signore ci doni la Sua Pace!!!

Pietro Antonicelli e Filomena Scalise, 28 Dicembre 2018

Se vuoi seguire il nostro Blog clicca qui

Se Vuoi seguirci su Facebook clicca qui

Se non vuoi sapere altro di noi non cliccare da nessuna parte…che è meglio! 😀 🙂