Senza ballottaggio !

Riportiamo l’ultima parte del Vangelo di Domenica ( Gv 15, 9-17 ) :

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Cominciamo dalla fine di questo brano evangelico per poi andare a ritroso nella riflessione. Anche in questo brano di Vangelo, Gesù ci conferma che amarsi gli uni gli altri non è un semplice suggerimento per vivere felici, non è una bella frase da cioccolatino, non è uno slogan di una qualche associazione benefica, ma è un comando…. un imperativo… non abbiamo scelta come cristiani, tantomeno come sposi ! O ci amiamo oppure disobbediamo ad un comando. Il problema è che il peccato è entrato nel mondo per una disobbedienza, la prima disobbedienza di Adamo ed Eva, ed ha combinato un disastro con una reazione a catena di cui stiamo ancora pagando il conto salatissimo.

Quindi l’unica via per non peggiorare la situazione che abbiamo ereditato dai nostri progenitori della Genesi è fare l’esatto contrario : NON DISUBBIDIRE A DIO !

Semplice, no ? Tanto semplice a dirsi quanto difficile da realizzare nella realtà umana, in particolare in quella sponsale.

Ma qual è il modo con cui dobbiamo amarci, il modello di riferimento ? Ovviamente è Gesù, il quale, nei versetti precedenti ci chiama amici e dice che l’amore più grande è dare la vita per i propri amici, cioè noi suoi discepoli ; quindi per l’ennesima volta Gesù cita la propria Passione come atto di amore e la Chiesa ci propone in queste Domeniche post-Pasqua i Vangeli in cui Gesù stesso dichiara di donare la propria vita per molti, come nelle parabole del Buon Pastore ad esempio, proprio per ribadire e ri-cordare all’uomo che Gesù, nella Sua Pasqua, si è donato per amore nostro e al nostro posto.

Ma come possiamo amarci con lo stile di Dio senza il suo aiuto ? Impossibile, infatti : “senza di me non potete far nulla”. E quindi, siamo spacciati ? Siamo degli incapaci che si illudono nell’imitare Gesù ? Siamo degli ingenui ?

Procediamo con ordine : nella società contemporanea a Gesù, erano i discepoli a scegliere il maestro, questa era la consuetudine, perché essi andavano a vivere col maestro per un po’ di tempo nella speranza di assimilarne lo stile di vita e la cultura. Gesù si definisce maestro e si lascia definire tale, ma è diverso dagli altri, perché è Lui a scegliere i propri discepoli, al contrario di tutti gli altri maestri del suo tempo…. anche in questo Gesù è fuori dagli schemi.

Ecco perché dichiara : ” Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi “. Praticamente siamo dei privilegiati, siamo stati eletti da Gesù in persona e SENZA BALLOTTAGGIO…. elezione diretta ed immediata !

Ci pensate mai sposi ? Siamo stati eletti pur sapendo bene il nostro curriculum, pur sapendo il nostro programma di governo… eppure siamo stati eletti senza ballottaggio !

Inoltre ci ha costituiti, cioè ? Ci ha resi capaci di amare come Lui, e lungo il cammino ci dona gli strumenti per adempiere al comando di amarci gli uni gli altri. Altro che sprovveduti ! Con gli aiuti di Dio non siamo spacciati ! Lui ci ha resi capaci di amarci col suo stile, ma non lo siamo in base a delle nostre presunte abilità personali, ma lo diveniamo con la Sua presenza, con il Suo Santo Spirito.

Giorno dopo giorno, fatica dopo fatica, perdono dopo perdono, carezza dopo carezza, “scusa” dopo “scusa”, sguardo dopo sguardo, abbraccio dopo abbraccio, “ti amo” dopo “ti amo”……. diveniamo sempre più obbedienti al comando di amarci gli uni gli altri…. e chi, meglio degli sposi, può testimoniare al mondo questo “bel comando” di Dio ?

Coraggio cari sposi, col sacramento del matrimonio siamo stati eletti SENZA BALLOTTAGGIO !

Giorgio e Valentina.

2 Pensieri su &Idquo;Senza ballottaggio !

  1. Sono stata felicemente sposata per 28 anni con un uomo meraviglioso che è stato il mio strumento di conversione.
    Paolo era arrivato alla conclusione che non era stato lui a scegliere me, ma Dio a desiderare la nostra gioia facendoci incontrare e donandoci tre figli.
    Questa consapevolezza ha cambiato la nostra prospettiva e quindi la nostra vita.
    Adesso, dopo più di 4 anni dalla sua dipartita, lo sento ancora tanto vicino in alcuni teneri e commoventi momenti quanto soffro la sua devastante mancanza in altri.
    Leggere il vostro blog ogni mattina, mi ricorda, conforta e sprona a continuare a dare un senso alla mia vita nell’incontro e nella condivisione, nel servizio e nell’accoglienza. Grazie!

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    • Ciao Sonia, scusa se ti rispondo solo ora. Ti ringrazio della tua fervorosa testimonianza. Coraggio, avanti con fiducia. Un momento bellissimo ed intenso di comunione dei santi è nella S.Messa…ne parleremo. Continua nel rendere carne l’amore che Paolo ti ha donato trasformandolo in servizio e accoglienza….forse il Signore ti vuole usare per aiutare chi ha sofferto come te ma non ha il conforto della fede. Pensaci… è una chiamata anche questa. Coraggio unita a Gesù attraverso Maria. Dio ti benedica Sonia

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