Anche quest’anno, nella terza e quarta settimana di luglio, si è svolta la vacanza formativa di Mistero Grande a Soraga, in Val di Fassa, dedicata alle coppie nei primi dieci anni di matrimonio. Per il sesto anno consecutivo ho avuto la gioia di partecipare nella seconda settimana come animatore dei bambini, insieme agli altri papà della Fraternità Sposi per Sempre e ai nostri figli. Ogni mattina, mentre i genitori si immergevano nella formazione guidata da don Renzo Bonetti, da Annalisa e dall’équipe di Mistero Grande, noi avevamo il privilegio di prenderci cura dei loro figli, 48 in totale, di cui una ventina sotto i 5 anni.
Come ogni anno, ci sono stati pannolini da cambiare, passeggini da spingere, lacrime da asciugare, castelli costruiti con le costruzioni, partite a pallone, bolle di sapone, risate, corse e tantissimi abbracci. Ogni anno torno a casa con la stessa convinzione: il servizio più importante che facciamo non è quello rivolto ai bambini, è quello che, indirettamente, offriamo ai loro genitori. Noi custodiamo i figli perché qualcun altro possa custodire il proprio matrimonio.
Ogni volta che una coppia lascia serenamente il proprio bambino per andare ad ascoltare, pregare, confrontarsi e riscoprire il Sacramento del Matrimonio, sta facendo una scelta controcorrente. In un mondo che insegna a investire su tutto, carriera, casa, palestra, automobile, vacanze, vedere tanti giovani sposi dedicare una settimana sul proprio matrimonio è una testimonianza che dà speranza. Eppure, generalmente sono poche le occasioni di formazione specifica per le coppie dopo il matrimonio, molti credono che basti il corso prematrimoniale per affrontare cinquanta o sessant’anni di vita insieme.
La verità è che il Matrimonio è un Sacramento talmente grande che nessuno può dire di averlo capito fino in fondo e anche noi della Fraternità Sposi per Sempre ce lo diciamo spesso: se avessimo ricevuto una formazione come questa nei primi anni del nostro matrimonio, forse tante delle nostre storie sarebbero andate diversamente. Abbiamo dato per scontato che bastasse volerci bene e invece l’amore, se non viene alimentato, cresce poco, se non viene custodito, si indebolisce, se non viene illuminato dalla Grazia del Sacramento, rischia di ridursi a un semplice sentimento. Per questo considero questi incontri di Mistero Grande importantissimi: dedicare una vacanza esclusivamente alle coppie significa intervenire quando la casa si sta ancora costruendo.
È lì che arrivano i figli piccoli, la stanchezza, le notti in bianco, il lavoro che assorbe energie, le prime incomprensioni, le ferite che emergono, la fatica di trovare tempo per parlarsi. È lì che una coppia ha più bisogno di qualcuno che le ricordi chi è davvero: non marito e moglie soltanto, ma segno visibile dell’amore di Cristo per la Chiesa. Durante quella settimana ho visto sposi che, nonostante le difficoltà, si sono messi in cammino e anche nella messa conclusiva con tutti, ho avuto la conferma che anche i bambini ne hanno capito l’importanza, perché se la mamma e il papà si vogliono più bene, è un beneficio per tutta la famiglia.
Ho visto amicizie nascere tra famiglie che probabilmente continueranno anche dopo il ritorno a casa e sacerdoti camminare insieme agli sposi, mettendo al centro soltanto il Sacramento del matrimonio. Tutto questo dovrebbe essere normale nelle nostre comunità cristiane. La prevenzione non vale solo per la salute del corpo, vale anche per il matrimonio. Accompagnare gli sposi nei primi anni significa costruire famiglie più solide, figli più sereni, comunità più vive e una Chiesa davvero feconda.
Tuttavia, lo dico per me stesso, noi sposi dobbiamo smettere di aspettare che altri organizzino, preparino e poi ci invitino agli incontri, quando magari chi dovrebbe farlo non ha nemmeno compreso l’importanza di una formazione permanente alle coppie. Effettivamente, spesso siamo un po’ “comodi” e perdiamo tempo nel sottolineare che nelle parrocchie non fanno mai niente.
A questo proposito vi condivido un’iniziativa nata nella mia diocesi che ho scoperto solo perché, tramite amicizie comuni, mi hanno invitato a fare una testimonianza. Una decina di giovani coppie, alcune provenienti dal mondo scout, hanno sentito l’esigenza di crescere e confrontarsi: l’aver constatato che quello che cercavano non c’era nella diocesi, non le ha scoraggiate; hanno buttato giù un programma, alternando incontri con persone esterne a incontri di confronto, due domeniche al mese.
Le coppie si davano il cambio nello scegliere i luoghi (come ad esempio una sala parrocchiale), i baby sitter per i figli, i materiali necessari e l’occorrente per un momento di convivialità. Certamente è necessario dedicare tempo ed energie, superare le difficoltà che ci sono sempre quando devi mettere d’accordo più persone con figli piccoli, ma quando sono andato e ho visto l’entusiasmo e l’organizzazione, sono rimasto molto colpito e ho avuto la conferma che queste famiglie in cammino stavano crescendo grazie a questi incontri.
Per replicare una cosa del genere non è necessario avere competenze particolari o esperienza, basta creare un piccolo gruppo, rimboccarsi le maniche e cominciare a camminare. Il matrimonio non si salva quando la crisi è già esplosa, si salva molto prima, ogni volta che due sposi decidono, con umiltà, che il loro amore vale abbastanza da dedicargli tempo, ascolto, preghiera e formazione. Il giorno del matrimonio non finisce il cammino, quel giorno, semplicemente, suona la campanella del primo giorno di scuola.
Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)