Quando si sbaglia la scelta, cosa fare del matrimonio?

Oggi cercherò di rispondere ad una domanda che ho ricevuto ultimamente. Non è la prima volta che ricevo quesiti di questo genere. Cercherò quindi di prendere spunto e di dare alcuni miei personali consigli. Quando si sbaglia la scelta, cosa fare del matrimonio? Cercherò di esaminare il quesito per punti in modo che ciò che a mio avviso è davvero importante sia facilmente individuabile.

IL FIDANZAMENTO. E’ ormai tardi per chi è già sposato ma per chi non lo è credo che sia un punto fondamentale. Il fidanzamento non è un matrimonio più leggero e senza impegno. Il fidanzamento è tutta un’altra cosa. Ricordo Chiara Corbella, che tutti conoscete come una giovane donna santa che ha dovuto affrontare la morte di due figli e una gravissima malattia che l’ha condotta poi alla morte, ha parlato del fidanzamento con Enrico come del periodo più difficile da lei affrontato, più duro anche della malattia. Capite? Il fidanzamento è un periodo di conoscenza e per questo non definitivo. Interrompere la relazione spesso è la scelta migliore che possiamo fare. Per fare però una scelta consapevole e un discernimento profondo servono due cose. Serve lasciare fuori il sesso dalla relazione e serve mettersi in gioco fino in fondo. Aprirsi nel dialogo per confrontarsi su aspettative, fede, valori, apertura alla vita, scelte lavorative. Tutto. Nulla deve restare fuori. Solo il sesso. E non lo dico da bacchettone moralista ma lo dico da marito e da uomo che ha ascoltato tanta sofferenza in coniugi che hanno sottovalutato questo aspetto. Fare l’amore è totalizzante e spesso mette in secondo piano gli atteggiamenti che possono rovinare il matrimonio. I divorzi sono pieni di sposi che credevano che l’altro potesse migliorare nel matrimonio o si illudevano di poterlo cambiare. Il matrimonio, proprio per la sua indissolubilità, accentua i difetti dell’altro e se non li abbiamo valutati bene poi sono cavoli nostri.

LA NULLITA’. Secondo punto fondamentale. Esiste la nullità matrimoniale. E’ bene però spiegare di cosa si tratta. La nullità non annulla il matrimonio. Non serve a resettare tutto se dopo un po’ di tempo mi rendo conto che il matrimonio non mi piace. Non è un divorzio benedetto da Dio. Se il matrimonio è validamente celebrato nessuno in terra o in cielo può rompere quell’unione. La nullità è un procedimento giudiziario che serve a verificare che al momento della promessa i due fossero consapevoli di ciò che stavano per promettere. Quindi serve a verificare che entrambi fossero consapevoli della scelta della fedeltà, dell’indissolubilità e dell’apertura alla vita. A verificare che non ci fossero delle situazioni gravi tenute nascoste all’altro coniuge come per esempio malattie. Insomma il procedimento di nullità viene svolto da un tribunale ecclesiastico per verificare che i due fossero consapevoli e liberi nella scelta al momento del consenso. Quindi cari sposi il mio consiglio è quello, in caso di separazioni e gravi crisi, di verificare la validità del vostro sacramento. Non ha senso fare i martiri per qualcosa che non esiste. Voglio però anche dire che se il matrimonio è invece valido non si può usare la nullità per azzerare un vincolo che invece c’è e resta nella buona e nella cattiva sorte.

PERCHE’ HO SCELTO QUELLA PERSONA? Anche questo è un punto fondamentale. Io scelgo la persona con cui iniziare una relazione e che magari sposo non solo per l’aspetto fisico. Sembra strano dirlo ma ognuno di noi cerca una persona che permetta di replicare nella relazione di coppia determinate dinamiche che ha già vissuto nella sua famiglia di origine, nella sua infanzia e adolescenza. Dinamiche che possono essere anche dolorose e non sane. Sono le nostre ferite che ci parlano e ci guidano verso un certo tipo di relazione. Quindi se le cose non funzionano non è solo colpa dell’altro ma ci metto tanto di mio per entrare in quella ferita che ancora mi fa tanto male. Ecco il matrimonio è l’occasione che Dio ci dà per guarire. Non perchè l’altro sia perfetto ma proprio perchè è il momento di affrontare la situazione in modo maturo e chiudere quella ferita. Su questo argomento sono fantastici i nostri amici Claudia e Roberto di Amati per Amare. Claudia in un suo articolo pubblicato anche su questo blog lo scrive benissimo: il Paradiso nel mio matrimonio si è realizzato quando il centro della mia vita è stata la mia relazione col Signore nelle cose e non più i difetti o le mancanze di Roberto. Il frutto di questa relazione e dell’incontro con Dio è un pieno d’amore esagerato per me stessa in cui io esisto, sono preziosa e sono l’amata. Questa dotazione d’amore è un olio inestinguibile che mi terrà sempre pronta in ogni cosa della mia storia con Roberto e con i miei figli, con l’unico fine di incontrare la Salvezza di Dio per me e le persone che mi circondano.

SONO SICURO CHE ABBIA SBAGLIATO A SPOSARMI? Sembra una domanda provocatoria ma spesso invece è davvero importante. Forse non ho sbagliato a sposarmi ma ho posto delle aspettative sbagliate sul matrimonio. Semplicemente questo. Ma lui non mi fa sentire amata! Lui pensa sempre ai fatti suoi! Non mi capisce! Lei è sempre fredda! Non ha voglia di fare l’amore! Io lavoro tutto il giorno e lei sa solo lamentarsi! Lui non è dolce, non mi dà quella tenerezza che vorrei e poi vuole fare l’amore! Lui non mi ascolta! Lei sa solo lamentarsi! Potrei andare avanti ancora molto. Io capisco benissimo tutte queste obiezioni. Sentirsi amati ed apprezzati è bellissimo e va ricercato. Ma tutto ciò non può mettere in discussione il matrimonio. Perchè altrimenti non abbiamo compreso cosa il matrimonio sia. Non è un semplice modo per riempire i nostri bisogni affettivi e sessuali. Don Fabio Rosini durante una catechesi disse: Il peggior nemico del vostro matrimonio è la vostra idea di come dovrebbe essere il vostro matrimonio. Un continuo confronto tra come è e come dovrebbe essere la nostra vita. Così si rovina tutto! La bellezza del matrimonio è data dalla radicalità della scelta. Tante persone avrebbero voglia di certezze, appunto di ordine, di poter controllare tutto. Il matrimonio non è così. Nel matrimonio ti viene chiesto di darti completamente e non hai certezze che tutto vada come tu vuoi. L’unica certezza sei tu e la tua volontà di darti completamente se lo vuoi naturalmente. Per alcuni questa è una fregatura. Perchè correre il rischio di sposarsi allora? Perchè il matrimonio non è un qualcosa che ci viene dato per soddisfarci, l’altro non può e non deve essere lo strumento con cui raggiungere la felicità. L’altro non è qualcuno che ci appartiene e che deve riempirci di ciò che noi desideriamo (cura, attenzioni, sesso, ascolto, ecc) ma è lo strumento che Dio ci ha messo accanto per costruire una relazione dove restituire l’amore che riceviamo nella nostra vita di fede, nel nostro sentirci figli amati! Che non significa che non è desiderabile e bello che l’altro si prenda cura di noi. Quando Luisa mi abbraccia, mi prepara quel piatto che mi piace o cerca l’intimità con me mi fa stare bene e mi riempie il cuore. Quello che voglio dire è che nulla è dovuto e scontato e la mia gioia la posso e devo cercare prima di tutto in Dio, il solo capace di un amore infinito, fedele e gratuito. Solo così non sarò dipendente dalle attenzioni di Luisa, saprò donarmi senza aspettare che sia lei a farlo per prima e accoglierò quanto lei saprà offrirmi come un dono e non pretenderò nulla da lei.

Antonio e Luisa

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