I fuorischema di Dio (Seconda parte)

Riprendiamo con la seconda parte della testimonianza di Paola. Per leggere la prima parte cliccate qui.

Deserto fatto da una vita da single, nonostante mi sia data da fare in ‘situazione pozzo cristiani‘ come ama dire padre Giovanni Marini. Padre Giovanni definisce in questo modo chi fa una vita buona. Io infatti in quel periodo frequentavo Nuovi Orizzonti e partecipavo agli incontri del Cantico dei Cantici (percorso per single cattolici). Nonostante questo non riuscivo a trovare nessuno. Solo qualche amica e qualche amico di fede, ma nient’altro. Gli amici fortunatamente non sono mai mancati. Sono sempre stata comunque feconda nell’evangelizzazione di strada e nel contribuire a formare due famiglie di amici. 

In quei sette anni ho anche  litigato e pianto con Dio, perché non capivo il senso di tutto quel deserto, quella desolazione e quel vuoto che sentivo. Non L’ho mai però mollato né mai L’ho tradito. Non mi sono svenduta,  anzi  mi sono aggrappata ancora di più alla Sua Parola ogni giorno. Ho letto tutta la Bibbia in un anno, attraverso lo schema suggerito da mons. Pizzaballa. Molte frasi bibliche mi hanno sostenuta e aiutata in quel tempo difficile. Frasi come: Tutto posso in Colui che mi da forza (Fil 4,13); Quando sono debole e’ allora che sono forte (2 Cor 12,10); Non io ma la Grazia di Dio che e’ in me (1 Cor 15,10); Nulla e’ impossibile a Dio (Luca 1,37).

Quei sette anni sono stati fecondi, come lo sono stati i fidanzamenti precedenti. Tutto mi ha preparato. Ogni volta che finiva una relazione cercavo di metabolizzare i motivi, prendendo spunto dai famosi nuclei di morti imparati da padre Giovanni Marini. Quando finisce una relazione, che sia di amicizia o di amore, non è mai colpa di una sola persona ma sempre di entrambi. Per questo bisogna accettare ed elaborare il lutto, l’abbandono, la fine. Bisogna starci e passarci in mezzo. Imparare dagli errori che diventano lezioni di vita, vedere cosa non è andato e cosa sì, cosa è mancato e poi lasciare andare e non voltarsi indietro, altrimenti non si va piu avanti con la vita, con il presente e futuro. Ho avuto anche sette anni senza relazioni affettive. I sette anni da single sono stati lunghi e duri, grazie al Cielo avevo amiche di fede nella mia stessa condizione e quindi ci facevamo forza/unione/condivisione/preghiera, facevamo anche le vacanze e le gite insieme. 

Finché, dopo sette anni, ho incontrato finalmente una persona cristiana. Sembrava perfetta e invece, dopo meno di un anno, si è rivelata essere un abbaglio pazzesco. E’ stato l’anno più brutto della mia vita; tante belle parole ma niente di concreto!  Progettavamo anche di sposarci, ma grazie a Dio ci siamo fermati prima; che inferno, che incubo sarebbe stato! C’erano tutti i segnali che non andava, ma avendo già messo la data delle nozze e avendola già comunicata a tutti, pensavo e speravo che le cose sarebbero migliorate nel tempo. Invece niente da fare.  Non ho mai perso tempo in relazione senza futuro. Ho avuto solo relazioni a scopo di matrimonio. Non mi interessava stare insieme tanto per starci. Ho cercato di vivere sempre un fidanzamento casto quindi senza sesso ma con baci, abbracci, coccole e tenerezza. Ho elaborato anche questo terzo fallimento e dopo essermi ripresa bene, mi son detta: Ok Gesù sto da sola a vita oppure fammi incontrare la persona giusta, ma non tra dieci anni. Comunque, o tutto o niente, non voglio mezze misure nè briciole! Altrimenti sto da sola con questa spina nel cuore. Con il desiderio di una famiglia cristiana. Perchè dopo tre fidanzamenti avevo avuto la conferma che la mia strada era il matrimonio cristiano, mi sentivo a casa lì, il mio posto era quello, a Dio piacendo.

Inoltre avevo chiesto a Dio di farmi incontrare una persona che poteva capire, se non tutto almeno parte, la mia ultima relazione finita a pochi passi dal matrimonio. E così ho ricominciato a muovermi per fare nuove amicizie in serenità e pace. Così, nel giro di qualche mese, ho conosciuto quello che è’ mio marito, anche se allora non ci pensavo minimamente. Invece nel giro di breve ci siamo conosciuti bene, raccontandoci, donandoci e accogliendo i nostri rispettivi passati. Anche lui ha avuto qualche relazione come me. Ci siamo piaciuti e ci siamo fidanzati. Nel 2019 abbiamo fatto il weekend di Incontro Matrimoniale per fidanzati e il corso Agape ad Assisi sempre per fidanzati. Abbiamo conosciuto le nostre rispettive famiglie e i rispettivi amici e fatto un po’ di vacanze insieme. Quando ci è successo di litigare, abbiamo imparato subito a chiarirci e fare pace, senza mai andare a letto arrabbiati, abbiamo imparato ad affrontare subito i problemi e a non rimandarli, abbiamo pregato sin da subito  insieme, abbiamo affrontato da subito i temi importanti della vita di coppia e di una possibile futura famiglia. Temi come avere un padre spirituale di coppia, fare corsi per famiglie,  farsi aiutare se si è  in difficoltà, accogliere figli naturali anche se disabili, e anche come vivere l’impossibilità di avere figli nel caso non arrivassero vista la mia età, etc.

E nel 2020 abbiamo deciso di sposarci, anche se c’era il covid. Anzi, quel momento difficile ci ha uniti ancora di più e ci ha spinto ancora di più a sposarci, perché nulla va anteposto all’amore, come dice padre Giovanni Marini. E così è stato! Ed è stato bellissimoooo! Dio è stato fedele alla Sua promessa, alla Sua Parola per me di Isaia 62: nessuno ti chiamerà più abbandonata, né la tua terra sarà più detta devastata, ma tu sarai chiamata mio compiacimento, e la tua terra sposata, perché di te si compiacerà il Signore e la tua terra avrà uno sposo!

Ma che giri per arrivarci. Come ha detto don Fabio Rosini in una sua catechesi: dal Mar di Galilea al Mar Morto il tratto di terra è corto, ma il fiume Giordano è lunghissimo perché fa molte curve ma ci arriva! Ed è come la vita di ciascuno di noi quando qualcosa non va; Dio ricalcola il percorso e arriva a destinazione comunque dove Lui vuole! E ciò dà serenità fiducia e pace. Anche perché Gesù dice di investire i talenti che ci dà, e sa che uno ne frutta 100, uno 80, uno 50. Perché ognuno è unico, con la propria storia, per come è, con il proprio passato, con le sue ferite, ma con Lui comunque non ci si annoia mai e la vita è piena, ricca e bella! L’importante è collaborare con Lui, mai fermarsi, mai aspettare la perfezione prima di fare qualcosa; perchè la perfezione è solo Lui. Grazie Abbà’ Padre, Grazie Signore Grazie, Gloria, Alleluja!!!

Paola

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