Domenica e famiglia : un connubio possibile / 25

Quando uno sprecone è all’opera non bada a spese fino a che non abbia raggiunto il suo scopo. E così infatti è successo con la prima Messa della storia, quando cioè Gesù iniziò la Sua Passione. Ha sentito dentro la spinta al sacrificio salvifico, e nonostante rifiutasse umanamente il dolore e la sofferenza come tutti noi, si è abbandonato alla volontà del Padre. Il Padre, infatti non ha badato a spese, poiché ha permesso la Passione di Gesù nonostante fosse il Suo Unico Figlio, non è che ne avesse altri 20 con cui consolarsi nel caso di perdita del primo. E ciononostante non ha badato a spese fino a che non ha raggiunto il suo scopo con la Croce e la Risurrezione. E lo scopo l’ha raggiunto pienamente come solo Dio può fare.

Ma torniamo al nostro Offertorio che stiamo analizzando, seppur in maniera semplice ed incompleta. Esso quindi ci ricorda quella offerta di Gesù al Padre che è sintetizzata nella preghiera dell’orto degli Ulivi e che trova il suo compimento sulla Croce nelle parole : “Padre, nelle Tue mani consegno il mio spirito”. Questa consegna di Gesù sintetizza con le parole ciò che stava vivendo : l’offerta al Padre di se stesso.

Vi ricordate chi c’era inchiodato all’altra croce di fianco a quella di Gesù ? Il famosissimo “buon ladrone”, che si è convertito poco prima di morire. Ma cosa succede esattamente, perché Gesù gli promette il Paradiso il giorno stesso? E il purgatorio per tutto ciò che aveva compiuto prima? Dove sta la giustizia qua?

Non possiamo naturalmente penetrare i pensieri di Dio, possiamo solo fare qualche ipotesi conoscendo lo stile di Dio. Noi pensiamo che Gesù abbia ritenuto la sofferenza della croce un purgatorio sufficiente per questa anima, tenendo conto anche del fatto che è durata di più di quella del Salvatore essendo morto dopo di Lui. E’ come se Dio avesse preso in considerazione la sofferenza del buon ladrone come una vera e propria offerta. Naturalmente l’offerta di Gesù ha già pagato tutto, ma è come se Dio chiedesse anche un nostro contributo a scopo pedagogico.

Voliamo con la fantasia per aiutarci nella comprensione : proviamo ad immaginare Gesù che ritorna dal Padre Suo e, mentre lo ri-abbraccia, Gli presenta il suo compare di croce che si accomoda al proprio posto in Paradiso… se volete è un’immagine quasi fumettistica, ma rende bene l’idea di Gesù che si presenta al Padre non più da solo.

Riatterriamo dal volo fantastico e guardiamo i gesti che il sacerdote compie : usa un’ostia grande e tutte le altre piccole. Quella grande simboleggia Gesù mentre quelle piccole simboleggiano noi, un po’ come è avvenuto col “buon ladrone” e Gesù quella prima volta.

Sposi, questa Domenica riappropriamoci della nostra azione sacerdotale, impariamo a vivere il momento dell’Offertorio come l’opportunità di unirci alla grande offerta di Gesù (l’ostia grande) con la nostra piccola offerta (le ostie piccole). Sappiamo già che tanti sposi si chiederanno: ma noi siamo dei poveretti, dei buoni a nulla, non siamo dei grandi santi, cosa possiamo offrire? Rispondiamo rilanciando con una nuova domanda : secondo voi che cosa aveva da offrire il “buon ladrone” , visto che ormai era già inchiodato? Avrà avuto più cose sante di noi da offrire?

Noi forse abbiamo più chances del “buon ladrone”…bisogna sfruttarle però!

Coraggio sposi, il Padre aspetta la nostra offerta.

PS : Nel giorno dell’Ottava di Natale, la Madre di Dio benedica il vostro 2022. Auguri!

Giorgio e Valentina.

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