Un altro modo di amare

Cari sposi, un grande uomo di Chiesa, in cammino verso gli altari, il Card. Nguyen Van Thuan predicando gli esercizi spirituali alla Curia Romana nel 2000, in presenza di San Giovanni Paolo II ebbe a dire:

Gesù non conosce né finanza né economia. Nella parabola degli operai della vigna, il padrone paga lo stesso stipendio a chi lavora al mattino e a chi inizia a lavorare il pomeriggio. Ha fatto male i conti? Ha commesso un errore? No, lo fa di proposito, perché Gesù non ci ama rispetto ai nostri meriti o per i nostri meriti, il suo amore è gratuito e supera infinitamente i nostri meriti. Gesù ha i «difetti» perché ama. L’amore autentico non ragiona, non calcola, non misura, non innalza barriere, non pone condizioni, non costruisce frontiere e non ricorda offese”.

E in effetti un pochino di mancanza di leggi di mercato ci sta nella parabola odierna, a cui si potrebbe aggiungere che i dipendenti non hanno letto tutti termini e condizioni del contratto, un po’ come capita a noi quando clicchiamo di acconsentire a una pagina web o nell’installare un app ma poi non leggiamo decine di pagine di possibili conseguenze.

Se confrontiamo il Vangelo con le altre letture allora emerge una grande verità: Gesù viene a insegnaci un altro modo di amare. Se è vero che le “sue vie sovrastano le nostre vie” allora iniziamo a comprendere meglio il senso di questa strana “bontà” del padrone della vigna.

Nel fondo Gesù vuole dirci che, quando si ama come Lui, le misure non contano, i calcoli non servono, il “do ut des” non funziona più. Come scriveva il giovane teologo Joseph Ratzinger nel 1968, il cristianesimo e Cristo stesso si possono riassumere con la legge della “sovrabbondanza” (Introduzione al cristianesimo. Lezioni sul simbolo apostolico, Queriniana, Brescia 1969, pp. 210-211), cioè un Dio che ama fino a perdere tutto di sé per amore.

Guardiamo alla moltiplicazione dei pani e pesci… non solo tutte quelle migliaia di persone ebbero cibo più che sufficiente ma ne avanzò pure dodici ceste! Oppure il segno nelle nozze di Cana consistette nel fornire ai commensali quasi una tonnellata di vino di ottima qualità o la pesca miracolosa che per poco non fece affondare le barche di Pietro…

Tra voi sposi Gesù desidera tanto che ci sia questo amore e non lo ve dice da moralista, cioè uno che scaglia ordini e imposizioni dall’alto ma in quanto è Lui che nel fondo anima e guida questo stesso amore. Il Risorto, grazie al sacramento nuziale, cammina con voi, discretamente ma veramente, e ogni giorno vi concede la grazia di donarvi vicendevolmente un amore così.

La parabola odierna è assai chiara: la Grazia di Dio supplisce e colma il lavoro umano, anche quando questi è oggettivamente scarso. Tradotto in termini matrimoniali: la forza di amare viene anzitutto da Dio e si innesta nel lavorio giornaliero per coltivare la relazione.

Sono i santi ad aver penetrato questo modo di amare, non è più umano ma discendente dall’Alto. Santa Teresina di Lisieux vergava così una sua preghiera: “Alla sera di questa vita, comparirò davanti a te a mani vuote, poiché non ti chiedo, Signore, di contare le mie opere. Ogni nostra giustizia è imperfetta ai tuoi occhi. Voglio dunque rivestirmi della tua propria Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso”.

Cari sposi, possiate anche voi donarvi giornalmente il vostro nulla, la vostra finitezza affinché sia Cristo a rendervi ricchi e sovrabbondanti del Suo amore.

ANTONIO E LUISA

Sono cristiano cattolico da sempre. Sono stato battezzato, ho ricevuto la Prima Comunione, la Cresima, sono cresciuto dentro la Chiesa. Eppure oggi posso dire che c’è stato un momento preciso in cui ho incontrato davvero Cristo.

È accaduto nei primi anni del mio matrimonio, in un periodo nel quale ero fragile, arido, incapace di amare mia moglie come avrei voluto e come lei avrebbe meritato. Mi sentivo povero, inadeguato, chiuso dentro me stesso. Ed è proprio lì che lei mi ha sorpreso. Non mi ha giudicato. Non mi ha fatto pesare le mie mancanze. Mi ha amato con tenerezza, gratuitamente, proprio quando sentivo di avere poco da offrire.

In quel gesto d’amore ho visto qualcosa che andava oltre lei. Ho visto il volto di Cristo. Ho capito che Gesù non era soltanto Colui nel quale credevo, ma Colui che mi stava amando concretamente attraverso la mia sposa. E lì, davvero, l’ho incontrato.

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