Il bacio: alterità celebrata

Sto preparando il terzo poema del Cantico dei Cantici e tra le tante fonti a cui ho attinto c’è anche Enzo Bianchi. Non condivido  tante sue riflessioni ma sul Cantico devo dire, mi è piaciuto molto.

Ecco di seguito una sua riflessione sul bacio, molto bella, molto erotica ma mai volgare:

C’è un poeta ebreo russo che dice: “Mia colomba, tu sai come ci baciamo noi ebrei? (e anche noi cristiani, eh?) quando il cuore non si distingue più dal cuore dell’altro, quando petto contro seni nessuno dei due sa chi dei due respira, quando materiale e immateriale spariscono, non resta che un solo soffio, quando non restano più parole ma solo il parlare degli occhi: quello è il bacio!” Questo è il bacio umano ed è per questo che l’amata/amante lo invoca. Il bacio è innanzitutto il volto contro volto. Volto contro volto, perché l’amore terreno nel suo vertice è il mantenimento, è il desiderio del volto. Non ci si perde con i baci in un caos. Non c’è da percorrere un sentiero che porti alla fusione, sogno impossibile. Ci deve essere nel bacio l’ebbrezza del faccia a faccia, cioè dell’alterità celebrata, io e tu, uno di fronte all’altro, nel bacio in cui si parlano le pupille degli occhi, ci si osserva e si vedono le pupille dilatarsi, palpitare quasi! Quello è il bacio umano! Neanche l’amplesso, guardate, ha valore senza il bacio. L’amore non è senza volto, altrimenti se l’amore  avvenisse senza la visione del volto, la ricerca del volto, è un amore cosificato, è l’amore colto in modo disorganico, come un insieme di strumenti di piacere. Non è un caso che nella prassi della prostituzione difficilmente c’è posto per il bacio. Non è un caso che le riviste pornografiche mettano sempre un’ostensione del sesso, lo rappresentano, sono martellanti affermazioni di meccanica dell’amore. Ma non sanno quasi dare il senso della totalità dell’amplesso di cui però il volto contro volto è la chiave necessaria per capirlo, per esperirlo. Il bacio è l’inizio dell’amore ma è anche l’inizio dell’ebbrezza del desiderio. Ma, come emerge il desiderio, è subito raffigurazione, è subito scena. Noi uomini siamo fatti così. E dopo che questa donna ha detto: “Mi baci con i baci della sua bocca” il desiderio gli scatena l’immaginario, l’immaginario accende e nutre il desiderio. “Le tue carezze inebriano più del vino” ecco l’ebbrezza che inizia dal bacio. Poi c’è il profumo, c’è l’odore. E qui, guardate, siamo incapaci di capire. Questa ragazza non solo immagina i baci, esperienza degli occhi. Ma nel suo immaginario vuole fare un’esperienza totalizzante dei cinque sensi.

Antonio e Luisa

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