Sacrificio o sacrilegio

Consacrare, vi siete mai chiesti cosa significhi questa parola? Deriva dal latino secare, tagliare, meglio ancora, ritagliare.

Ogni oggetto, persona, realtà donata a Dio, all’uso di Dio è consacrata.

Noi sposi, siamo consacrati in virtù del sacramento del matrimonio, perché la nostra unione d’amore non ci appartiene più, ma viene da noi donata a Dio. Il nostro amore diviene di Dio, per Dio, strumento di Dio, via di salvezza di Dio per noi e per il mondo intero.

Ogni qualvolta riconosciamo questa realtà e rendiamo sacro il nostro amore attraverso gesti d’amore, di servizio, di accoglienza e di tenerezza verso il nostro coniuge, stiamo facendo un sacrificio.

E’ così, che pulire casa, fare una carezza o un sorriso allo/a sposo/a, cambiare un pannolino, e tantissimi altri gesti che compiamo ogni giorno, diventano gesti sacri, gesti per Dio e di Dio.

Ogni qualvolta invece,  non siamo accoglienti, non ci mettiamo al servizio, non abbiamo cura, non dimostriamo il nostro amore, o peggio, tradiamo l’amore per lo/a sposo/a, stiamo commettendo un sacrilegio.

Sacrilegio è infatti  rubare qualcosa a Dio e la nostra unione quando non è resa sacra dal nostro modo di viverla viene rubata a Dio, viene dissacrata, compiamo un vero e proprio sacrilegio.

Quanti sacrilegi compiamo ogni giorno?

Ringraziamo Padre Francesco per averci fatto comprendere questa verità, sta a noi cercare di essere con la nostra vita sacrificio e non sacrilegio.

Antonio e Luisa

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2 Pensieri su &Idquo;Sacrificio o sacrilegio

  1. Ho commesso un sacrilegio e non riesco a spiegarmi come è potuto succedere,mi sono dimenticata del dono prezioso che Dio mi ha fatto,il mio sposo.Mi sono lasciata andare a degli apprezzamenti da parte di un altro uomo e ho iniziato con lui uno scambio di messaggi anche intimi ,non è successo niente altro,però questa cosa mi logora perché io amo mio marito e la nostra famiglia,però non passa giorno che io non penso a quei messaggi e a come mi facevano sentire.Non ho il coraggio di parlarne con nessuno,neanche con il mio padre spirituale non so come uscirne senza rovinare tutto e non riesco più a tenermi tutto dentro

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    • Cara Antonella. Tu ora sei pentita e questo è la sola cosa che conta. Vuoi dare tutto l’amore che hai a tuo marito e questa situazione che ti è capitata deve darti più voglia di prima. Il senso di colpa non deve torturarti ma deve darti la consapevolezza che puoi e devi tornare sulla strada retta. Dio ti ha già perdonato, fallo anche tu. Sul fatto di dirlo a tuo marito non è sempre un bene. A volte puoi creare sofferenza e peggiorare le cose. Chiedilo nella preghiera e affidati al tuo padre spirituale. Lui non ti giudicherà ma ti aiuterà. Infine se deciderai che è meglio restare in silenzio il dolore che ti porterai dentro per questa cosa sarà la tua espiazione. Tuo marito non ha bisogno del tuo senso d colpa ma del tuo amore

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