Non temere: seguilo così come sei, spogliandoti di quello che hai!

Siamo abituati a pensare, a volte, da retaggi culturali o per errati consigli o ancora per nostri pensieri sbagliati in merito, che per seguire Gesù bisogna prima entrare in un esclusivo Fan club. Nulla di più errato, Gesù dice di seguirlo ORA, così come siamo: lascia quello che stai facendo, lascia quello che pensi sul tuo conto o quello che gli altri pensano sul tuo o ancora quello che tu pensi su Gesù, vai e seguilo!

Seguilo con le tue fragilità, con le tue cadute, con le tue paure, con i tuoi dubbi. Non aspettare di chiamarlo Rabbi/Maestro, lo chiamavano anche i farisei, eppure non l’hanno mai seguito. Si può seguire qualcuno strisciando, zoppicando, camminando. Non potrai però mai seguire qualcuno se rimani fermo.

Sentivo qualche giorno fa, da una catechesi di Don Fabio Rosini: “Rimane fermo colui sul quale agiscono più forze”. E faceva anche alcune similitudini. In fisica ad esempio un oggetto è fermo, perché su di lui agiscono due o più forze pari e contrarie. Un oggetto su un tavolo è fermo, perché su di lui agisce la forza peso (forza gravitazionale) e la forza vincolante del tavolo, entrambe si annullano e lo spostamento è pari a zero. Un altro esempio è quello del tiro alla fune, si rimane completamente fermi, quando le forze da una parte e dall’altra si equiparano.

Ora immaginate la nostra vita come un tiro alla fune, e in mezzo alla fune ci fossimo noi, e le forze che ci tirano da una parte e dall’altra sono il lavoro, lo studio, la famiglia, le relazioni, qualsiasi obiettivo che ci siamo prefissati. Più siamo legati a tutto, più siamo ricchi, più non riusciamo a muoverci, perché tutte queste forze saranno pari e contrarie. Per muoverci dobbiamo lasciare andar via un po’ di zavorra. Immaginiamo anche alla mongolfiera, quando spicca il volo? Quando lascia un po’ di zavorra a terra, e li pian piano inizia a librarsi verso il cielo.

Sempre Don Fabio Rosini diceva, che il peggior nemico del consiglio, del discernimento è l’avidità. Più siamo avidi, più vogliamo tenere tutto, più quel tutto ci soffoca, e ci tiene immobili dove siamo. Per spiccare il volo dobbiamo iniziare ad abbandonare qualcosa.

Magari dobbiamo abbandonare il lavoro che facevamo, ma che forse ci soffocava, non ci portava serenità nella vita; forse quello studio, al quale eravamo affezionati, perché il mondo ci dice che “la carta” è importante; oppure quella relazione, alla quale siamo legati, perché ci portava sicurezza, stabilità e quindi immobilismo. Ovviamente da domani non è che lasciamo tutto e diventiamo novelli San Francesco, non sto dicendo questo, anche perché la scelta di San Francesco non è legata alla povertà in se, San Francesco poteva rimanere ricco e seguire Gesù, la sua scelta radicale è un esempio. Lui non ha lasciato solamente tutto ciò che era materiale, ma si è spogliato prima di se stesso. La ricchezza di cui ci parla il vangelo non è solo quella materiale, ma quella a cui noi diamo un’importanza tale, da sostituire Dio nella nostra vita. Possiamo essere ricchi anche possedendo una sola penna, oppure possedendo una relazione, o anche un progetto buono: quella penna, quella relazione, quel progetto diventeranno il nostro Dio!

Se ad esempio io fossi più legato alla mia dolce metà, la possederei, diventerebbe il mio Dio, ma Gesù dice lascia tutto e seguimi, non perché se vengo chiamato al matrimonio, debbo lasciare Dora per seguire Gesù, ma perché Gesù mi dice di lasciare Dora a Lui. In un rapporto costante, in cui io mi spoglio dei doni che Dio mi fa (anche la nostra dolce metà, i nostri figli, le relazioni sono dono), posso vivere un rapporto sempre più sincero e vero con l’Altro e con gli altri.

In questo rapporto mettiamoci veramente di tutto. Ad esempio, per una sacerdote può essere la gestione di una parrocchia, tanto vuole che vada tutto così bene, che inizia a possedere la parrocchia, le relazioni con i parrocchiani si assottigliano, diventa un amministratore di un’azienda, in cui viene a mancare il contatto. Oppure un progetto buono e santo, può diventare motivo di possesso, per esempio per me può essere il libro “Meteo di Coppia”, tanto voglio portare questa storia di Speranza agli altri, che inizio a possedere il dono di cui Dio mi ha fatto, e non riesco più a vedere alle relazioni che instauro attraverso questo dono, inizierei quindi a possedere il dono, e non rimetterlo ogni giorno nelle mani di Gesù.

Diceva un santo che se un progetto viene da Dio o Dio vuole che lo porti avanti, ogni giorno chiedigli di distruggerlo, oppure che quel progetto lo porti avanti un altro. Se nel tuo cuore hai qualche tipo di resistenza nel fare questa preghiera, allora chiedi a Dio di liberarti da questa paura del possesso. Ogni tipo di possesso è sempre legato a una paura di voler lasciare andare… Erroneamente possiamo pensare di esserci guadagnato quel qualcosa, con la fatica e con il sudore, che a primo acchito può pur sembrare, ma che se ritorniamo indietro, e vediamo tutte le Dio-incidenze, capiamo che è stato tutto dono. Ma non scoraggiatevi se avete paura, perché anche io ogni giorno ho paura, ma ogni giorno Gesù mi viene a liberare da esse, perché possa sempre più fidarmi della sua guida premurosa di Padre.

Infine anche il peccato può diventare motivo di immobilismo, la paura di seguire perché non siamo degni, una cosa che ho pensato tante volte: “Signore cado troppe volte, non riesco a seguirti” e lui veramente, con una santa pazienza, che mi ripeteva: “Se cadi è perché mi segui, chi è fermo non rischia di cadere”.

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