Babbo, mica avrai la fidanzata?

Uno degli aspetti più drammatici e tristi delle separazioni è quello riguardante i figli. I figli avrebbero bisogno (e diritto) di crescere in una famiglia in cui papà e mamma si vogliono bene e collaborano insieme alla loro crescita psico-fisica. Come figlio devo ammettere che i genitori, almeno fino all’età adulta, sono considerati un punto fermo, una sicurezza e mai penseresti che potrebbero separarsi: eppure purtroppo succede e questo genera tanta sofferenza in loro, come ho sperimentato personalmente e in tanti figli con cui sono entrato in contatto.

In particolare mi ricordo che all’inizio le mie (nostre) figlie avevano tanta paura di essere abbandonate, piangevano se mi allontanavo per parcheggiare l’auto e addirittura a volte sono volute venire in bagno con me per non perdermi di vista. Questo terremoto nelle loro vite non è normale e più volte mi ha fatto sentire in colpa, perché non sono stato in grado di garantire loro il meglio, come ogni genitore desidera per i propri figli, nella scuola, nell’educazione e in tutto il resto. In aggiunta, avendo figlie femmine, so che un giorno sceglieranno l’uomo della loro vita anche in base al rapporto che hanno avuto con me e agli esempi che ho loro dato, quindi ho una grandissima responsabilità.

Qualcuno, per giustificarsi, mi dice che è meglio separarsi che vivere in una casa in cui i genitori litigano sempre: è certamente vero, non si può vivere in un ambiente carico di tensione o in cui volano i piatti, ma è altrettanto vero che la famiglia del Mulino Bianco non esiste, esistono persone che superano le divergenze e le difficoltà insieme. Anche perché i figli non devono avere l’illusione che una famiglia vada bene solo se è priva di difficoltà e se fila tutto liscio, non corrisponde alla realtà, altrimenti rimarranno molto delusi e forse cercheranno quella perfetta.

Se un separato decide di frequentare altre persone e di farle conoscere ai figli, le cose si complicano, perché di solito nasce in loro rabbia e si crea confusione sulle figure genitoriali: addirittura in famiglie cosiddette “allargate” dove ogni coniuge ha figli dal precedente matrimonio e in più si aggiungono quelli della nuova unione, davvero diventa difficile comprendere i ruoli e a chi rapportarsi. In questi casi i figli perdono importanti punti di riferimento e non si aiutano certo a crescere nell’unico e irripetibile contesto familiare di un papà e una mamma, dal cui amore sono nati (infatti Dio ha voluto che presentassero caratteristiche fisiche o caratteriali ereditate da entrambi i genitori).

Mi ricordo che qualche anno fa mia figlia maggiore, vedendo che stavo scambiando messaggi su WhatsApp con una donna (una mia amica), mi ha domandato: “Babbo, mica avrai la fidanzata?” e questa semplice domanda mi ha fatto molto riflettere sulle sue preoccupazioni. Tuttavia ho notato che i figli dei separati sono in genere più maturi rispetto ai loro coetanei, perché la sofferenza necessariamente li fa crescere prima del tempo (a meno di prendere brutte strade) e li rende più attenti, sensibili e premurosi verso gli altri (questo vale anche per gli adulti, se davvero vuoi essere capito e ascoltato, basta andare da chi ha sofferto o è stato vicino al dolore).

Purtroppo sono entrato in contatto con tante situazioni difficili in cui il rapporto figli/genitori è davvero complesso: ad esempio il padre non li può vedere, oppure lo può fare solo poche volte in un mese. È davvero triste e distruttivo poter passare del tempo con i figli solo secondo un calendario e in certi orari, si perdono la quotidianità, i progressi e una parte del loro mondo, anche se questo mi ha stimolato a usare bene il tempo e con qualità (prima davo tutto per scontato e succedeva così che invece di giocare con loro, stavo sul divano a guardare la tv).

Per fortuna noi cristiani sappiamo che, dove umanamente non possiamo più fare nulla, la preghiera può invece aprire strade inimmaginabili e soprattutto guarire le ferite del cuore dei nostri figli: io lo auguro davvero a tutti i figli, specialmente a quelli più in difficoltà; solo Dio può scrivere dritto sulle nostre righe storte!

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

4 Pensieri su &Idquo;Babbo, mica avrai la fidanzata?

  1. Sto attraversando un momento (lungo, a voler essere sincera) di freddezza in tema di fede. Non so ancora con quali parole esprimerlo, ma sento che il motivo è riconducibile alla mia vita matrimoniale. Mio marito e io ci siamo ripresi in mano, mettendoci in discussione e chiedendo e ottenendo aiuto. Va decisamente meglio. Lui è peraltro una bella persona, dedita alla famiglia e disponibile. I meriti vanno riconosciuti!
    Il lavoro (perché di questo si tratta) che abbiamo fatto e facciamo perché la relazione sia accettabile per entrambe le parti è dettato dall’avere entrambi ben chiaro che nostro figlio e la sua crescita sono la priorità.
    Di recente un suo amico ha perso il papà, che da anni viveva lontano in seguito a separazione e/o divorzio e vicende personali. Le parole postate dal ragazzo (sono nativi digitali, non deve stupire che abbia affidato a un social le sue riflessioni) esprimevano affetto per il genitore, ma insieme rammarico per la lontananza e ricordi circostanziati, legati all’infanzia… Mio figlio vive con mio marito, insieme pranzano, cenano, tifano, vanno allo stadio, in vacanza (anche tra soli uomini!)… Mai potrei anche solo pensare di privarlo di una presenza del genere nella sua vita!
    Sento ancora più forte il dovere di stare al mio posto e starci il più efficacemente possibile

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    • L’amore è anche questo. Certo sentimento passione e complicità quando ci sono danno molto di più ed è giusto fare di tutto per conservarli perfezionarli e nel tuo caso ritrovarli ma l’amore prima di tutto è scegliere di restare e di essere fedeli alla promessa e ai figli nati da quella promessa. Promessa che è alleanza. Ne sarai ripagata. Servirà magari tempo ma ne sarai ripagata.

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  2. Questo è un articolo che mette solo angoscia e preoccupazioni ,soprattutto per chi sta attraversando un periodo simile. Per fortuna ringraziando il signore non tutte le situazioni hanno lo stesso evolversi come descritto da Lei.

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  3. Ciao Tiziana, ti garantisco che non avrei mai voluto che le mie figlie soffrissero a causa di decisioni prese da noi adulti, ma è successo e quello che ho scritto è la mia testimonianza personale insieme a quella di tanti separati che ogni giorno camminano con me. Mi dispiace se l’articolo ti ha creato angoscia, però credo che bisogna guardare in faccia alla realtà, in una società in cui dicono che va tutto bene, che la separazione non è nulla, che i figli si abituano…..sono tutte balle, potrei citare decine di testimonianze dei figli, alcune anche molto brutte. E questo si può vedere anche nei rendimenti scolastici dei figli, nei loro comportamenti (rabbia, aggressività), nei frequenti aiuti psicologici (alcuni figli che conosco hanno sofferto di depressione, purtroppo alcune conseguenze vengono fuori anche dopo molto tempo). Ovviamente io spero che le ferite siano nel tempo trascurabili e che, come ho scritto, questa tragedia possa essere trasformata dai figli in qualcosa di positivo; inoltre l’articolo vuole essere di speranza (almeno così era l’intenzione) e di incitamento ad affidarli e sostenerli con la preghiera, perché tutto è possibile a Dio! Un abbraccio e che Dio protegga la tua famiglia!

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