La legge del taglione può condurre all’amore?

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle ».
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »

Il Vangelo di questa domenica mi permette alcune riflessioni, credo importanti. La prima domanda che sorge è: perchè Dio ha permesso una legge come quella de taglione? E’ davvero una legge barbara. Se tu mi fai qualcosa di male io ho il diritto di farti altrettanto. Non solo ho il diritto, ma ho il diritto divino di farlo. E’ scritto nero su bianco. E’ parola di Dio. Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro. (Levitico 24, 19-20). Come è possibile che Dio prescriva una legge tanto incomprensibile? Una legge spietata ai nostri occhi. Invece proprio questa legge, con la sua progressione ed evoluzione che possiamo trovare nel Nuovo Testamento, ci racconta chi è Dio. Come? Dio è un Padre e come un papà paziente e misericordioso non pretende tutto subito. Il Suo popolo non avrebbe capito. Allora ha cominciato a domandare qualcosa che gli israeliti avrebbero potuto capire. In un mondo dove il più forte spesso prevaricava il più debole, e dove le vendette erano spropositate rispetto all’offesa subita, Dio incomincia a mettere dei paletti. Ti ha rubato una pecora? Non ti è lecito sterminare lui e tutta la sua famiglia, ma riprenditi la tua pecora e prendine una a lui. Compreso cosa c’è dietro la legge del taglione? Non una legittimazione della violenza da parte di Dio, ma un cercare di porre limite alla violenza e alla vendetta. Dio ha così, poco per volta, attraverso tutti i suoi profeti, preparato il popolo eletto ad accogliere la verità, la Sua volontà. Quella espressa e incarnata da Gesù. Ciò che dice Gesù non contrasta quello che è scritto nel Levitico, ma lo perfeziona e lo porta a compimento. Ecco questa modalità pedagogica di Dio può esserci di aiuto per affrontare la quaresima che sta per cominciare. Attraverso il Vangelo di oggi possiamo comprendere meglio anche le parole di Papa Francesco in Amoris Laetitia. Al punto 122 parla di gradualità:

Tuttavia, non è bene confondere piani differenti: non si deve gettare sopra due persone limitate il tremendo peso di dover riprodurre in maniera perfetta l’unione che esiste tra Cristo e la sua Chiesa, perché il matrimonio come segno implica «un processo dinamico, che avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio»

C’è una gradualità, si arriva alle vette dell’amore a piccoli passi. Piccoli passi possibili, citando un concetto caro a Chiara Corbella. Dobbiamo innanzittutto essere coscienti di essere chiamati a questo e poi impegnarci in una vita di dono e accoglienza dell’uno verso l’altra. Dobbiamo lasciare agire lo Spirito Santo che è maestro. Non dobbiamo spaventarci, anche se vediamo la povertà del nostro amore. Gradualmente continueremo a crescere e se mai dovessimo affrontare situazioni complicate e cariche di sofferenza dobbiamo avere la certezza che se metteremo la nostra forza e la nostra volontà, Dio farà miracoli con quel poco che potremo dare. Non siamo soli, Gesù è con noi nei momenti belli e, a maggior ragione, in quelli dolorosi perchè abbiamo più bisogno del suo aiuto. Non vergognamoci di dare i nostri pochi pani e pochi pesci. Attraverso quella miseria Gesù ha già sfamato una moltitudine di persone. A noi non chiede più di ciò che possiamo dare, il di più lo mette Lui. Voglio terminare con una parola di Chiara che spiega così il significato di piccoli passi possibili:

Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!”

Antonio e Luisa

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