Una bellezza solo nostra

Oggi vorrei commentare il punto 164 dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco. Il Papa scrive:

Nella storia di un matrimonio, l’aspetto fisico muta, ma questo non è un motivo perché l’attrazione amorosa venga meno. Ci si innamora di una persona intera con una identità propria, non solo di un corpo, sebbene tale corpo, al di là del logorio del tempo, non finisca mai di esprimere in qualche modo quell’identità personale che ha conquistato il cuore. Quando gli altri non possono più riconoscere la bellezza di tale identità, il coniuge innamorato continua ad essere capace di percepirla con l’istinto dell’amore, e l’affetto non scompare. Riafferma la sua decisione di appartenere ad essa, la sceglie nuovamente ed esprime tale scelta attraverso una vicinanza fedele e colma di tenerezza. La nobiltà della sua decisione per essa, essendo intensa e profonda, risveglia una nuova forma di emozione nel compimento della missione coniugale. Perché «l’emozione provocata da un altro essere umano come persona […] non tende di per sé all’atto coniugale».[174] Acquisisce altre espressioni sensibili perché l’amore «è un’unica realtà, seppur con diverse dimensioni; di volta in volta, l’una o l’altra dimensione può emergere maggiormente».[175] Il vincolo trova nuove modalità ed esige la decisione di riprendere sempre nuovamente a stabilirlo. Non solo però per conservarlo, ma per farlo crescere. È il cammino di costruirsi giorno per giorno. Ma nulla di questo è possibile se non si invoca lo Spirito Santo, se non si grida ogni giorno chiedendo la sua grazia, se non si cerca la sua forza soprannaturale, se non gli si richiede ansiosamente che effonda il suo fuoco sopra il nostro amore per rafforzarlo, orientarlo e trasformarlo in ogni nuova situazione.

Il Papa tocca un punto chiave, che mi ha colpito, e penso colpisca tutti coloro abbiano alle spalle almeno una decina di anni di matrimonio.

Ci penso spesso. Nonostante gli anni passano e mi rendo conto che la persona che ho al fianco fisicamente è cambiata, non è più la stessa di cui mi sono innamorato. Siamo invecchiati entrambi, ma ciò nonostante quella persona continua ad apparirmi bella, anche più bella di prima. E’ una realtà incomprensibile. I miei occhi vedono il tempo che passa nel corpo della mia amata ma il mio cuore mi restituisce un’immagine sempre più di meraviglia. Il Papa ha capito che ciò che vediamo non è mai oggettivo ma è sempre soggettivo, rielaborato dal nostro cuore e dal nostro cervello. Ciò che vediamo è un’insieme di esperienze, di sguardi, di gesti, di modo di essere e di rapportarsi, di intimità, di complicità, di amore che si è costruito in anni di rapporto e che ci mostrano l’immagine più vera di nostra moglie e di nostro marito, invisibile a tutti gli altri. Una bellezza che possiamo vedere solo noi, ma non per questo meno vera e meno importante.

Il Papa, termina ricordandoci di invocare sempre lo Spirito Santo, perchè solo attraverso la Grazia sapremo realizzare al meglio il nostro progetto di vita insieme e accrescere quella bellezza soggettiva che è solo per noi. Lo Spirito Santo ci dona lo sguardo di meraviglia e di stupore che spesso da soli non riusciamo a trovare.

Antonio e Luisa

 

 

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