A che ora è guarito ?

Vi riportiamo l’ultima parte del Vangelo di ieri tratto dal capitolo 4 del Vangelo di Giovanni :

 Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.

Gesù si era spostato da una regione all’altra, e lo stesso dicasi del funzionario del re. Potrà essere una semplice condizione contestuale, ma se proviamo ad entrare nel racconto con la fantasia scopriamo che questo papà ha avuto il coraggio di percorrere un bel po’ di chilometri pur di presentarsi di persona davanti a Gesù con la propria richiesta.

Fino a dove si spinge l’amore di un papà ! ( considerando il sole torrido di quell’area geografica ) E noi, a quale fatica saremmo disposti pur di presentare umilmente la nostra richiesta a Gesù ?

Chissà quali pensieri avranno attraversato la mente di quel papà mentre si incamminava sulla strada per Cana ….. speriamo che Gesù non sia già ripartito ….. sarà davvero quel taumaturgo che tutti dicono ? …. devo fare in fretta prima che mio figlio muoia…. e se poi mi respinge ?…. e se non riesco ad avvicinarlo ?…. devo pensare ad una strategia per incontrarlo assolutamente…. ecc…. ecc…

Al di là dei pensieri di quest’uomo, pur legittimi, dobbiamo considerare che questo papà ci insegna la perseveranza e la fortezza…. affrontare tanti chilometri, con le incognite del caso, ti costringe a ripensare a ciò che stai facendo, a riconsiderare la tua scelta metro dopo metro, a rafforzare la tua convinzione che ti stai rivolgendo alla persona giusta.

Ma noi, siamo proprio sicuri che la persona giusta a cui rivolgerci, quando dobbiamo affrontare un problema, sia davvero Gesù ?

Come avrete certamente notato, dopo l’incontro rassicurante con Gesù, quell’uomo “si mise in cammino”…. il Vangelo non si dilunga a descriverne la reazione, le parole di ringraziamento piuttosto che i gesti di giusta gratitudine, no ! L’evangelista annota solo che si mise in cammino dopo che credette….. si incammina verso casa sicuro di aver riposto la propria fiducia nella persona giusta.

E noi sposi, ci rimettiamo in cammino, sicuri che Gesù non ci abbandoni mai ?

Questo papà, prima di incamminarsi verso casa, non ha potuto mandare un messaggio con Whatsapp alla moglie, rimasta a casa di fianco al figlio malato, accertandosi che il figlio fosse guarito…. no ! Si è fidato di Gesù e si è rimesso in cammino, forse ancora più fiducioso che all’andata. Lo scoprirà poi, quando sarà vicino a casa, che il figlio aveva cominciato a guarire proprio all’una, l’ora in cui Gesù gli disse “tuo figlio vive”.

Cari sposi, dobbiamo imitare la fede, la perseveranza e la fortezza di questo papà. Per tanti di noi, può darsi che quel “figlio malato” sia il proprio matrimonio ; ebbene…. andiamo da Gesù e gridiamogli ( come quel papà ) di aiutarci “prima che muoia”… e state sicuri che Gesù non farà orecchie da mercante… dobbiamo però riconoscerci mendicanti, altrimenti se siamo pieni di noi stessi, Gesù non trova posto nel nostro matrimonio.

Come finisce la storia ? “Credette lui con tutta la famiglia”… quando la salvezza entra in una casa , in un matrimonio, tutta la famiglia si salva, perché la luce che si irradia dagli sposi illumina tutta la famiglia e la parentela.

Coraggio sposi, mettiamoci in viaggio in quest’ultima parte di Quaresima !

Giorgio e Valentina.

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