Non muore neanche se lo ammazzi

PADRE LUCA

“Non muoio neanche se mi ammazzano!” È la frase meravigliosa e stupenda, scritta da Giovannino Guareschi (1908 – 1968) nel suo Diario Clandestino, in piena prigionia durante l’ultimo conflitto mondiale. Riflette la caparbietà di un animo nobile, amante della vita e della sua famiglia, che, mosso da un amore più grande, lottò per sopravvivere a quelle immense difficoltà pur di tornare ad abbracciare i suoi cari.

Ma altro che Guareschi! Oggi contempliamo estasiati Gesù che, dopo un combattimento furibondo contro il Peccato e la Morte, vince e risorge per sempre, Lui è veramente l’Amore per eccellenza, talmente grande e forte che non muore nemmeno se lo ammazziamo: Mors et vita duéllo conflixére mirándo: dux vitae mórtuus regnat vivus!” (sequenza della Messa pasquale).

Dinanzi a questa certezza vorrei vedere come la luce pasquale illumina il vostro amore di coppia. Anzitutto ecco “Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare ad ungerlo”. Come sappiamo, queste pie donne vanno a finire di seppellire per bene Gesù perché due giorni prima tutto avvenne in fretta e furia e mancavano dettagli.

Sapete quante volte anche io ho voluto seppellire il dono del sacerdozio? Quante volte l’avrei sotterrato e imbalsamato se non fosse stato per Qualcuno? Perché esigente, perché mi chiedeva abnegazione e di mettermi da parte e lasciar posto a Dio e agli altri… L’ho fatto o consapevolmente tramite scelte o idee sbagliate o inconsapevolmente per negligenza, superficialità o distrazione. E a te, marito o moglie, ti è mai capitato di voler fare una buca e metterci il tuo matrimonio? Non è che qualche volta hai cercato di vivere come non fossi sposato, hai desiderato di essere “uccel di bosco”?

Quella massiccia lastra circolare che chiudeva il sepolcro di Gesù ci ricorda il nostro “cuore di pietra” (Ez 26, 36). Sotto un macigno pesante ammetto di aver anche io a volte ricoperto l’amore che Gesù mi ha donato come figlio e poi come sacerdote. Che sciocco sono stato!

Potrebbe darsi che anche voi abbiate tentato di coprire il vostro rapporto con Gesù e la vostra relazione di amore coniugale, così fresca e scoppiettante all’inizio ma con tempo poi ingiallitasi. Ogni badilata di terra erano le scuse per non pregare perché troppo stanchi, le critiche alla tua diversità, il cercare i miei sacrosanti spazi e tempi di libertà, i miei progetti che non ti condivido, le mie battutine su altri/e in tua presenza, la voglia di “qualcosa di nuovo” nella nostra intimità, i silenzi di morte al posto della condivisione, le mie dimenticanze sui nostri eventi importanti… e una lunga serie di eccetera.

A un certo punto della vita allora può balenarti in testa una domanda: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Ossia, come rimediare a tanti pesi che mi hanno stancato, che mi hanno tolto entusiasmo e voglia di camminare ancora con te? “Ma si può andare avanti così nel matrimonio? Sto perdendo anni preziosi, meglio lasciarsi”.

La cosa veramente bella è che è stato tutto inutile perché “la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande”.

Per caso sto dicendo che Gesù, con un bel “bididibodidibù”, risolve ogni cosa? Così, alla David Copperfield? Assolutamente noi, come diceva il grande Vescovo di Ippona: “Dio che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te” (Agostino, Sermones ad populum, CLXIX, n. 13).

Sto dicendo che Gesù in quanto lo Sposo della Chiesa (che siamo tutti noi) sapeva bene di che pasta siamo fatti. E agli sposi ha dato il dono magnifico e stupendo del sacramento del matrimonio.

In esso è contenuto un tesoro inaudito, una caterva di pietre preziose e diamanti che possono plasmare il povero amore umano, così fragile e volubile, in una capacità fedele e costante di dono di sé.

Come mai? Perché questo amore nostro viene cambiato da dentro, viene imbevuto, impregnato dall’amore di Cristo per la sua Sposa. Senti cosa dice il Concilio Vaticano II, nella Gaudium et Spes: “Il Salvatore degli uomini e sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre, rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa così anche i coniugi possano amarsi l’un l’altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione” (GS 48).

È così perché “Cristo, risorto dai morti, non muore più”!

Prova a cambiare “Cristo”, per “il nostro amore nuziale” e la frase non fa una piega. Dato che Gesù è con voi sposi sempre, il suo Amore è dentro al vostro amore, se collaborate con la Grazia, il vostro amore non morirà mai!

Si può forse dividere il caffè dal latte una volta che ti portano un bel cappuccino schiumoso in tazza grande? La fusione tra amore umano e Amore Divino che è avvenuta nel Sacramento è ben più profonda e inscindibile

Per questo la Sua Risurrezione è anche la vostra, non solo alla fine dei tempi ma anche adesso, già in questa vita potete vivere da risorti contando sempre su un Amore che si rinnova sempre e non invecchia mai.

Gesù è con voi sposi, per quello l’angelo anche oggi vi dice: “Non abbiate paura!”. Non temete di venire meno nel lungo percorso di vita assieme e nemmeno temete il peso delle vostre fragilità. Se camminate con Lui, se vi fate guidare dallo Spirito.

Potete certamente ignorarLo, potete far finta che non ci sia, potete smettere di ascoltarLo ma Lui rimane sempre con voi, pronto a sostenere ogni vostro gesto di amore.

Io, come sacerdote, voglio “vivere da risorto”, cioè questa Risurrezione non è solo di oggi e da domani tutto torna alla routine. Tipo, la Candelora non è mica tutti i giorni! Invece la Risurrezione sì. Nell’augurarti Buona Pasqua, cara coppia, spero che ogni giorno tu sappia far vedere che Gesù è davvero vivo e risorto in voi!

ANTONIO E LUISA

Quello che dice padre Luca è proprio vero. Perchè tanti matrimoni falliscono? Anche quando sono celebrati in chiesa con tanto di sacramento incluso. Forse la Grazia di Dio aiuta più alcune coppie rispetto ad altre? Oppure Gesù preferisce mettere casa con alcuni e con altri no? Certo che non è così! Don Dino, un sacerdote che ci ha insegnato tanto diceva sempre a noi sposi: “Ricordate: solo con la Grazia non si fa nulla, solo con la volontà non si fa nulla, con la Grazia e con la volontà si può fare tutto!

Ecco la Grazia non è una magia ma è un aiuto concreto da parte di Gesù. Un aiuto che va però a sostenere il nostro amore, che seppur limitato e misero dobbiamo darlo. Significa metterci tutta la nostra volontà e il nostro impegno. Come non ricordare le nozze di Cana! Gesù può davvero fare miracoli ma le giare non le ha riempite Lui. Ci viene chiesto solo questo: riepire le giare con il nostro poco. Io e Luisa abbiamo tantissimi difetti e tantissimi limiti ma non abbiamo mai messo in discussione che la nostra vita passasse dal matrimonio. Ci abbiamo messo tutto e questo ha fatto la differenza, almeno fino ad ora.

Buona Pasqua.

Padre Luca con Antonio e Luisa

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