Nella gioia e nel dolore

Parliamo delle promesse matrimoniali. Ripassiamo quello che uno sposo e una sposa si promettono il giorno delle nozze:

Io N., accolgo te, N., come mia/o sposa/o.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.

Abbiamo mai approfondito queste 7 righe che ci hanno cambiato la vita per sempre?

Io accolgo. Accogliere è un verbo bellissimo, esprime due libertà, donazione reciproca, l’amante che si dona in totale volontà e libertà e con tutto se stesso e l’amato che accoglie il dono e lo ricambia. Ti accolgo come mia sposa e come mio sposo. Queste parole le abbiamo pronunciate con una grande inconsapevolezza del loro reale significato. Come mio sposo e come mia sposa, non significa semplicemente un generico volersi bene ma significa amare alla maniera di Dio. Vuol dire dare la vita per l’altro/a. Proprio per questo, c’è subito la seconda riga che ci viene in aiuto. La Chiesa nella sua millenaria saggezza  conosce benissimo la miseria umana e quindi sa che amare nel modo richiesto dal matrimonio cristiano ci è impossibile. Diventa appunto possibile con la grazia di Cristo che nel nostro matrimonio non dobbiamo mai smettere di chiedere.

Amare nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, amare e onorare sempre ogni giorno della vita, non sono altro che l’esplicazione delle righe precedenti.

Oggigiorno si assiste a una curiosa prassi. Quando ci si sposa in Chiesa tanti sposi ripetono queste poche parole ma probabilmente non le capiscono o le comprendono solo in parte.

Si pensa che la promessa di matrimonio sia valida solo finchè le cose funzionano, finchè sono appagati e felici della propria unione ma in questo caso basta il sentimento non servirebbe una solenne promessa. La promessa, che in pratica esplica la volontà di amare sempre, diventa decisiva proprio quando le cose vanno male, quando il sentimento è assente o non lo percepiamo. Ecco perchè il matrimonio è un sacramento che non finisce mai, perchè ci impegnamo a rinnovare il nostro sì ogni giorno e dove pensiamo di non poter arrivare noi, c’è la Grazia di Dio: non abbiamo scuse.

Antonio e Luisa

 

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2 Pensieri su &Idquo;Nella gioia e nel dolore

  1. Cari Antonio e Luisa…sono una donna separata dopo 17 anni di maltrattamenti con un uomo alcolizzato…anche io ho pronunciato la mia promessa davanti a Dio consapevole di ciò che dicevo…ma credetemi..Dio mi ha gridato nelle orecchie “Basta..”…con la voce di mio figlio sedicenne che stanco di essere spettatore passivo…mi ha protetto……..
    Dio ,nel mio caso ,mi ha dato il coraggio di infrangere la promessa che avevo fatto solo io!!

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