La vostra autostrada per il Cielo

Cari sposi,

siamo freschi freschi di aver celebrato lo scorso 12 ottobre, per la prima volta, la memoria del beato Carlo Acutis. Di lui si cita spesso, tra le altre cose, la frase: “l’Eucarestia, la mia autostrada per il Cielo”. È meraviglioso che sia proprio un adolescente a ricordarci in modo così semplice una verità così fondamentale per noi.

Oggi nel Vangelo Gesù vi sta dicendo una cosa simile: il vostro matrimonio è un’autostrada per il Cielo. E ora mi spiego.

Gesù, nella narrazione di Marco, sta affrontando – siamo all’ultimo anno di vita pubblica – varie polemiche e diatribe con i farisei e i sadducei. Essi tentavano in vari modi di trovare il punto debole dove attaccarlo ma nessuno, stranamente, ci riesce.

Poi abbiamo nel Vangelo odierno, l’unica volta in cui Gesù ha un dialogo sereno e pacato con uno scriba. Diciamo che il tutto finisce molto bene: questa persona non solo è d’accordo con Gesù ma se ne va pure soddisfatto.

Di cosa hanno parlato? Su quale sia il cuore della fede. Lo scriba è come se gli avesse chiesto: “Dimmi, Gesù, in poche parole in cosa consiste la nostra fede in Dio?”

Al cuore della fede c’è l’incrocio tra la nostra relazione con Dio e quella con il prossimo. Ho detto incrocio, non parallelo. Il rapporto con Gesù è ciò che sostiene, come nella croce, quello con il prossimo; quest’ultimo, da parte sua, dà concretezza e consistenza all’amore al Signore. Uscire da questa logica e restare nell’uno o nell’altro è illusi e sognatori.

Questo lo sapete già, chissà quante volte l’avrete sentito. Ma ditemi: chi è più vicino a voi, questo è il senso letterale di prossimo, se non il vostro coniuge? Pensate alla vita nuziale che avete avuto finora e immaginatevi i decenni che vi aspettano. I figli, si sa, prima o poi spiccano il volo e voi coniugi rimarrete soli, cioè no, rimarrete assieme come è stato fin dall’inizio della vostra storia.

Perciò il prossimo è il tuo coniuge. Ecco allora che queste parole di Gesù hanno un valore nuziale molto forte e vivido.

Quello che sto per dirvi è qualcosa che mi punge spesso nell’esame di coscienza per quanto sia vero: il termometro del mio amore a Cristo è la mia donazione al prossimo. Non posso staccare i piedi da terra, Gesù lo trovo prima di tutto lì nel mio prossimo.

Ami Gesù? Vuoi che sia il Centro della tua vita? Desideri che il tuo cuore Gli appartenga? Complimenti, sei sulla strada della vita eterna, della santità. Ma questo si vede poi concretamente da come tratti tuo marito o tua moglie in termini di delicatezza, rispetto, dialogo cordiale, vita intima, perdono, umiltà, pazienza… tutte cose che l’Inno alla Carità di San Paolo (1 Corinzi 13) esplicita e che Papa Francesco in Amoris Laetitia spiega accuratamente (cap. IV). Vi consiglio di riprendere questa parte, vi troverete il modo cristiano di amare nel matrimonio.

Spero che nessuno si scoraggi leggendo quanto vi dico. Come nella croce, il palo verticale sostiene quello orizzontale, così nella relazione nuziale, è sempre la grazia di Dio, in particolar modo la permanenza del dono sacramentale in voi, che vi assicura ogni giorno la forza per amarvi e non sentirvi mai soli.

E ancora grazie per i piccoli e grandi sforzi che fate per amarvi “con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza”.

ANTONIO E LUISA

L’amore è relazione. La relazione tra sposi diventa intimità fisica. Noi sposi abbiamo una relazione sponsale oltre che tra noi anche con Gesù. Il matrimonio è modo per vivere la nostra personale sponsalità con Cristo. La nostra fede è accoglienza dell’amore di Dio e la nostra sessualità nel matrimonio è la risposta a quell’amore. Capite che è tutto un circolo? La salute della nostra fede può influire positivamente o negativamente sulla nostra relazione affettiva e viceversa. Più vivremo intensamente la nostra relazione con Cristo e più avremo desiderio di donarci alla nostra sposa o al nostro sposo. Più invece ci allontaneremo da una frequentazione della Messa e della preghiera e più saremo poveri anche nella capacità di desiderare un incontro tra noi. L’amore di coppia ci permette di fare esperienza concreta dell’amore di Dio e l’amore per Dio nutre la nostra relazione di coppia.  Intimità con Dio e aumento della tenerezza sono direttamente proporzionali. Al crescere della nostra intimità con Dio, della nostra unione sponsale con Dio, crescerà proporzionalmente anche la qualità e la tenerezza del nostro matrimonio, della relazione con il nostro sposo/la nostra sposa. Ogni preghiera, adorazione, dialogo e ogni altra ricerca della Grazia di Dio ci aiuterà a vivere meglio e sempre più pienamente il matrimonio e l’amplesso fisico. Vale anche l’opposto. Ogni rapporto fisico vissuto nell’autentico dono di sé apre il cuore all’azione dello Spirito Santo e incrementa quindi la nostra capacità di accogliere il dono di Dio. Detto in altri termini, più semplici e comprensibili, incrementa la nostra fede.

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