“Voi sposi siete il Sacro Cuore di Gesù vivente per le strade del mondo”. Già solo questa frase farebbe, da sola, l’intero articolo. Alla vigilia del giorno dedicato a “quel Cuore che ha tanto amato gli uomini”, come si sentì dire Santa Maria Margherita Alacoque, lasciamoci coccolare da questa dichiarazione sorprendente. È sempre Don Renzo Bonetti ad avercela regalata, al ritiro finale della seconda edizione della Scuola Nuziale, a Loreto a fine maggio. Già, ma, cosa significa, veramente, essere il Sacro Cuore di Gesù vivente per le strade del mondo? Come avviene questa chiamata? Qual è la nostra responsabilità? In che modo rendere possibile – e coerente – tutto questo?
Immagina di camminare per le strade trafficate della tua città. In mezzo al rumore dei motori, alla fretta dei passanti e agli sguardi bassi incollati sugli smartphone, incroci una coppia di sposi. Forse si tengono per mano, forse stanno condividendo un gesto semplice, una parola distratta, o forse portano insieme il peso di una giornata faticosa. Cosa vedi in loro? La sociologia ci direbbe che vedi il nucleo della società; la psicologia, un legame affettivo. Ma la teologia cattolica fa un balzo infinito, vertiginoso, che toglie il fiato. Con un’intuizione profonda, Don Renzo Bonetti ha condensato questo mistero in una frase che scuote le fondamenta del quotidiano: “Voi sposi siete il Sacro Cuore di Gesù vivente per le strade del mondo”. Non si tratta di una metafora poetica o di un complimento romantico. È un’affermazione di un realismo teologico sconvolgente. Gli sposi cristiani non sono semplicemente chiamati a “imitare” Gesù: essi sono il Suo Cuore che pulsa visibilmente nel bel mezzo della storia umana.
Per comprendere l’immensità di questa frase, dobbiamo prima entrare nel mistero del Sacro Cuore di Gesù. Nella tradizione e nell’iconografia cattolica, il Cuore di Cristo non è un simbolo statico o sdolcinato. È un cuore fiammeggiante, circondato di spine e squarciato da una ferita. Questo Cuore è la sorgente stessa della Redenzione, l’oceano da cui scaturiscono tutti i Sacramenti. Ed è qui che il mistero del Sacro Cuore si aggancia, in modo quasi incredibile, alla vita di una coppia di sposi. Nel giorno del Matrimonio, l’amore umano tra un uomo e una donna viene letteralmente “rapito” dalla grazia divina. Attraverso il Sacramento, Gesù fa agli sposi un dono audace: prende il Suo Cuore e lo innesta nel loro legame. Da quel momento, il modo di amarsi degli sposi riceve la stessa “frequenza di battito” del Cuore di Cristo.
Gli sposi diventano il Sacro Cuore vivente perché la loro quotidianità riflette esattamente la teologia di quel Cuore divino. L’amore sponsale è un Amore di carne tra le strade. Le persone, oggi, non cercano definizioni teologiche di Dio; cercano di vederLo. E dove possono farlo? Lo vedono quando due sposi si perdonano, quando si accolgono nella stanchezza, quando crescono i figli, quando si guardano con tenerezza dopo anni di battaglie. Quello è il Cuore di Gesù che ama attraverso braccia, baci e parole umane. L’amore sponsale è spine e perdono. In ogni matrimonio ci sono le spine. Ci sono i difetti dell’altro, le ferite reciproche, le incomprensioni. Ma quando gli sposi decidono di non arroccarsi nel proprio orgoglio e scelgono di perdonarsi, stanno mostrando al mondo il Cuore squarciato di Gesù, che guarisce le ferite trasformandole in feritoie di luce. L’amore sponsale è darsi nel quotidiano. L’amore coniugale è un fuoco che consuma l’egoismo. Dire “sì” all’altro ogni mattina, nelle gioie e nei dolori, nella salute e nella malattia, significa vivere la stessa dinamica del Venerdì Santo e della Pasqua: morire a se stessi perché l’altro abbia la vita.
Cari sposi, questa consapevolezza è la fine della noia e della mediocrità. Quando sparecchiate la tavola, quando gestite il bilancio familiare con fatica, quando vi stringete la mano in un momento di dolore, voi non state solo portando avanti la vostra vita. Voi state permettendo a Cristo di camminare ancora nella storia. Il mondo ha un disperato bisogno di vedere che l’amore fedele, eterno e misericordioso è possibile. Ha bisogno di vedere che il Sacro Cuore non è relegato tra le pagine di un libro di devozione o confinato in una statua di gesso, ma è vivo, respira, sorride e si commuove lungo i marciapiedi delle nostre città, nei supermercati, negli uffici. Voi siete quel Cuore. Noi siamo quel Cuore. Se scegliamo Lui come modello, fine e meta, diventiamo l’avamposto della tenerezza di Dio nel mondo. Non dobbiamo aver paura della nostra fragilità, perché è proprio dentro i nostri limiti che il Sacro Cuore di Gesù sceglie, ogni giorno, di continuare a battere per l’umanità. Noi dobbiamo volerLo, dobbiamo dirGli sì. Al resto ci pensarà “quel Cuore che ha tanto amato gli uomini” … e gli sposi!
Fabrizia Perrachon
“Battiti d’amore vero”: testo di Fabrizia Perrachon, voce e musica di Marco Mammoli, realizzazione artistica di Michele Rosati. LA PRIMA CANZONE D’AMORE PER I BAMBINI NATI IN CIELO! Ascoltatela, cantatela, imparatela e diffondetela da questo link. Per acquistare i miei libri clicca qui. Desideri offrirmi un caffè, un cappuccino o una spremuta? Clicca qui! Mi darai una mano fondamentale nel sostenere tutte le mie numerose attività di evangelizzazione e diffusione della speranza cristiana! Grazie davvero dal profondo del cuore. Fabrizia