Domenica e famiglia : un connubio possibile / 30

Dopo la prima frase del Prefazio il sacerdote continua leggendone il resto che, solitamente, fa memoria delle grandi opere della Redenzione e/o Creazione e termina con quella frase che introduce il canto/acclamazione del “Santo”:

[…] E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria : Santo, Santo, Santo… ecc…

oppure

[…] Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, uniti in eterna esultanza. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo… ecc…

Abbiamo riportato solo due tra le tante versioni a disposizione del sacerdote, il quale ha facoltà di scelta a seconda dei tempi e/o delle necessità, ma come avrete certamente notato entrambe (come le altre non riportate) esprimono lo stesso stupore seppur con piccole variazioni sul tema.

Se qualcuno tra i lettori fedeli sin dall’inizio a questo itinerario per la riscoperta della Messa avesse ancora il dubbio che essa sia un pezzetto di Paradiso celebrato in terra, ora può fugare tutti i suoi dubbi; infatti basta leggere e rileggere lentamente le frasi dei Prefazi sopracitati per rendersi conto che la Chiesa non ha dubbio alcuno : la Santa Messa è vivere un piccolissimo anticipo di Paradiso.

Non è una realtà inventata a tavolino dall’uomo per stordire se stesso come con gli oppiacei, non è un’accozzaglia di rituali, non è un rituale sacrificale per tenere a bada l’ira divina, non è solo un tentativo umano di celebrare il divino, non è unicamente realtà umana, la S. Messa è azione di Cristo e della Chiesa. Realtà che qualche paranoico potrebbe definire extra-sensoriale, qualcuno con idee new age la definirebbe come “il punto cosmico di contatto tra le forze spirituali e materiali”, una finestra aperta sul mondo spirituale, come in un film di fantascienza nel quale il protagonista entra in un’altra dimensione… parole più o meno accattivanti, più o meno evanescenti, ma che in realtà un po’ ci azzeccano, perché ci vuole la fede per vedere oltre i gesti rituali, gli occhi corporei non vedono niente di tutto quanto descritto nel testo sopracitato, eppure accade ; gli angeli davvero cantano la gloria di Dio e davvero noi uniamo le nostre voci alle loro.

Qualcuno si starà chiedendo cosa facciano tutto il giorno gli angeli in Paradiso, è una domanda che tutti abbiamo, ma una risposta ( seppur limitata alle nostre capacità di comprensione umana ) ce la dà sicuramente la Messa: di sicuro cantano la gloria di Dio. E non si stancano di fare sempre la stessa cosa, per tutta l’eternità, giorno e notte? Evidentemente no, perché in Paradiso non esiste il tempo, c’è solo l’eternità ed inoltre non ci sono limitazioni corporali per cui non ci si stanca né ci si annoia; ma soprattutto la visione/il godimento di Dio è talmente appagante che non servirà nient’altro.

In questo magnifico ed esaltante contesto angelico si inseriscono quelli che ancora sono in questa vita e che stanno lì a Messa : quelle mamme che con una mano fanno dondolare il passeggino e con l’altra tengono il fazzoletto alla sorellina, quei papà che con un occhio guardano all’altare e con l’altro controllano il figlio che non parli con gli amichetti, quelle nonne che in ginocchio pregano per la conversione dei figli o dei nipoti, quei nonni che sono lì nonostante tutti gli acciacchi per dire al Signore il proprio “eccomi”.

Proprio queste persone, non altre, le persone reali in carne ed ossa, hanno la possibilità in questo momento di tenere un piede in terra ed uno in Paradiso per unire la propria voce a quella di tutti gli angeli. Avrete notato infatti che alcune preghiere nominano semplicemente tutti gli angeli e i santi in modo generico appunto, mentre altre specificano meglio le varie missioni angeliche. Perché gli angeli sono innumerevoli e non possiamo contarli, ma detta così dà un’idea vaga, mentre se vogliamo rendere l’idea della quantità esorbitante allora serve specificare : Troni, Dominazioni, Serafini, Cherubini, ecc…

Vi piacerebbe stare vicino vicino a qualche angelo oppure qualche santo famoso? Non vi piacerebbe per esempio avere vicino l’arcangelo Gabriele? Ma non un altro angelo omonimo, proprio lo stesso che fece visita alla Madonna? Non vi piacerebbe stare vicino alla Madonna oppure a san Giuseppe? Basta andare a Messa. Se siete coristi/cantanti: non vi piacerebbe fare un duetto con l’arcangelo Raffaele? Oppure cantare insieme a S. Giovanni Paolo II? Basta stare a Messa con fede.

Sembra quasi che la Chiesa ci dia una sorta di autorizzazione temporanea per provare a far parte delle schiere dei beati… un po’ come quando si dà il “foglio rosa” al ragazzo che ancora non sa guidare ma gli si fa provare l’ebbrezza della guida… in questo momento della Messa avviene qualcosa di simile alla situazione del “foglio rosa“, però ce n’è ancora tanta di strada da fare per conseguire la patente di “santi”.

Coraggio allora famiglie, da domani possiamo fare le prove per il Paradiso. Sì, lo sappiamo, non ne siamo meritevoli, ma d’altronde Dio quando fa un regalo non aspetta che ne diventiamo degni, ma ci dà con il regalo anche gli strumenti per poterlo sfruttare al meglio.

Giorgio e Valentina.

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