Domenica e famiglia : un connubio possibile / 9

Una volta che ci siamo prostrati alla presenza del Re dei Re siamo invitati a prendere posto tra i banchi. Anche questo gesto potrebbe sembrare solo di ordinaria utilità ma può diventare un’occasione di bene. Su questo punto non c’è una precisa indicazione ufficiale da parte degli organi ecclesiali circa quali posti siano meglio di altri o siano riservati ad alcune categorie di persone. Perciò ci limiteremo a dare indicazioni di tipo pastorale pur non essendo noi pastori/parroci ; sono semplicemente frutto di esperienze come genitori, come catechisti, come meri spettatori di alcune scene, come osservatori, ed anche come bambini a nostra volta.

Alcune regole basilari sono da rispettare tanto sull’autobus quanto in chiesa, quindi le persone più fragili ed in evidente difficoltà sono quelle che devono avere la nostra massima attenzione ed avere la priorità negli spostamenti e nelle problematiche di tipo logistico.

Ma perché la scelta di un banco piuttosto che un altro può diventare un’occasione di bene ? Non soltanto per compiere gesti di buona educazione che faremmo anche fuori dalla chiesa, ma anche per dare testimonianza.

Poniamo il caso di una famiglia che mandi i tre figlioletti nel banco con gli altri compagni di catechismo, poi il papà si piazza vicino alla statua di S. Padre Pio da Pietrelcina perché devotissimo al conterraneo santo pugliese, mentre la mamma si pone nel banco posto davanti all’altare minore della Madonna di Lourdes, di cui è devotissima, vicina alle amiche mamme che da quell’angolatura possono tenere sott’occhio i figli ed estrarre il famoso #fazzolettochesololaborsadellamamma# in caso di bisogno per l’inaspettatissimo bisogno del fazzoletto da Messa del bambino.

Abbiamo usato appositamente i termini papà e mamma perché molte coppie, quando sono a Messa o comunque quando ci sono i figli, si dimenticano (cancellano, fanno un reset) di essere sposi ; si spogliano dei vestiti da marito e da moglie e appena arrivano sul sagrato vestono i panni del papà e della mamma. Perché si comportano così ? Ovviamente la risposta sarebbe molto articolata e complessa nell’affrontare tutte le dinamiche relazionali di coppia e non è il nostro obiettivo, ma possiamo solo dare una visione, certamente limitata, in chiave educativa : sicuramente i figli si sentono più al sicuro se mamma e papà sono una cosa sola come coppia perché avvertono che la loro identità di figli sta nel provenire da quell’unica realtà, l’unione d’amore tra mamma e papà. I figli avvertono quando i genitori si sdoppiano come se avessero due personalità, e si sentono confusi, disorientati ; avvertono che i genitori si sforzano di fare il bravo papà che dà il buon esempio la domenica mattina e la mamma premurosa anche tra i banchi della chiesa…. ma poi fuori dalla chiesa ed in casa non si nomina Dio neanche per sbaglio…. ecco perché poi la fede non sboccia in questi bambini ed una volta finita l’epoca del dovere tra Catechismo e Messa domenicale, tutto sfuma.

Queste sono solo piccole indicazioni che non vogliono catalogare nessuno, ma vogliono mettere in evidenza il fatto che se vogliamo trasmettere la fede ai nostri figli, innanzitutto dobbiamo ri-scoprire, riappropriarci e approfondire il nostro essere coppia in Cristo.

Un bravo prete ci insegnò che l’80/90% dell’educazione sta nel vivere profondamente il sacramento del matrimonio ( l’essere coppia in Cristo quindi ), il resto sono solo bazzecole.

Come sarebbe bello invece se questa famiglia stesse nello stesso banco, e, come un corpo solo, si alzasse, si sedesse, si mettesse in ginocchio : i due genitori vicini e i figli a lato, non i figli in mezzo a dividere i genitori…. anche l’occhio vuole la sua parte e quindi anche la posizione dice qualcosa di noi. Sappiamo che spesso i figli, per svariati motivi, non stanno nel banco con i genitori, ma almeno la coppia potrebbe stare insieme a Messa.

Che grande testimonianza sarebbe ! Ricordiamoci che la testimonianza per gli altri è anche un dolce obbligo, non sempre servono le parole, a volte bastano i gesti, gli sguardi, i modi gentili, la dolcezza di un’attenzione…. cade la borsa alla moglie e il marito con tanta premura la raccoglie… il bimbo piccolo dorme in braccio un po’ dal papà e un po’ dalla mamma…. e così via, ogni coppia ha la propria originalità.

Questa Domenica, cari sposi, possiamo cominciare a rivedere il nostro stare in chiesa con la nostra famiglia, è un primo passo.

Buona e santa Domenica.

Giorgio e Valentina.

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