Avvento. Una preghiera concreta

Oggi vorrei tornare sulla Parola della liturgia di ieri, prima domenica di Avvento. Lo voglio fare prendendo spunto dalla riflessione del Santo Padre Francesco nell’Angelus domenicale. Una riflessione molto interessante e che ci provoca tantissimo:

“Vegliate”, la vigilanza. Fermiamoci su questo aspetto importante della vita cristiana. Dalle parole di Cristo vediamo che la vigilanza è legata all’attenzione: state attenti, vigilate, non distraetevi, cioè restate svegli! Vigilare significa questo: non permettere che il cuore si impigrisca e che la vita spirituale si ammorbidisca nella mediocrità. Fare attenzione perché si può essere “cristiani addormentati” – e noi sappiamo: ce ne sono tanti di cristiani addormentati, cristiani anestetizzati dalle mondanità spirituali – cristiani senza slancio spirituale, senza ardore nel pregare – pregano come dei pappagalli – senza entusiasmo per la missione, senza passione per il Vangelo. Cristiani che guardano sempre dentro, incapaci di guardare all’orizzonte. E questo porta a “sonnecchiare”: tirare avanti le cose per inerzia, a cadere nell’apatia, indifferenti a tutto tranne che a quello che ci fa comodo. E questa è una vita triste, andare avanti così… non c’è felicità lì.

Queste parole del Papa non sono solo delle belle parole, vanno concretizzate nella nostra carne, nella nostra vita, nella nostra storia personale e matrimoniale. L’Avvento non ci chiede solo maggior tempo da dedicare alla preghiera. La preghiera può essere anche qualcosa di sterile se poi non diventa vita. L’Avvento ci chiede di trasformare tutto ciò che facciamo in preghiera. Il Papa ci chiede passione per il Vangelo. Ci chiede di metterci il cuore. Il cuore che custodisce ciò che siamo. Il Papa ci chiede radicalità. Quindi questo Avvento può essere l’occasione che ci serviva per riscoprire la radicalità della nostra scelta matrimoniale.

Concretamente come dare nuovo slancio alla nostra relazione sponsale? Vi suggerisco due piccoli esercizi quotidiani, da aggiungere alla preghiera personale e di coppia, che possono aiutarvi a trasformare la vostra vita in preghiera e a prepararvi al meglio in vista del Natale.

  • Ringraziare. Ogni mattina ringraziate l’altro perchè per un altro giorno è ancora lì con voi, ha scelto per un altro giorno di condividere la sua vita con voi e di donarvi ancora il suo amore, il suo tempo, il suo corpo. Non è scontato. Non è dovuto. Lo fa solo per amore. Ogni sera cercate di ricordare almeno tre motivi per cui ringraziare l’altro. Ce ne sono molti di più, ma per chi non è abituato sarà un buon esercizio trovarne anche solo tre. Ringraziare è uno dei segreti di un matrimonio felice.
  • Fare di più. Spesso viviamo il nostro impegno familiare come un peso, come un dovere da assolvere. Non come un privilegio. Non come un modo per donarci e per vivere la nostra vocazione fino in fondo, dando tutto. Questo atteggiamento non fa bene. Questo atteggiamento alla lunga può schiacciare e può davvero rendere la vita matrimoniale difficile. Lo dico per esperienza personale. Per questo l’esercizio che vi propongo può aiutarvi tanto. Ogni giorno, oltre tutto quello che già fate, trovate qualche gesto di servizio che donate solo per sollevare la persona amata. Ad esempio se l’altro si occupa di solito di lavare i piatti lo fate voi. Lo fate solo per amore. Solo per godere del piccolo sollievo che avete regalato all’altro. Questo può aiutarvi a comprendere la bellezza di farvi dono l’uno per l’altra.

Spero che questi piccoli consigli possano esservi di aiuto e vi auguro un santo e proficuo tempo di Avvento.

Antonio e Luisa

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3 Pensieri su &Idquo;Avvento. Una preghiera concreta

  1. “Vegliare e pregare”…in questo Avvento…veglio e prego su me stessa e su l’altro. Vigilo sui miei attaccamenti, e su quanto sono disposta a lasciare libero l’altro, affinché pure lui, vigili sui propri. Sì, vegliare, ed essere attenti alla vera Missione (unica e personale) che ci viene richiesta da Colui che cammina con noi.
    Grazie per il Vostro Apostolato, buona giornata.

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