Siamo tiranni o re?

Oggi mi sento creativo. Prendo spunto da un insegnamento dell’amico Giorgio per riflettere su come si possa intendere e vivere un matrimonio cristiano.

Un cristiano può scegliere tra tre forme di governo. Gesù è re. Quindi tra le forme monarchiche.  Non c’è democrazia. Possiamo scegliere quindi essenzialmente tra tre differenti possibilità. Esiste la monarchia assoluta,la monarchia costituzionale e la tirannia.

Tirannia.

Questa è la forma più lontana dalla verità. Il tiranno è quello che si prende tutto. Quello che usurpa il re legittimo. Prende il posto dell’altro e anche di Dio. E’ lui che decide ciò che è giusto e ciò che non lo è. E’ lui che sa quello che si deve fare, come si deve fare e quando si deve fare. Quando nella coppia c’è un tiranno significa che l’altro è dipendente e debole. Sembra, in apparenza, che ci sia sintonia e armonia. Non è così. Manca la libertà. L’altro non è più autonomo ma pensa e vive con la testa del coniuge. Il tiranno si sente in diritto di ferire quando le cose non vanno come vuole. La relazione tra i due diventa il tutto. La persona debole crede che senza il tiranno sarebbe persa ed è disposta a tutto pur di tenerselo vicino. Il tiranno, d’altro canto, si nutre di questa dipendenza. Nutre il suo narcisismo e l’egoismo. Si sente come Dio, e questo lo fa sentire onnipotente. Purtroppo sono tante le coppie che vivono questa dinamica malata. Quante violenze fisiche e verbali nascono da questo modo di vivere una relazione. Qui non parlo di amore, perchè l’amore non c’entra nulla con tutto questo.

Monarchia costituzionale

Questa sembra un’ottima forma di governo. Prendiamo l’Inghilterra. Ha una regina che rappresenta la nazione, ha una moneta con l’effige di quella regina. In ogni luogo istituzionale c’è la fotografia della regina. Il popolo sembra molto vicino alla sua regina. La regina in realtà non decide nulla. C’è un parlamento che prende le decisioni. La regina non è interpellata seriamente sulla scelta da fare.

Così sono tante famiglie cristiane. Si sposano in chiesa. Hanno il crocefisso in casa. Partecipano a volte a momenti forti come pellegrinaggi o qualche bella cerimonia. Ma la vita è altro. Gesù, in queste famiglie, è come la regina d’Inghilterra. Non decide nulla. C’è di facciata, ma nulla più. Quelli che prendono le decisioni sono gli sposi, il parlamento. Quando devono prendere qualche decisione importante non guardano al re, ma si guardano tra di loro. Così in tutto: quando si deve decidere per un lavoro, per un figlio, ma anche per la vita di coppia. La vita affettiva e sessuale diviene un qualcosa da decidere solo tra gli sposi senza tener conto di ciò che vuole il re per loro. Così anche tra gli sposi cristiani entra ad esempio la contraccezione e tutte quelle devianze dalle legge morale naturale che solo il re ci può indicare.  In questo modo di governare la famiglia si può anche vivere in modo piacevole, ma non si raggiungerà mai la pienezza di un matrimonio cristiano. Ci si accontenterà di briciole di verità.

Monarchia assoluta. 

Sembra una brutta forma di governo. In realtà è l’unica possibile e autentica per due sposi cristiani. Dio è il re. Gesù è il re. Sappiamo che non è un re tiranno. Gesù è un re giusto, che vive la sua regalità al servizio. Gesù è un re che lava i piedi ai suoi sudditi. Gesù è un re che muore per non far morire i suoi sudditi. Gesù è un re che condivide la sua regalità con i suoi sudditi. Chi è suddito di Gesù è innalzato alla regalità di Gesù. Con il battesimo acquistiamo la regalità di Cristo e con il sacramento del matrimonio la indirizziamo verso l’altro. Io sono re per la mia sposa e lei è regina per me. Con questa premesse anche le parole di San Paolo in Efesini acquisiscono tutto un altro significato. Un significato buono e a cui indirizzare le nostre vite.  Se sono re di mia moglie non cercherò mai di renderla cosa mia. Quello è il tiranno, fa parte della prima forma di governo. Se sono re della mia sposa mi farò dono per lei. Sarò capace di decentrare l’attenzione dai miei bisogni ai suoi. Il mio sguardo sarà rivolto a lei e il mio cuore sarà capace di condividere le sue gioie e le sue pene. Questo è possibile solo se non sarò io a decidere della mia vita. Solo se saprò comprendere la volontà di Dio. Certo nel discernimento e nella preghiera. Non basta però. La volontà di Dio è espressa benissimo nella Parola e nel magistero di quella Chiesa che è sua sposa. Non potrò mai essere re se non accolgo e vivo le leggi che il vero ed unico re mi ha dato attraverso la Chiesa.

Solo così potrò vivere un matrimonio nella pienezza e nella verità.

Antonio e Luisa

 

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