Eravamo come dei tizzoni!

Dal libro del profeta Amos (Am 3,1-8; 4,11-12) Ascoltate questa parola, che il Signore ha detto riguardo a voi, figli d’Israele, e riguardo a tutta la stirpe che ho fatto salire dall’Egitto: «Soltanto voi ho conosciuto tra tutte le stirpi della terra; perciò io vi farò scontare tutte le vostre colpe. Camminano forse due uomini insieme, senza essersi messi d’accordo? […] In verità, il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo piano ai suoi servitori, i profeti. Ruggisce il leone: chi non tremerà? Il Signore Dio ha parlato: chi non profeterà ? Vi ho travolti come Dio aveva travolto Sòdoma e Gomorra, eravate come un tizzone strappato da un incendio; ma non siete ritornati a me». Oracolo del Signore. Perciò ti tratterò così, Israele! Poiché questo devo fare di te: prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele !

Il profeta Amos è un uomo scelto da Dio per destare dal torpore del peccato il popolo di Israele; il Signore aveva fatto di tutto per attirare a sé il suo popolo, ma questo Gli ha voltato la faccia, sicché Dio gioca la carta del profeta Amos. Assomiglia un po’ a quando da giovani si tentava di tutto per far la corte alla ragazza che ci interessava, ma ella spesso non ci filava per niente, anzi pareva proprio rifiutare le nostre avance e preferire quelle di un altro. C’era anche chi giocava come ultima carta l’avanscoperta dell’amico, il quale era incaricato di avvicinare la ragazza per tastare il terreno per conto del mandatario e quasi sempre aveva anche il compito di tessere le lodi dello spasimante per tentare di indirizzare le attenzioni di lei verso il corteggiatore: questo amico assomiglia un po’ al profeta Amos.

Continua un po’ la serie di letture dall’Antico Testamento in cui Dio continuamente ci invita alla conversione, sono appelli carichi di affetto misericordioso. E’ interessante notare come Dio faccia sempre appello alla memoria della storia della salvezza, Egli sa che noi uomini dimentichiamo troppo in fretta le Sue grazie, non lo fa per rinfacciarci le Sue imprese miracolose o le Sue gesta magnanime; Dio non ha di queste carenze psicologiche tantomeno sono dei ricatti affettivi come quelli che mettiamo in atto noi. No, niente di tutto ciò.

Abbiamo già approfondito un poco la settimana scorsa il tema dei castighi, i quali sono la diretta conseguenza delle nostre azioni scellerate, ed hanno lo scopo di purificarci per farci cambiare vita, per farci ritornare alla vita di Grazia. Anche in questo brano gli appelli del Signore (per mezzo del profeta Amos) sono pressanti, in realtà abbiamo riportato solo una piccola parte del brano, il quale a sua volta è una piccola parte dei primi 3 capitoli del libro di Amos in cui sono presenti continui ed instancabili appelli alla conversione del popolo di Israele.

Vorremmo mettere in luce non tanto i castighi che il popolo attira su di sé (per conoscerli leggete il libro di Amos) quanto l’instancabile ed ostinato appello del Signore a convertirsi, a tornare a Lui con tutto il cuore. Ma soprattutto il Signore usa la strategia del ricordo delle grazie ricevute come una fessura da cui far entrare piano piano la Sua luce.

E’ particolarmente commosso il cuore di Dio quando arriva addirittura a paragonare la vita dei suoi fedeli ad un tizzone scampato al fuoco: <<eravate come un tizzone strappato da un incendio >>. Anche io e Valentina, come tante altre coppie di (allora) fidanzati, siamo stati strappati dall’incendio della mentalità del mondo come un tizzone ancora ardente, ed il Signore ha usato la persona di padre Bardelli.

Spesso nel nostro ministero di formazione di sposi e fidanzati ci accorgiamo di quanto siamo stati graziati da quell’incendio mondano, testimoniamo di come il Signore ci ha strappati da quelle fiamme infernali, ma soprattutto è salutare per noi ricordarci di come fossimo dei tizzoni già accesi, ma che sono stati salvati dall’incendio che avrebbe rovinato il nostro amore di fidanzamento ed inquinato poi il nostro matrimonio.

Quanti fidanzati sono ancora purtroppo dei tizzoni ardenti?

Tantissimi, ma da soli non ce la faranno mai, hanno bisogno di tanti sposi che, da una parte, fanno l’eco ad Amos nella denuncia del peccato e nell’appello alla conversione, e dall’altra, lo fanno con tanto tenerezza e dolcezza da riuscire ad aprire una fessura nel cuore di tanti, una fessura da cui entri la luce di Cristo.

Cari sposi, la nostra storia non sfugge agli occhi di Dio, Egli ci conosce, e sa bene che tipo di tizzoni fossimo, perciò prendete coraggio e fatevi annunciatori di una Verità più grande di noi, testimoniate di come il Signore ci ha redenti, ve lo vogliamo dire parafrasando il Salmo 103 :cari sposi, benedite il Signore con tutta l’anima, non dimenticate tutti i suoi benefici. Coraggio sposi, vi invitiamo questa settimana a riguardare il vostro album di nozze per ricordare di quante grazie il Signore vi ha accordato.

Giorgio e Valentina.

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