Quanto entusiasmo !

Abbiamo letto con molto interesse l’articolo di Padre Luca e ci ha suscitato un’ulteriore riflessione. Ci piace in particolare l’inizio di questo brano, ed è così che proviamo ad entrare con la fantasia nel racconto.

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Gesù aveva mandato in missione gli apostoli a due a due con delle istruzioni sull’evangelizzazione e dando loro poteri soprannaturali ; dopo un tempo imprecisato ecco che i missionari tornano dal Maestro con tanto entusiasmo raccontandoGli tutti i prodigi da loro compiuti.

Ci immaginiamo il trambusto che causò l’euforia del momento attorno a Gesù… in effetti ci tornano in mente le numerosissime volte in cui noi rivediamo le figlie alla fine della giornata e siamo costretti a dare dei turni per parlare affinché ognuna abbia il proprio tempo per raccontare tutto… succede poi che la figlia che sta raccontando spesso venga interrotta dalla sorella che termina in modo sbrigativo la frase al posto suo, ansiosa che venga il proprio turno… probabilmente Gesù potrebbe aver vissuto un momento simile di parapiglia tra i suoi Dodici, pare che poi altri discepoli si siano aggregati per curiosare, ed ecco quindi che Gesù esorta i suoi a riposare un poco.

E’ interessante notare la risposta di Gesù al fervore dei Dodici ; non viene riportata nessun altra risposta se non quella messa in luce anche nel citato articolo di Padre Luca. Ma perché Gesù non fa come noi genitori, che, di fronte all’entusiasmo delle figlie, ascoltiamo quasi divertiti i vari racconti ?

Proviamo ad immaginare la coppia che torna galvanizzata da un ritiro spirituale, da un corso di evangelizzazione, da una missione di volontariato in parrocchia, da un’opera caritatevole e “corre da Gesù” a raccontarGli tutto con l’entusiasmo travolgente dei Dodici, e Gesù ? …Venite in disparte…

Ammettiamolo… preferiremmo un Gesù che risponde : ma dai, che bello… racconta…. e che poi ancora incalza : foooorte, e poi cos’è successo ?…

E invece ci troviamo di fronte ad un Maestro che sembra quasi smorzare l’entusiasmo dei suoi, ma c’è una motivazione in questa risposta apparentemente fredda ed insensibile, perché Gesù invece si dimostra ancora una volta attento alle esigenze dei suoi apostoli/discepoli ; Egli sa bene che l’apostolato richiede sacrifici in termini di tempo ed energie spese per gli altri e quindi invita i suoi a recuperare le forze perdute.

Ma se fosse solo questo il motivo, Gesù si dimostrerebbe nient’altro che un bravo maestro, un bravo capo che conosce bene i limiti dei suoi subalterni , aiutandoli ad essere pronti alla prossima missione concedendo loro il giusto tempo per il meritato riposo.

Ed invece li invita a venire in disparte con Lui perché il vero riposo e Lui stesso.

Cari sposi, dobbiamo imparare che quando sentiamo il bisogno di riposarci non dobbiamo solamente riposare il corpo e l’anima seguendo i preziosi consigli di padre Luca, ma abbiamo sempre più la urgente necessità di comprendere più nel profondo che il nostro vero riposo è Gesù.

Gesù è la pace, Gesù è la vera pace, Gesù è la vera pillola che stabilizza la nostra pressione spirituale, ed è una pillola che va bene sia per chi soffre di ipertensione che per chi soffre di bassa pressione spirituale.

Dobbiamo imparare che ogni giorno possiamo tornare da Gesù per raccontarGli le meraviglie che abbiamo visto con i nostri occhi e lodarLo per questo perché siamo stati Suoi strumenti, ed è una cosa buona e giusta, ma non dobbiamo mai dimenticare che tutto ciò che siamo riusciti a fare, lo dobbiamo ancora a Lui e non alle sole nostre forze umane.

Cari sposi, prima di buttarci a capofitto in una nuova avventura di apostolato, torniamo davanti al Tabernacolo per riposare con Lui, per trovare riposo in Lui ; abbiamo costantemente bisogno di ricalibrare la nostra bussola per non rischiare di diventare noi il riferimento di noi stessi, ecco perché la scelta migliore è quella di tornare da Gesù per raccontare a Lui cosa abbiamo fatto grazie ai Suoi doni, ma soprattutto per ricaricare la nostra anima, per restare un po’ in disparte con Lui a godere della sua presenza, per ricalibrare la nostra antenna sulle frequenze della Sua voce, per “riposare in santa pace” dice l’indovinatissimo detto popolare… appunto… perché la pace è Gesù e se non è santo Lui !

Sposi belli, ogni volta che sentite il bisogno di riposo, cominciate col pronunciare il nome soavissimo di Gesù, Lui che è il vero riposo, di sicuro qualcosa si smuoverà nel cuore !

Buon riposo.

Giorgio e Valentina.

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