Con grande spirito di gratitudine quest’anno ho partecipato alla 37ª edizione del Festival Internazionale dei Giovani (Mladifest) che si è svolto dal 1 al 6 agosto a Medjugorie; il motto scelto per l’edizione di quest’anno era “Ad fontem! Alla fonte!”. Durante la Messa, nei momenti di preghiera e di adorazione del Santissimo Sacramento, ero circondata da persone provenienti da ogni parte del mondo – le stime parlano di decine di migliaia di persone provenienti da 73 paesi – e ho percepito una comunione di spirito inaudita, il silenzio e la compostezza di un popolo desideroso di incontrare Dio.
Vedendo intorno a me una così grande quantità di persone lodare Dio, ciascuno nella propria lingua, sentivo risuonare nel mio cuore le parole del profeta Ezechiele: “Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni parte e vi condurrò sul vostro suolo”. (Ez 36, 24) Tanti sono stati i momenti di grazia ricevuta e le condivisioni preziose ma vorrei soffermarmi sulle parole di Padre Bojan Rizvan che, durante una catechesi, ha definito Medjugorie il luogo dell’innamoramento per molte persone. Tale innamoramento – ha precisato – non deve essere solo un sentimento che passa o esaurirsi nell’entusiasmo iniziale ma piuttosto trasformarsi nell’esperienza più profonda di un amore maturo.
Padre Bojan ha invitato tutti noi a chiederci: di chi siamo innamorati? Dove è orientato il nostro cuore? Possiamo essere innamorati dei soldi, della carriera, dell’approvazione altrui, dei like sui social… possiamo essere anche innamorati di noi stessi, dei traumi e delle ferite fatte dagli altri. Ascoltando queste parole, ho pensato che quando non sappiamo dare un nome alle nostre ferite, esse prima o poi si ripresentano. Perché in fondo un cuore ferito non desidera altro che la pace. E allora quando impariamo a consegnare le nostre ferite al Padre, Dio interviene per illuminarle, per dare loro nuova luce, nella consapevolezza che “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” (Rm 8,28). Ognuno di noi custodisce nel proprio cuore sogni e desideri preziosi. La domanda che dobbiamo porci, diceva Padre Bojan, è: permetto a Dio di entrare nel mio sogno oppure penso che il mio sogno sia migliore?
Quante volte, in fondo, chiediamo a Dio che risolva quella situazione precaria, che ci doni la stabilità che desideriamo, che ci tolga la croce che stiamo vivendo. E invece Dio permette quella situazione per allargare il nostro cuore, per orientare il nostro sguardo al Cielo. Di fronte alla prospettiva della vita eterna che Dio vuole donarci, ogni sofferenza acquisisce un nuovo significato. Non siamo chiamati a costruire sui sentimenti ma sulla verità della Parola di Dio, ha sottolineato Padre Bojan. “Il sentimento va e viene – diceva San Massimiliano Kolbe – l’amore vero risiede stabilmente nella volontà. Non lasciatevi ingannare da come vi sentite dentro”.
Anche Padre Jozo Grbeš, che è stato parroco della parrocchia di Medjugorie al tempo delle prime apparizioni della Madonna, durante un’omelia ha invitato tutti a non vendere a nessuno la propria vita, sottolineando come il nostro tempo sia diventato un tempo di dipendenza. “Dipendenza da tutto ciò che ‘promette’, ma soltanto promette la libertà, mentre l’uomo diventa sempre meno libero a causa di tali promesse”. Padre Jozo ha citato la dipendenza dal mondo digitale, la dipendenza da sé stessi, dal consumo, dal piacere e dal potere. Chi è dipendente non ha un cuore libero. Tornando ad fontem, alla vera fonte che è Cristo, ognuno di noi allora può sperimentare quella libertà di figlio di Dio e sentirsi amato, protetto e custodito.
Il vero pellegrinaggio inizia a Medjugorie ma non si esaurisce lì… il vero pellegrinaggio si realizza quando ognuno di noi torna nelle proprie case e fa i conti con la propria storia, quando ognuno di noi permette a Dio di illuminare le proprie ferite, quando si testimonia la grandezza e la potenza della Parola di Dio nella propria vita. Il mondo può presentare tante seduzioni e ogni giorno ci sommerge di tante parole ma la Parola di Dio è l’unica, “viva, efficace, più tagliente di ogni spada a doppio taglio […] che discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12).
La Parola di Dio è l’unica a indicarci la strada per la libertà e l’amore vero, e ogni uomo, in fondo, non desidera altro che questo. Nel Vangelo Gesù ci dice: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). E la Madonna da sempre ci invita a guardare a Suo Figlio tanto da dire durante le nozze di Cana: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5). Ancora oggi la Madonna a Medjugorie ci invita a guardare a Cristo, ci invita ad orientare il nostro sguardo a Lui.
“Un uomo che non è libero non può creare nulla di nuovo – ha concluso Padre Jozo – perché soltanto un uomo libero può amare veramente”. Ognuno di noi allora, ciascuno con la propria storia e i propri talenti, possa sperimentare la libertà autentica ed essere creatore dell’amore vero. Ciascuno di noi possa essere testimone di quel sole che non tramonta e opera conversioni potenti, di quel sole che a Medjugorie continua a richiamare persone provenienti da ogni parte del mondo e ogni giorno illumina le nostre vite.
Francesca Parlangeli
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