Io e te, tre metri sopra cosa?

Facendo i corsi fidanzati negli ultimi anni mi sono trovato davanti varie edizioni aggiornate di Step e Babi. Se chi legge non sa chi siano, aiuto!!! Sto diventando vecchio!

Di storie pazzesche di amore ne ho viste tante in quei freddi saloni parrocchiali di sera, o durante i ritiri all’aperto prima della conclusione del corso, o nei colloqui del processicolo prematrimoniale… tutti giuravano fedeltà per sempre, “verso l’infinito e oltre” come diceva Buzz di Toys story. Ho benedetto nozze preparate in modo sfavillante, con dovizia di dettagli di finezza squisita, tra sontuose basiliche romane e ville settecentesche. C’è chi ha speso solo per i fiori quello che io da viceparroco ho guadagnato in un anno…

Ma, ahimè, mi è toccato poi di raccogliere i cocci di tante di quelle storie. Nel giro di pochi anni ho visto cambiare radicalmente atteggiamento negli sposini. Le frasi erano più o meno sempre quelle: “Non lo sopporto più”, “non mi capisce”, “non ci prendiamo”, “siamo troppo diversi”, “lei ha la sua vita e io la mia” …

Ma, scusate, non eravate voi perdutamente innamorati? Non eravate quelli decisi a non mollare mai? Addirittura, non vi siete tatuati il nome del coniuge sulla pelle? E allora, che è successo? La verità è che non c’era tanta novità e originalità in questo genere di problemi, su per giù il motivo è sempre quello: si è costruito l’amore su sé stessi, sul proprio sentimento, sul proprio progetto, sulle proprie convinzioni, sulle proprie forze.

Ma, padre, è sbagliato? Beh, in realtà, non è che sia sbagliato ma non basta. Difatti la liturgia di oggi ci dice una cosa veramente concreta e terra terra: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno” e poi continua: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua” (Ger 17,5.8).

Mi dispiace essere tassativo ma chi vive una storia di amore senza mettere Cristo al centro, corre un grave rischio di veder svanire prima o poi quell’amore, di rimanere fortemente deluso dal coniuge e di non portare a compimento il progetto di amore iniziato con tanta speranza e gioia.

Nel Concilio Vaticano II, un documento importante, chiamato Gaudium et Spes, dice una cosa meravigliosa proprio su questo aspetto:

L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dalla azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi in maniera efficace siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e madre” (GS 48).

Nel sacramento del matrimonio l’amore dei due coniugi è assunto da quello di Gesù. Che vuol dire “assunto”? Significa che Lui lo prende con sé, lo fa suo, lo pervade, lo impregna del Suo Amore. Ma non è meraviglioso?

Proviamo a immaginare: se mi piace il calcio e giochicchio con i miei amici, che succederebbe se all’improvviso il mio modo di palleggiare, tirare, dribblare fosse assunto da Ronaldo? Se io iniziassi a fare in campo esattamente quello che fa lui? O se fossi un ingegnere informatico e da un giorno all’altro iniziassi a lavorare con la proiezione, l’inventiva, il genio di Steve Jobs? Ovviamente è umanamente impossibile questo ma nel sacramento al contrario può avvenire e di fatto succede.

L’amore sponsale è preso, è “inglobato” da quello di Gesù che ama tutti noi, la Chiesa, con un amore infinito, così grande da immolarsi sulla Croce. Questo vuol dire che con la grazia di Dio posso davvero amare, perdonare, comprendere, servire il mio coniuge con una magnanimità e generosità che non sono umane, sono “alla Dio”.

Non ci credi?

Prova a leggere le storie di questo libricino “Scelgo ancora te” (ops, per i fan di Giorgia, non è la sua canzone). Vedrai casi concreti di coppie passate da prove molto dure e che dopo tutto si vogliono più bene di quando un giorno si erano promessi fedeltà davanti all’altare.

Cari sposi, voi due siete davvero sopra il Cielo, se per cielo intendiamo Gesù, l’amore di Dio. La grazia del sacramento vi ha solidamente fissati e radicati sull’amore di Dio e se voi confidate in Lui ogni giorno, davvero il vostro sogno di amore non finirà mai. Buzz aveva proprio ragione: “verso l’Infinito e oltre”.

Padre Luca Frontali LC

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