Le 3 B.

Nell’ultimo nostro articolo parlavamo del fatto che Gesù abbia scelto i Dodici dopo un’intera notte in preghiera. A noi appare strano e illogico che uno che si definisca Dio possa aver commesso un “errore” così plateale nella scelta; visto che leggeva i cuori e, avendo passato una notte intera col Padre, ci domandiamo se lo stesso Padre non Lo abbia messo in guardia su chi stava per ricadere la sua scelta.

E’ una scelta quantomeno dubbiosa e rischiosa, quella di Gesù. Certo, si fa presto a ragionare sul fatto che si sono così adempiute le Scritture oppure altre letture del caso Giuda Iscariota, ma noi veniamo dopo circa 2000 anni di storia, di lettura dei Vangeli, di commenti, di prediche dei Padri della Chiesa; ma poniamoci per pochi istanti nella prospettiva meramente storica dei discepoli che erano lì in quei giorni e proviamo ad immaginarne le reazioni ed i commenti.

Forse anche noi saremmo di quelli che metterebbero in guardia Gesù da quel Giuda : <<…. ma perché ti fidi di uno così, si dice che abbia la mano lunga, che sia una affarista, di che gente ti stai circondando? ecc…>> ; ma soprattutto diremmo: ma perché non scegli me, che ho le 3 B : Bravo, Bello e Buono ? Forse saremmo portati a considerare Gesù un tipo bonaccione, uno che non si accorge di quelli che gliela fanno sotto il naso; oppure uno che ama le sfide, uno che fa del pericolo il suo mestiere, uno che ama il rischio. Ma credo che quello che smuoverebbe di più le critiche alla scelta di Gesù non sarebbe l’aiutarlo ad aprire gli occhi sul da farsi, ma il focus sarebbe su noi, sulle nostre intoccabili, inarrivabili, incredibili 3 B. << Guardami, come sono Bravo a…….., come sono Bello quando… e come sono Buono io che….>>.

Spesso l’atteggiamento che sorge quando qualcosa non va nella coppia è proprio questo, e cioè quello di considerare il mio punto di vista come il migliore, io che sono Bravo a fare questo e quello, io che sono Bello dentro e fuori, io che sono così Buono che perdono sempre per primo e non rinfaccio mai le 12457 volte che finora ti ho perdonato, io…, io….., io….. ed ancora io.

Ed invece la prospettiva di Gesù (e quindi quella del Padre) è diversa, usa criteri che non sono i nostri per scegliere le persone, ha un metodo diverso; sì, perché Lui non ha la prospettiva limitata che abbiamo noi che usiamo solo l’obiettivo macro (quello usato per mettere a fuoco da vicino), lui invece sulla sua fotocamera speciale monta un obiettivo con un’ampiezza grandangolare enorme, con una profondità di campo esagerata.

Lo sguardo del Padre non si ferma a quello che sei, ma vede oltre fino a ciò che puoi diventare con le sue 3B ( Benedizione, Beatitudine, Benevolenza ). E così come ha dato, sempre e continuamente e fino all’ultimo istante, una possibilità di vita nuova a Giuda Iscariota, facendogli intuire ciò che sarebbe diventato se avesse accettato la misericordia di Dio, non vedo perché non debba dare la stessa opportunità alla mia sposa/al mio sposo.A volte ci sentiamo talmente superiori a Dio, da decidere noi se dare al nostro coniuge un’altra, l’ennesima, opportunità di cambiare. Ma il cambiamento comincia con un piccolo, piccolissimo passo a volte; ricordate il primo passo del cambiamento di Pietro ? Un pianto. E’ un inizio, e che inizio !

Se il Padre ha scelto fin dall’eternità la mia sposa per me, solo per me, perchè devo rigettare questa elezione di Dio ? E’ come se Dio avesse detto alla mia sposa: << Ti affido un mio figlio, aiutalo a diventare santo, ti ho dotato di tanti doni per assolvere questo grave compito. Ora non comprendi tutto ma io ti darò gli strumenti giusti al momento opportuno perchè tu sei perfetta per lui e io ti farò diventare santa con lui>>. Questa è una missione per noi sposi, far emergere le 3 B dell’altro e con la Grazia diventare i migliori per l’altro. Quando arrivano quei momenti in cui siamo tentati di gettare la spugna, domandiamoci se anche il Padre lo farebbe ; non è forse vero che non l’ha mai mollata neanche con noi stessi?

Giorgio e Valentina.

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I lampionai…….

Nella solennità del Corpus Domini ci viene proposta la lettura 1Cor 11,23-26 la quale ripercorre le parole di Gesù nell’Ultima Cena. Ebbene, su questi versetti ci sono intere biblioteche che approfondiscono il tema partendo da vari punti focali, ma vorremmo qui proporvi di concentrarci su di un particolare che ci ha stupito questa volta nella meditatio.

Perché sia gli evangelisti che S.Paolo quando raccontano la Passione tralasciano particolari (che potrebbero soddisfare la nostra sete investigativa: tipo con quante frustate hanno flagellato Gesù), e non omettono mai che è stato tradito ? Per di più sembra che ci trovino un certo gusto nello specificare che era uno dei Dodici, scelti personalmente da Gesù dopo un’intera notte in preghiera….ma su quest’ultimo dettaglio vi rimandiamo ai futuri articoli.

Torniamo invece per un attimo a focalizzare la scena. Era notte…già perché nel cuore di Giuda Iscariota era scesa la notte. La notte biblica evoca sempre un’altra notte ben più oscura e tenebrosa. Per capire meglio dobbiamo analizzare cosa succede nella notte esterna: tutto appare diverso, i contorni non sono nitidi, ciò che è piccolo sembra grande, ciò che è grande sembra insormontabile, anche se la via è sgombra la paura di trovare ostacoli ti fa immaginare ciò che non c’è. Ecco una prima chiave di lettura per noi : nel cuore di chi tradisce si susseguono tutti questi stati d’animo, queste sensazioni, queste paure descritte per la notte esterna in un turbinio frenetico al quale è difficile resistere se non si è allenati.

Un cuore visto così non ci può lasciare indifferenti, a maggior ragione se è quello dell’amato/a. Un cuore così merita uno sguardo compassionevole, è un cuore che ha bisogno di aiuto, necessita di una luce che definisca meglio i contorni, una luce che determini la giusta grandezza delle cose, una luce che guidi i passi sulla via sgombra da ostacoli. Anche Gesù non è rimasto indifferente al cuore di Giuda. Proprio nella notte in cui veniva tradito (quindi lo sapeva benissimo) Gesù si dona. Si dona, cioè? Non si risparmia, e non fa calcoli opportunistici sul ne vale la pena?, ma al contrario offre; offre a Giuda il primo boccone, un po’ come quando noi alla festa di compleanno diamo la prima fetta al festeggiato; offre a Giuda l’opportunità di riscattarsi, di cambiare. Gesù lo chiamerà amico (dopo il bacio traditore), quella parola tanto cara a Gesù, sì perché dentro questa parola c’è un mondo di misericordia, di dolci rimproveri alla coscienza, di seduzione del cuore.

Carissimi sposi, anche noi facciamo come Gesù quando il nostro amato/a ci delude, ci fa arrabbiare perché non cambia mai, ci ostacola, ci tiene il muso, ci tradisce (non perché vada con un altro/a ma perché tradisce la fiducia riposta in lui/lei). Forse il nostro amato/a non ha bisogno subito di un dito puntato accusatore, magari invece ha semplicemente bisogno di luce nel suo cuore. Ha bisogno del primo boccone del festeggiato, ha bisogno di sentirsi dire che lui/lei è migliore di quello che ha fatto, ha bisogno di essere sedotto dalla freschezza di una luce nuova e viva . E allora c’è bisogno di LAMPIONAI del cuore che portino nel buio del cuore la luce di Gesù.

Buona luce a tutti. Giorgio e Valentina.

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