Il discepolo amato

La scorsa settimana ho passato un pomeriggio intero seduto al tavolo in cucina, con mio figlio che frequenta la prima elementare. Solitamente dopo pranzo controllo i quaderni e aprendo quello di italiano avevo visto che in tre ore, come scritto dalla maestra, aveva fatto poche frasi. Mi sono arrabbiato e il pomeriggio lo abbiamo dedicato a recuperare il mancato lavoro e a fare i compiti.

Perché vi racconto questo? Quello che mi ha scosso profondamente è stato il dopo. Ero seduto sul divano e mio figlio, venendo da dietro, mi ha baciato sulla guancia e mi ha detto: “papà ti voglio bene, sei il miglior papà del mondo”, poi è andato allegramente a giocare. Io mi sono sentito male, perché mi sono detto, come è possibile che dopo le arrabbiature e i vari rimproveri lui abbia potuto dirmi questo? Mi sono sentito indegno di questo amore gratuito, non lo meritavo e mi sono commosso. Allora ho pensato a quante volte mi sono sentito indegno del grande Amore gratuito che Gesù Cristo ha per noi, quanto non mi merito tutto questo Amore, ma questo infinito Amore è lì, gratuitamente per noi, non ci resta che abbracciarlo e testimoniarlo. Ho trovato grazia e benedizione, nonostante i miei limiti e il mio peccato, nel cercare di vivere con la testa appoggiata sul petto di Gesù, ascoltare il suo cuore e la sua Parola che per me è acqua viva che risana (Ez 47,8-9). Come facciamo ad assaporare questo amore? Io credo che bastino anche cinque minuti al giorno, mettersi davanti alla Parola in silenzio ad ascoltare, oltre a vivere la riconciliazione, l’Eucaristia, e l’Adorazione. Voi mi direte che non è possibile, che non avete tempo e vi capisco, anch’io pensavo di non avere tempo, ma poi pensandoci bene, sono riuscito a ritagliarmi dei piccoli momenti per questo tempo con Gesù, perché lo desideravo! Perché desidero ascoltarlo e conformarmi sempre più a Lui. Se c’è il desiderio, caro fratello, cara sorella, non aspettare domani per iniziare! Non giustificarti, anche se è il nostro sport preferito! Smettiamo di trovare sempre mille scuse, lasciamo spazio al desiderio! La parola desiderio deriva da desideribus, cioè stare sotto le stelle in attesa di qualcosa, per me significa alzare gli occhi al cielo e ascoltare. Cosa c’è di più bello che stare sotto le stelle con gli occhi verso il cielo?

Grazie ai fratelli della comunità Magnificat di Perugia!

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