Domenica e famiglia, un connubio possibile / 3

Abbiamo insieme compreso alcuni significati basilari che ruotano intorno alla Domenica e alla sua precettazione, ma non dobbiamo commettere l’errore di saltare alcuni passaggi che fanno da preambolo, per la fretta di entrare in Chiesa. Così come quando si accende un automobile a freddo ( specialmente se è rimasta per più giorni ferma ) , non si può partire subito portando il motore ai massimi regimi ma bisogna aspettare che raggiunga la temperatura di esercizio ottimale perché dia il meglio di sé, così è anche per il nostro motore spirituale : non possiamo pretendere che esso resti parcheggiato tutta la settimana al freddo e al gelo ( tipico clima spirituale di chi si ricorda di essere cristiano solo di Domenica ) , e pretendere che dia il meglio di sé in un’ora scarsa di Messa , “seguita” magari con distrazione e sufficienza dagli ultimi banchi ( per non restarne troppo coinvolti ) , arrivando in chiesa all’ultimo secondo e finendo di scrivere l’ultimo importantissimo messaggio con lo smartphone proprio sul sagrato della chiesa……. e guai a dimenticarsi il commento all’ultimo gol, della Champions del sabato sera, col vicino prima del segno di croce iniziale !

Siamo sicuri che più di qualcuno avrà sorriso all’elenco sopra riportato….. ma vi assicuriamo che sono tutte situazioni viste coi nostri occhi e sentite con le nostre orecchie….. ce ne sarebbero altre ma non aggiungerebbero nulla di nuovo, perché le scene descritte hanno in comune la scarsa considerazione della Domenica e, in particolare, della Santa Messa.

Per non cadere ( o ricadere ancora ) in queste spiacevoli situazioni, ecco che proviamo ad affrontare il tema del riscaldamento del nostro motore spirituale. Un motore inusato per troppo tempo porta con sé una serie di problemi ; esso, per restare in forma deve essere acceso spesso, per dar modo ai vari ingranaggi di assestarsi e non perdere la loro lubrificazione , ad alle guarnizioni di non seccarsi causando inevitabili rotture e fuoriuscite di olii, per non parlare del deposito dello sporco all’interno dei vari filtri. Ed è così anche per noi.

Una settimana è composta da 168 ore, e se teniamo spento il nostro motore spirituale per 167 ore, possiamo essere sicuri che si accenda al primo colpo la Domenica mattina per quell’unica ora ? Di sicuro i nostri ingranaggi spirituali si sono seccati e le guarnizioni non tengono più la pressione, i filtri sono ormai intasati. C’è bisogno invece che ogni giorno noi teniamo in forma quel motore spirituale che ci permette di conoscere, amare e servire Dio. Ed ogni giorno il motore resta in attesa di essere finalmente acceso per poterci dar modo di godere della presenza di Gesù ogni giorno di più, in un crescendo che sfocia nella Domenica mattina, quando finalmente il motore riceve nuovo carburante che gli permette di fare un po’ di strada. La domenica, i cristiani, ricevono nuovo carburante per vivere ogni giorno col ricordo della Domenica appena passata e in trepidante attesa per la Domenica che verrà ; forse dalla Santa Messa domenicale portiamo a casa una frase del Vangelo, un passaggio di una preghiera recitata dal sacerdote, il ritornello del Salmo…. non importa la quantità, importa che la facciamo fruttare per gli altri 6 giorni.

Inoltre, noi non siamo fatti a compartimenti stagni, per cui ciò che avviene in una camera non è completamente isolato dall’altra. Questo vale per le donne particolarmente, ma gli uomini non ne sono esclusi. Sicché quando una persona deve passare da una attività ad un’altra ha bisogno di un tempo “cuscinetto” che si interpone tra le due, per dare tempo alla persona di abbandonare la prima per dedicarsi alla seconda. Se non facciamo questo, rischiamo di essere fisicamente in chiesa, ma con la testa nella ricetta dell’anatra all’arancia lasciata a metà oppure alle risate che ci aspettano al bar per il tradizionale aperitivo dopo-messa coi soliti amici di calice. Non si può partire a freddo ! C’è bisogno che la preparazione alla Santa Messa domenicale cominci prima... per esempio da quando si è già pronti vestiti sull’uscio di casa, si può cominciare a rispettare la regola del silenzio almeno nel tragitto casa-chiesa, meglio ancora se il silenzio diventasse preghiera…. non serve conoscere a memoria migliaia di preghiere, bastano le classiche Pater, Ave e Gloria . Se ci sono ancora bimbi piccoli può risultare utile far recitare la prima parte delle preghiere a turno a loro …. così facendo si ottengono grandi risultati : piano piano le imparano, riconoscono che la preghiera è anche dialogo rispettoso, imparano ad aspettare e rispettare i tempi degli altri, non vedono l’ora che arrivi il proprio turno, imparano che la Messa è un appuntamento diverso da tutti gli altri perché merita più attenzione anche nella preparazione…. provare per credere !

Cari sposi, cominciamo a dare alla Santa Messa della Domenica un’attenzione particolare. Scopriremo orizzonti sempre nuovi e panorami inaspettati. Basta avere il coraggio di cominciare… ma se avete avuto il coraggio di sposarvi, questa sfida sarà meno pericolosa !

Giorgio e Valentina.

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