Qual è il tuo Isacco?

Ringraziamo Antonio e Luisa che nell’articolo di Domenica ci hanno stimolato a riflettere meglio sulla prima lettura. Vorremmo approfondire ancora un po’ la stessa lettura per rendervi partecipi della nostra meditazione che si è limitata ad una frase che Dio rivolge ad Abramo :

«Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

Abramo, sappiamo bene, non aveva avuto figli dalla moglie Sara; per la sua mentalità e la società dell’epoca era considerata una maledizione, quindi possiamo immaginare con quale stupore ed entusiasmo Isacco sia stato accolto quando finalmente si avverò il sogno di Sara ed Abramo; in verità , si avverò la promessa che Dio aveva fatto ad Abramo stesso.

C’è un dettaglio, nella frase che abbiamo riportato, che ci rivela tanto della relazione tra Abramo e Isacco: “…il tuo unigenito che ami…” . In realtà sono due i dettagli: Isacco è unigenito ed è amato da Abramo. Sembra una semplice narrazione , ma sappiamo che nella Bibbia alcuni fatti/particolari sono raccontati mentre altri no, è stata fatta una scelta quindi. Specificare che Isacco è unigenito è come ricordare ad Abramo che Dio non gli sta chiedendo di offrirgli uno dei suoi 16 figli ( tanto uno più o uno in meno non cambia molto ), NO…. Dio gli sta chiedendo l’unico figlio che ha avuto e che avrà in futuro.

Dopo una vita faticosa e piena di peripezie, cosa gli viene chiesto?

Di sacrificare proprio quel figlio della promessa. Ora, possiamo solo immaginare come Abramo abbia caricato un fardello pesante sulle spalle del giovane Isacco…… ricordati che la tua vita è un miracolo di Dio perché tua madre era sterile….. ricordati che sei il figlio della promessa di Dio…. ricordati che io e tua madre abbiamo riposto in te le nostre speranze, le attese di un futuro prospero…. vedi, figliolo, un giorno tutto ciò che possiedo sarà tuo….. e così via..

Perché Dio glielo chiede? Ci sono risposte variegate se si osserva la vicenda da varie prospettive. Noi ve ne proponiamo una : vuole verificare se nel cuore di Abramo Lui è al primo posto oppure c’è Isacco. Anche noi, cari sposi, abbiamo i nostri Isacco…. qualcuno tra i lettori potrebbe rispondere : Sì, io mi chiamo Isacco …. oppure: Sì, nostro figlio si chiama Isacco….. non intendevamo proprio questo.

Probabilmente, molti di noi hanno una realtà che hanno sognato da tutta la vita e che Dio alla fine gliel’ha concessa; hanno una realtà per la quale hanno investito molto/tutto , o continuano ad investire ancora oggi in : tempo, risorse, energie e magari denaro; hanno una realtà in cui hanno riposto tutte le proprie speranze, le attese. Volete qualche esempio?

Per molti il proprio Isacco potrebbe essere il lavoro, il proprio hobby con le sue attrezzature, i beni che possiede, la propria salute, la bellezza del corpo ….. per qualcuno potrebbe anche essere la propria attività dentro la Chiesa: il mio essere catechista, membro del Consiglio Pastorale Parrocchiale o addirittura Diocesano, membro della Commissione “…X,Y,Z…” locale o nazionale, responsabile della cura dei paramenti liturgici, organista/corista o lettore, responsabile del bar/oratorio, responsabile della segreteria parrocchiale/diocesana, evangelizzatore o predicatore, curatore di un blog cristiano, responsabile dei responsabili a livello interplanetario…… per alcuni potrebbe addirittura essere il proprio coniuge o il proprio matrimonio.

Niente e nessuno deve prendere il posto che spetta a Dio: il primo !

Cari sposi, qual è il nostro Isacco? Dobbiamo essere pronti a sacrificarlo imitando la fede di Abramo perché questo ci aiuta a staccare il cuore da questo mondo corruttibile e fissare il nostro sguardo interiore nelle realtà eterne.

Tutte le realtà che abbiamo elencato come esempi, e le altre che voi vivete, devono essere orientate a DIO e da DIO, a maggior ragione se sono realtà nobili e belle devono dare gloria a Dio per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo…… vi è piaciuto questo finale trinitario, non è vero?

Coraggio sposi, presentiamo con fede il nostro Isacco sull’altare dimostrando a Dio chi è al primo posto nel nostro cuore di sposi.

Giorgio e Valentina.

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