Un errore, dopo tre volte diventa …

Riportiamo una breve parte della prima lettura della S. Messa di ieri dal capitolo 13 del libro di Daniele :

Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e concediti a noi. In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle». Susanna, piangendo, esclamò: «Sono in difficoltà da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani. Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!». Susanna gridò a gran voce. Anche i due anziani gridarono contro di lei e uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì.

E’ la storia molto commovente di una sposa, Susanna, la quale viene ingiustamente accusata di adulterio da due anziani pervertiti , ma il Signore , ascoltando la preghiera della donna, susciterà un giovanotto ( Daniele ) che svelerà a tutti l’inganno e la trappola tesa dai due anziani ai danni della pudica sposa, la quale avrà salva la vita mentre i due anziani saranno giustiziati.

Vorremmo concentrare la nostra attenzione solo su alcuni particolari che ci aiuteranno a riflettere sulla temperanza. Lo sappiamo che molti di voi staranno pensando che la virtù della temperanza non c’entri un accidente con la storia di Susanna ( moglie di Ioakìm ), che questo è il momento giusto per parlare della castità matrimoniale, della fedeltà……. avete ragione…. ma su queste tematiche c’è già abbastanza ricchezza negli altri articoli che parlarne sarebbe solo una ripetizione.

Quando ero un giovane apprendista di musica, succedeva spesso che nell’affrontare un brano di Beethoven, inciampassi sempre nello stesso punto con lo stesso errore nelle dita, le quali mi si incastravano in tal modo che neanche con lo “svitol” era un’impresa facile. Il mio maestro mi insegnò un piccolo trucco per superare l’ostacolo, ma non era quello di ungere le dita con lo “svitol” prima di cominciare a suonare, come si potrebbe ingenuamente pensare. No… mi disse che un errore ripetuto tre volte, alla quarta diventa un vizio. Quanta saggezza !

Ed è così anche nella vita spirituale. Non possiamo immaginare di vivere anni interi nella lussuria e nell’egoismo, pensando di uscirne come se niente fosse con la bacchetta magica. Infatti poi, ho applicato quel metodo alla vita spirituale e ne ho tratto vantaggi enormi….mi son detto : non devo ripetere lo stesso peccato tre volte di fila, altrimenti alla quarta significa che ha già le radici nell’anima e diventa un vizio.

Il diavolo ci rende schiavi e ci incatena con i nostri stessi peccati : come ogni anello della catena è saldamente legato ad almeno altri due anelli , così ogni peccato ci lega ad un altro peccato ed è legato al peccato precedente. Ecco perché chi persevera nel male non può illudersi di uscirne in un battibaleno, la catena a cui è legato è diventata lunga e pesantissima, e gli anelli sono così grossi che non li spezzi facilmente. Ecco perché i due anziani sono così pervertiti, infatti Daniele si rivolge loro così :

[…] Daniele disse al primo: «O uomo invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce, quando davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e l’innocente. Ora, dunque, se tu hai visto costei, di’: […]

Lo apostrofa con quel “invecchiato nel male” , ricordandoci così di non illuderci che diventando vecchi possiamo liberarci dei nostri peccati/vizi ché tanto il nostro corpo non ha più il vigore giovanile, ma anzi, se perseveriamo nel male, la nostra situazione peggiorerà sempre più.

Cari sposi, qual è la via d’uscita ? La virtù della temperanza , la perseveranza nel bene. Per combattere un vizio dobbiamo impegnarci a perseverare nella pratica della virtù contraria a quel vizio. Prendiamo ad esempio un vizio che tipicamente distrugge i matrimoni : la lussuria, cioè l’abbandono agli istinti e alle passioni della carne, ai piaceri venerei. Ebbene, essa si vince con la temperanza. Ed essa, come si applica ? Con l’austerità : termine desueto che sta ad indicare la rigidità del controllo su noi stessi.

Ed è così che , crescendo nelle virtù , la sposa Susanna ha trovato la forza e il coraggio di dire NO alla tentazione della lussuria.

Cari sposi novelli e sposi anziani, teniamo sempre alta la concentrazione sul nostro matrimonio, impariamo da Susanna a vigilare su noi stessi e a non invecchiare nel male, perché un errore ripetuto tre volte, alla quarta diventa un vizio !

Coraggio sposi, approfittiamo di questo ultimo scorcio di Quaresima per spaccare qualche anello della nostra catena.

Giorgio e Valentina

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