Apocalypse now !

La Chiesa oggi ci ha donato un brano dal libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo :

Ap 21,9b-14 Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello».
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

Nella storia cinematografica si sono susseguiti molti films che parlano della famosa Apocalisse nel titolo oppure nella loro trama ; la maggior parte di essi sviluppa temi che hanno a che fare con la fine del mondo, inteso come il pianeta Terra, in modo catastrofistico ; altre pellicole trattano di lontani futuri in cui le tracce dell’uomo con le sue componenti passano in secondo piano lasciando spazio alle macchine ed ai computer ; da ultimo non possiamo dimenticare quei films che usano la parola Apocalisse per circoscrivere temi di inumana crudeltà e ferocia come quello che abbiamo ricordato nel titolo.

Ebbene, in realtà la parola apocalisse significa “Rivelazione” , quindi il mondo della cinematografia ha preso un granchio ? Per certi versi sì e per altri no. E’ vero che nel libro scritto da S. Giovanni ( o da un suo scrivano/segretario/discepolo ) si parla di eventi catastrofici, ma sono tali solo per i dannati ; tutte le catastrofi descritte nei films sono volutamente esagerate per descrivere la desolazione di un mondo disumano e senza l’uomo, ma in realtà sono niente in confronto alla vera catastrofe descritta nel libro Apocalisse : e cioè l’eternità passata senza Dio, rinnegando Dio, in compagnia del Diavolo con i suoi seguaci in quell’oscuro posto che è l’Inferno.

L’Apocalisse invece parla di una Gerusalemme celeste, di una città santa, descritta con parole meravigliose ed evocano lo splendore di una città “risplendente della gloria di Dio“, ad un certo punto l’autore non sa più quali paragoni usare, del mondo che conosciamo, per descrivere la bellezza che ha visto nelle sue visioni/esperienze mistiche.

Cari sposi, non lasciamoci ingannare da questo mondo : esso è difficile, è pieno di insidie, di ostacoli, di sofferenze, di atrocità, di pericoli, di ferocia disumana, ma prima o poi tutto ciò finirà, e dopo… se perseveriamo fino alla fine ci aspetta una città risplendente della gloria di Dio, una città della quale il sindaco non sarà un corrotto, una città nella quale la raccolta differenziata sarà solo la raccolta dei frutti di opere buone, una città senza smog ed inquinamento di ogni tipo, una città dove non saremo costretti a vedere cartelloni pubblicitari indecorosi, una città dove il traffico non esiste, una città le cui porte sono sorvegliate dagli Angeli, una città in cui non ci saranno cortei blasfemi, una città dove ci sarà sempre bel tempo, non avremo bisogno di vestiti per coprirci dal freddo, non saremo costretti a fare la coda per andare da una parte all’altra, non andremo più a timbrare il cartellino alla mattina, non ci sarà bisogno di fare la spesa, non dovremo temere di incontrare nessuno che ci odia, non avremo bisogno di fare la gara tra di noi per l’autodeterminazione, nessuno schiaccerà nessuno, nessuno odierà nessuno, non ci ammaleremo più, non peccheremo più, non litigheremo più tra noi… perché il Paradiso è questo e infinitamente di più è tutto quello che non riusciamo a descrivere con le nostre misere parole.

Sono tanti gli sposi che stanno vivendo un periodo angosciato, molti stanno combattendo contro un male incurabile, molti stanno lottando contro i propri vizi o quelli del proprio coniuge, tantissimi stanno remando contro corrente per cercare di tenere in piedi la loro relazione…. CORAGGIO SPOSI, NON LASCIAMOCI CADERE LE BRACCIA perché le cose di questo mondo finiranno e poi ci sarà la Gerusalemme celeste, finalmente faremo parte della sposa dell’Agnello… sicuramente avrete notato che nella Bibbia, quando si vuol descrivere la bellezza della relazione tra un’anima e Dio si usano i termini della famiglia : nozze, sposi, fidanzati, padre, madre, figlio.

Non è un caso, proprio perché noi sposi siamo chiamati a cominciare a vivere un pezzettino di quella meravigliosa città celeste già in questa vita attraverso la grazia sacramentale del Matrimonio, è possibile cominciare a vivere già qui un anticipo di Paradiso, come quando si sente l’aroma del caffè nella stanza ancor prima di berlo… così il nostro matrimonio può diventare per Grazia una (piccola e limitata) città risplendente della gloria di Dio.

Coraggio sposi !

Giorgio e Valentina.

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