E poi volarono i piatti

Questo libro è tante cose. E’ un saggio perché spiega dinamiche psicologiche e relazionali attraverso la competenza della dott.ssa Viola e del dottor Reis. Ma non è solo questo. E’ molto di più è la storia di Claudia e Roberto. Due giovani feriti che si sono sposati e hanno iniziato un cammino verso la consapevolezza dell’amore e dell’amare. Verso lo sguardo di Gesù che li ama teneramente e fedelmente e questo dà loro la forza di non lasciarsi distruggere dalle debolezze e dalle incapacità di amare dell’altro/a ma, attraverso l’amore di Gesù, hanno trovato la forza di amarsi sempre, nonostante loro stessi, nonostante l’altro/a. Ed è così che questo libro si apre. Non come un saggio psicologico, ma con il racconto dei protagonisti che si conoscono, hanno paura di avvicinarsi e baciarsi, si ritrovano insieme e si sposano. E qui sembra finita. Non è vero. E’ solo l’inizio. Il matrimonio non è una magia. Il matrimonio è una relazione da costruire e curare ogni giorno. Nel matrimonio ci si deve mettere in gioco completamente. Le ferite non rimarginate iniziano quindi a fare più male. I blocchi, messi a difesa del loro cuore non permettevano loro di aprirsi completamente l’uno all’altra.

Claudia e Roberto iniziano con il dire qualcosa di sconvolgente: LITIGARE fa bene. Naturalmente se fatto in modo costruttivo. Questo libro serve proprio a questo. Litigare è positivo perché permette di riconoscere l’altro/a come qualcuno/a di diverso da me. Un’alterità con cui confrontarsi per arrivare a fare comunione. Spesso invece l’altro/a e visto come un nemico, che non capisce e che mi ostacola, e questo non va bene. Così la differenza allontana mentre dovrebbe spingere a capire meglio l’altro/a e le sue ragioni.

La coppia è una squadra. Si vince e si perde insieme. Quanti sposi sono davvero consapevoli di questo? Cosa è il litigio se non un modo di comunicare? Certo ce ne sono altri meno conflittuali, ma certe volte il litigio diventa la modalità di arrivare al dialogo prima di allontanarsi troppo Il litigio permette, se vissuto bene, di riscegliersi. Nonostante l’altro/a e i suoi difetti. Molto peggio sarebbe non affrontare i problemi e perdersi pian piano nell’indifferenza. Il litigio è mostrare che teniamo ancora all’altro/a. Ora non sto a dilungarmi oltre. Se ho stuzzicato interesse leggete il libro e scoprite tutto da voi. Vi dico solo che nei capitoli che seguono quanto ho scritto fino ad ora inizia un susseguirsi di spiegazioni psicologiche e storia personale in un intreccio che permette agli autori di affrontare problematiche concrete e ai lettori di immedesimarsi e riconoscersi negli autori stessi e sentire quanto essi raccontano come qualcosa che li accomuna e per questo più autentico e condivisibile.

Antonio e Luisa

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