Più forti della tempesta

Padre Luca

Tempo fa ero al matrimonio di una coppia di amici. Erano giovani, la loro lunga lista di nozze era stata ampiamente esaudita, la nuova casa era il regalo dal papà di lui, entrambi avevano un buon lavoro, belle macchine, persone sportive e intelligenti, sani: che magnifico futuro si prospettava loro! Vedendoli così raggianti e felici, mi sono chiesto: chissà come e quando Gesù sarebbe entrato veramente nella loro storia.

Nelle letture di oggi, in particolar modo nel Vangelo, vediamo un Gesù che irrompe nella nostra vita in modo del tutto inaspettato. E che fa? Gesù ci porta al limite delle nostre possibilità, ci fa arrivare l’acqua alla gola. Ma come mai? Lui che è tanto buono e misericordioso! Mistero… pare che a Lui piaccia fare così. Quel che sì è certo è che a Giobbe ha tolto tutto: averi, figli, beni immobili, quasi la salute… per un pelo non ci lascia le penne. A Pietro ha tolto il controllo della barca e della pesca, lui che del suo mestiere era un professionista… altre volte Gesù non organizza nulla per il pranzo sapendo di trovarsi in mezzo a migliaia di persone da sfamare e gli apostoli non sanno più letteralmente “che pesci pigliare”. E così via, la lista potrebbe continuare.

Lui usa questo modo di fare, è il suo stile, tra poco vedremo perché. Ma prima vorrei che vi domandaste: Gesù ha fatto a voi qualcosa di simile? Avete mai sperimentato che non tornano i conti a fine mese? Avete provato mai il disorientamento e di non aver più il controllo della situazione e della vostra vita? Una malattia vi ha fatto pensare seriamente di non farcela? O avete mai toccato il fondo?

Se avete vissuto qualcosa del genere, allora siete nelle condizioni per essere una creatura nuova perché Gesù in tal modo vi ha messo davanti a un bivio: o sfiancarsi lottando con tutte le proprie forze per risolvere il problema oppure ripartire arrendendosi a Lui.

Se ci pensate, facendo riferimento alla coppia iniziale, quando tutto va bene e ogni cosa è sotto controllo, noi ci abituiamo a confidare fondamentalmente nel conto in banca ed è per quello che la tempesta poi ci coglie impreparati e ci fa andare in angoscia. Piuttosto arrendiamoci a Dio, alla sua onnipotenza.

Un grande maestro della vita spirituale, Dom Lorenzo Scupoli (1530-1610) ha scritto un breve opera chiamata “Combattimento spirituale” in cui offre preziosissimi consigli su come amare Gesù e vivere nella Sua Volontà. Vi elenco le quattro regole per vivere nell’abbandono:

1ª regola: “chiedi a Dio questa profonda virtù con grande umiltà. Dobbiamo ricordare che per chiedere umilmente dobbiamo essere pronti a cambiare le nostre vite e i nostri cuori in totale abbandono a Lui”.

2ª regola: “Contempla con una fede ardente l’immenso potere e l’infinita saggezza di Dio. Dobbiamo sempre e ovunque cercare di cogliere l’eterna gloria di Dio. In tal modo, alla fine ci renderemo conto dell’insufficienza della nostra capacità di comprendere le sue realtà celesti”.

3ª regola: “Ricorda la promessa delle Sacre Scritture che nessuno che ripone la propria fiducia in Dio sarà sconfitto”. 

4ª regola: “Con ogni azione dobbiamo continuamente tenere presente le nostre debolezze e la potenza eterna di Dio. Questo equilibrio di contemplazione tra sfiducia in sé stessi e fiducia in Dio ci consente di ricordare costantemente ciò che temiamo in noi stessi e ciò che speriamo nell’amore divino di Dio, quindi, ordinando correttamente la nostra vita verso la resa totale”.

Gesù oggi vuole ricordare a voi coppie che siete creature nuove dal momento del Battesimo, cioè che Gli appartenete, siete già in Lui per sempre. Inoltre, con il Matrimonio, il vostro Amore l’avete consegnato a Lui, è Suo. Per questo poi Lui vi porta a volte fino al limite, per saggiare quanto queste verità siano state assimilate e siano parte della vostra vita.

Cari sposi, oggi è un vangelo davvero paradigmatico per la nostra vita cristiana: che le tempeste presenti o future ci aiutino a confidare incessantemente nello Sposo e nell’Amore che Lui ha per noi.

ANTONIO E LUISA

Anche noi, come ogni coppia di sposi che si rispetti, abbiiamo affrontato tempeste, più o meno forti, nel corso degli ultimi 19 anni. Siamo sposati infatti da quasi vent’anni. In particolare abbiamo avuto un periodo buio dopo pochi anni di matrimonio. Colpa mia (sono Antonio) che non ho saputo subito prendermi carico delle nuove responsabilità e continuavo invece a pensare a quello a cui stavo rinuncando (uscite con gli amici, tempo libero, ecc.).

Luisa mi ha dovuto sopportare per alcuni mesi eppure non ha mai messo in dscussione la nostra unione. Ha continuato ad amarmi teneramente e tenacemente. Lo ha fatto perchè credeva, più che in me, nella presenza reale e attiva di Gesù nella nostra relazione. Questo le ha permesso di cambiare se stessa. Le ha permesso di trovare forza e senso nella promessa di Gesù che più che mai sentiva vicino in quel momento. Alla fine ha vinto lei. La sua tenacia e il suo amore gratuito e da me per nulla meritato mi hanno toccato il cuore e anche io sono cambiato.

Dio opera in tutti i matrimoni sacramento. Dobbiamo però fidarci e affidarci. Lui fa nuove tutte le cose ma prima di tutto deve fare nuovi noi. Solo cambiando noi stessi potremo cambiare l’altro e chissà anche il mondo intorno a noi.

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