Domenica e famiglia : un connubio possibile / 23

La liturgia della Parola prosegue con la recita del Credo e poi con la eventuale Preghiera universale dei fedeli, conclusa a sua volta dall’orazione finale del sacerdote.

Vediamo prima cosa indica il Messale riguardo al Credo :

Il Simbolo, o professione di fede, ha come fine che tutto il popolo riunito risponda alla parola di Dio, proclamata nelle letture della Sacra Scrittura e spiegata nell’omelia; e perché, recitando la regola della fede, con una formula approvata per l’uso liturgico, faccia memoria e professi i grandi misteri della fede, prima della loro celebrazione nell’Eucaristia.

La recita del Credo è posta alla fine dell’omelia come a ricordare a tutti i presenti che la parola proclamata e l’omelia devono confluire nelle verità di fede della Chiesa Cattolica Apostolica, ecco perché nel Credo si recitano le verità fondamentali della nostra fede cattolica, per farne memoria e tentare di porre un argine ad eventuali eresie. Poniamo un esempio semplice : se nell’omelia un sacerdote mettesse in dubbio la risurrezione di Gesù, nella recita del Credo egli troverebbe un monito verso se stesso in contraddizione a quanto espresso nella omelia pochi minuti prima ed i fedeli sarebbero confortati e confermati nella fede dalle parole del Credo.

Questa professione di fede è argomentata in maniera molto approfondita nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale è già una sintesi di biblioteche intere, perciò risulta impossibile farne un riassunto, vogliamo però sottolinearne l’importanza della recita. Immaginate che prima di ogni partita della Nazionale di calcio, l’allenatore ricordi ai giocatori negli spogliatoi l’importanza di rappresentare la propria bandiera in un torneo internazionale, senza dimenticare di ribadire il ruolo di ambasciatori della cultura italiana ecc… evidentemente i giocatori scenderebbero in campo con maggiore consapevolezza e rinnovato entusiasmo ; similmente la recita del Credo assomiglia a questo discorso pre-partita del mister che ci stimola e ci motiva nuovamente.

Il Credo è sostanzialmente di stampo trinitario, ed è suddiviso però in 4 punti : il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e la Chiesa. E per ogni punto si rinnova la fede nelle verità fondamentali senza entrare nel dettaglio di ognuna perché sarebbe impossibile, ma i fondamenti sono e saranno sempre gli stessi ; quindi il Credo che recitiamo oggi contiene le stesse verità per cui i martiri dei primi secoli hanno dato la vita, per cui S.Francesco d’Assisi è diventato santo, le stesse verità con cui i Dodici Apostoli hanno evangelizzato tutto il mondo, per cui S. Giovanni Bosco si è speso e per cui noi viviamo oggi… la fede cattolica non è cambiata.

Alla fine del Credo c’è la preghiera universale o dei fedeli, nella quale si innalza al Padre una serie di richieste, dopo che abbiamo ascoltato la Sua Parola e abbiamo fatto la nostra professione di fede, Gli presentiamo le nostre intenzioni secondo uno schema che il Messale indica :

La successione delle intenzioni è ordinariamente questa:
a ) per le necessità della Chiesa;
b) per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo;
c ) per tutti quelli che si trovano in difficoltà;
d) per la comunità locale.
Ciascuno quindi prega brevemente in silenzio
.

Molte volte questi momenti vengono vissuti con superficialità quasi come si raccoglie la pubblicità dalla cassetta della posta, ed invece hanno una grande valenza spirituale, simbolica e pedagogica.

  • Innanzitutto ci ricordano a Chi rivolgere le nostre richieste, la nostra condizione di figli ci assicura che abbiamo un Padre che ha cura dei passeri che non lavorano e non seminano eppure procura loro il cibo ogni giorno, perché dovrebbe dimenticarsi di noi suoi figli ?
  • C’è anche una valenza simbolica in quanto sono richieste che presentiamo al Padre celeste tutti insieme come sua famiglia, come suo popolo, e questo ci aiuta a costruire la comunità, a superare le divisioni ; il Messale indica di pregare per le varie necessità contingenti proprio per abituarci a pregare gli uni per gli altri, ma non per una solidarietà che abbia solo il sapore umano, ma che si riveste di prossimità, intesa come farsi prossimo per i bisognosi ; e la prima forma di aiuto è affidare gli altri fratelli al Padre e poi concretamente ci si impegnerà nel servizio.
  • La Chiesa madre si comporta tale anche nella Messa, infatti ci insegna come porci di fronte a Dio : all’inizio della celebrazione ci fa riconoscere la nostra condizione di peccatori, che va a braccetto col riconoscere la divinità di Chi abbiamo davanti, poi ci fa mettere in ascolto di ciò che Dio ha da dirci con la Liturgia della Parola, confermiamo di credere in Lui e alla Sua Parola, ecco che allora siamo pronti per osare avanzare le nostre richieste attraverso questa Preghiera dei fedeli.

La preghiera universale si conclude con l’orazione proclamata dal sacerdote, il quale ci rappresenta davanti al Signore, ed essa racchiude tutte le intenzioni presentandole al Padre attraverso il mediatore per eccellenza : Gesù Cristo.

Care famiglie, da domani siamo sicuri che porrete maggiore attenzione alle parole pronunciate nel Credo nonché alle intenzioni della preghiera di intercessione. Ci permettiamo di suggerirvi un piccolo stratagemma che può aiutarvi ad acquisire maggiore consapevolezza e maggior adesione del vostro cuore/anima : quando reciterete il Credo immaginate che al vostro fianco ci sia un santo famoso, oppure il vostro santo preferito, quello a cui siete legati affettivamente, e provate a far volare la fantasia nel sentire la sua voce che insieme con voi recita lo stesso Credo… non importa se quando riaprirete gli occhi il vostro vicino non è proprio uno stinco di santo !

Giorgio e Valentina.

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