L’autogenesi della coppia

Facendo i calcoli sono quasi 10 anni che ho ricevuto il dono di accompagnare coppie al matrimonio. Dai percorsi ordinari in parrocchia, più o meno lunghi, ai fidanzati “appioppati” da amici, confratelli o giunte per circostanze particolari. Forse saranno stati più di un centinaio in tutto. Devo ammettere tuttavia che ho riscontrato una certa caratteristica tra vari di loro che chiamerei “l’autogenesi della coppia”.

Per autogenesi mi riferisco a un modo di pensare in cui si vuole il matrimonio e la famiglia per una serie di scelte autoreferenziali. Perciò poi ci si esprime così: “ci siamo sposati… noi siamo i ministri del matrimonio… abbiamo fatto due figli… abbiamo messo su casa… abbiamo formato una famiglia…”.

È evidente che c’è molto di vero e bello in tutto ciò, difatti ricordando i loro volti sono proprio tutte persone buone, ben intenzionate, provenienti da contesti di fede ma probabilmente non si rendono conto di camminare in direzione opposta a quella che è la Parola presa in considerazione oggi.

Gesù con quella frase voleva mettere in chiaro che accogliere il dono dell’Eucarestia non era cosa scontata, non era conseguenza di un ragionamento logico. Tant’è vero che quanto Gesù parla di cosa sia l’Eucarestia nel modo più esplicito mai visto prima c’è stata una sollevazione generale, stracciamento di vesti, scandalo, delusione, ecc. e con Lui rimangono proprio “quattro gatti”.

Servatis servandis, vivere un matrimonio cristiano segue il medesimo principio. Parafrasando Gesù potremmo dire: “nessuno può vivere il sacramento se non lo attira il Padre mio”.

Ammetto che spesso ho vissuto così il mio sacerdozio, quando più o meno mi è parso di capire “come si fa” e ho smesso di considerare che mi trovo dentro a un Mistero infinitamente più grande di me. Credere o meglio illudermi di farcela da solo, di “autoprodurre” la mia vita di prete è stato di fatto una tentazione in cui spesso sono caduto.

Non sarà che sia successo pure a voi? O almeno un pochino?

Cari sposi, Gesù è proprio bravo a smontarci quando pensiamo di sapere qualcosa, quando ci sentiamo sicuri dietro ai nostri orpelli. Oggi ci ricorda che non possiamo fare un passo dietro a Lui se non ci è consentito.

Vi auguro di tutto cuore che Gesù metta in crisi le vostra false sicurezze e vi faccia sentire quanto è bello essere attirati con amore dal Padre.

ANTONIO E LUISA

Per noi è stato importante aver compreso che Gesù è il Salvatore della nostra vita e che senza di Lui saremmo stati schiavi in Egitto, ancora oggi. Con Lui abbiamo la pace nel cuore e questo forse ci permette di essere credibili. Almeno più credibili di prima. Non significa che siamo più bravi. Ci sono coppie molto più attrezzate di noi. Significa che cerchiamo di vivere ciò che raccontiamo.

Raccontiamo non una morale, ma la gioia di una vita vissuta alla presenza di Gesù nella Sua Chiesa. Con tutti i nostri limiti e i nostri peccati, che ancora ci sono e con cui dobbiamo combattere ogni giorno. Sempre pronti, però, a perdonarci e a ricominciare perchè il matrimonio, quando si è liberi dalle catene d’Egitto, è una meraviglia da assaporare tutto il tempo che Dio ci concederà su questa Terra.

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