Caccia al tesoro

Oggi ci fermeremo a riflettere sul fatto che Zaccheo si prepara per l’arrivo di Gesù. Se meditiamo con attenzione, probabilmente si scopre che Zaccheo aveva già il cuore ben disposto, poiché sapendo di essere piccolo di statura sale su un sicomoro. Innanzitutto cercava di vedere quale fosse Gesù. E come abbiamo già avuto modo di riflettere la scorsa settimana il verbo è all’imperfetto e quindi è un’azione che ancora continua.

Quanti Zaccheo troviamo lungo il percorso della vita. Forse sono le persone che ci incontrano tutti i giorni ed hanno nel cuore l’attesa di vedere quale sia Gesù. Eh già, ce ne sono di persone che si spacciano per Gesù, ma solo Lui si lascia crocifiggere. E così anche noi sposi dobbiamo imitare il nostro Salvatore: queste persone forse non aspettano altro di avere la conferma che noi siamo suoi discepoli e in qualche modo facciamo vedere loro qual è Gesù. Come? Testimoniando il nostro morire a noi stessi per far vivere la nostra sposa, il nostro sposo. Testimoniando che il nostro pensiero va sempre a lei/lui, che il nostro cuore è sempre con lei/lui, che il nostro sguardo è sempre con lei/lui.

Attenzione però che Zaccheo sale sul sicomoro, e cioè fa di tutto per scorgere Gesù. E resta in una posizione privilegiata per poterlo vedere. Ecco perchè a volte chi ci vive vicino ci osserva. Ma noi dobbiamo approfittare di questa curiosità per mostrare loro l’amore vero di Gesù. E’ come una caccia al tesoro. Chiudendo gli occhi sembra di vedere questo ometto che quasi in modo frenetico cerca di saltellare tra la folla per scorgere almeno il volto di Gesù tra una ciocca di capelli e l’altra. Mi viene in mente quando a volte a Messa ho davanti qualche persona alta oppure con capelli vistosi: e mi devo continuamente muovere per poter scorgere almeno per pochi istanti Gesù nascosto in quell’ostia consacrata. A volte mi sento Zaccheo. Forse dovremmo imparare ad occupare i posti davanti, il nostro sicomoro.

Ma improvvisamente la caccia al tesoro si inverte. Tutto cambia prospettiva. Forse Gesù non conosceva le regole della caccia al tesoro, avrebbe dovuto nascondersi meglio ! E invece Zaccheo viene scovato. Ma come ? Non era lui il cercatore ? Già, ma con Gesù succede sempre così. Perchè Gesù è uno che si lascia trovare, e quando meno te l’aspetti ti trova lui per primo e ti chiama.

Dobbiamo imparare a captare i segnali del nostro coniuge quando è alla ricerca di Gesù freneticamente come Zaccheo: è in quel momento che dobbiamo spiazzarlo/la mostrando Gesù attraverso il nostro abbraccio, la nostra comprensione, la nostra calma, la nostra carezza, il nostro sguardo, il nostro bacio…..ma anche con una piatto della ricetta preferita da lui/lei.

E’ come se ci fosse una lucetta spia sopra il tesoro, sembra scorretto il gioco, ma è così con Gesù. Mi immagino il volto di Zaccheo che magari tra le fronde del sicomoro si muove alla ricerca di Gesù, e improvvisamente il suo sguardo si incrocia con quello del Maestro. Come se Gesù sapesse di essere osservato, come quella volta con il lembo del mantello…..ma questa è tutta un’altra storia, che approfondiremo.

Buona caccia al tesoro.

Giorgio e Valentina

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