Ogni gesto offerto per amore è offerto a Dio

Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Il Vangelo di oggi è di quelli tosti che smascherano ogni nostra ipocrisia. Si, perchè noi, uomini e donne, abbiamo tutti, almeno un po’, la tentazione di coprire le nostre piccole o grandi infedeltà e meschinità con l’aderire ad un rito. Anche noi cristiani non siamo diversi. Vado a Messa, recito quella novena e mi sento sollevato. Mi sento più buono e più a posto con la coscienza.

Solo pochi giorni fa siamo probabilmente andati in chiesa a farci imporre dal sacerdote le ceneri sul capo. Un gesto liturgicamente molto significativo e scenograficamente molto impattante ma poi? Quelle ceneri ce le siamo semplicemente spazzolate via oppure è rimasto qualcosa? C’eravamo con il nostro cuore? Stavamo aprendo il nostro cuore in modo che quel gesto così scenografico potesse diventare impegno concreto e missione per la nostra vita?

Il versetto tratto dalla liturgia di oggi ci dice esattamente questo! Le nostre offerte, il nostro partecipare alla Santa Messa hanno davvero un significato autentico quando viviamo l’offerta fatta all’altare come segno dell’offerta che noi facciamo di noi stessi ogni giorno con i fratelli. Per questo Gesù ci parla in questo modo, con questa durezza che può sembrare eccessiva. Perchè offrire a Dio senza offrire ai fratelli nella vita di ogni giorno è solo un gesto vuoto che non cambia i nostri cuori e ci lascia poveri.

Per noi sposi questa Parola ha un significato ancora più importante e decisivo per la nostra vita. L’offerta più gradita che possiamo fare a Dio non è tanto riempirci di rosari, di Messe, di novene e chissà cos’altro. No niente affatto. L’offerta più gradita è proprio quella che doniamo a nostro marito o nostra moglie. E’ il nostro tempo, è il nostro ascolto. Sono tutte le carezze, tutti i sorrisi, tutti gli sguardi, tutti i servizi, tutta la cura che ci doniamo l’un l’altra. E naturalmente tutte le volte che ci perdoniamo.

Non sto affatto affermando che pregare e andare a Messa sia inutile. Certo che è importante. Lo è però nel momento in cui diventa nutrimento e fonte dove attingere per poi “usare” quella forza ricevuta per amare di più il nostro coniuge.

Con il matrimonio succede qualcosa di incredibile. Gesù si sposa con noi e come ogni sposo desidera essere amato. Vuole essere amato nella persona che ci ha posto accanto. Andare a Messa e trascurare il matrimonio è come dire a Dio che lo vogliamo con noi ma poi quando viene ad abitare la nostra vita non apriamo la porta e lo lasciamo fuori.

Vi consiglio un gesto che io e Luisa facciamo regolarmente ad ogni Messa. Una volta fatta la comunione torniamo al nostro posto e inginocchiati ci teniamo per mano. E’ un modo per dire a Gesù che lo vogliamo con noi e che il nostro amore si intreccia con il Suo. E’ un gesto che a me piace tanto e mi fa sentire più vicino a Gesù e alla mia sposa.

Antonio e Luisa

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