Facciamo quattro chiacchiere assieme 4: il destino del sesso

Cari sposi,

            siamo giunto alla quarta e ultima chiacchierata estiva sul tema del sesso. Riassumendo per gli “operai dell’ultima ora” la prima volta abbiamo parlato sulla bellezza meravigliosa della distinzione sessuale di uomo e donna, del dono di essere persone sessuate; poi abbiamo approfondito il senso di tale differenziazione per arrivare a comprendere che una conseguenza di tale senso è la capacità di amare con un ordine già scritto dentro di noi, nel nostro corpo.

            Resta, per così dire, un ultimo passo da fare. Domandiamoci: dove ci porta tutto ciò? Ossia qual è la finalità, il destino di contenere in noi questa ricchezza che ci fa ad amare in un modo così grande? Esiste un destino alla nostra sessualità che vada ben oltre l’unione fisica ed emozionale dei corpi?

            Mentre vi scrivo siamo in tempo di pioggia di stelle. Anche voi come me siete stati in queste serate con il naso all’in su per ghermire più bolidi siderali possibili. Ho avuto la grazia, trovandomi in una valle alpina, di osservare uno spettacolo unico, mozzafiato: grazie al cielo nitido e pulito erano ben più visibili tantissimi astri e, come se non fosse abbastanza, sullo sfondo, da nord a sud, splendeva la maestosa e immensa Via Lattea.

            Parlare di stelle è assai affine al tema del sesso. Sì, avete capito bene, non sto andando “dalle stelle alle stalle” ma davvero il nostro corpo punta proprio lassù. Il punto di connessione tra sesso e stelle è dato dalla parola “desiderio”. Alla lettera, in latino, desiderio significa precisamente il contemplare le stelle. E come mai allora il desiderio ha un forte connotato sessuale? La risposta a che vedere appunto con il fine, il destino del sesso, che non è la terra ma il Cielo.

            Ma per aprirvi ancora di più l’appetito, inizio da un articolo apparso su Repubblica  un paio di anni fa che afferma senza mezzi termini che il sesso non porta con sé nulla che faccia pensare a un destino. Leggetelo, è un bell’esempio del pensiero mainstream secondo cui il corpo, il sesso, sono oggetti a nostra piena disposizione, ad uso e consumo libero ma soprattutto non esiste un orizzonte che vada oltre il fisico. Per cui, niente Cielo; il sesso andrà prima o poi in pasto alle lumache.

            Noi invece si parte, come già detto la prima volta, dallo stupirci di come siamo e di ciò che abbiamo ricevuto, si parte dalla constatazione del dono che un Altro ci ha fatto. E contrariamente a una visione gnostica e manichea che si è infiltrata nel cristianesimo fin dai primi secoli, la nostra carne, la nostra sessualità è intrisa di Dio.

            Tanto a mo’ di esempio, mi raccontava un’amica che aveva conosciuto una coppia giovane, credenti e desiderosi di vivere la fede. Ma, al momento di fare l’amore, giravano il quadro del Sacro Cuore sopra il letto… Pare strano ma ancora oggi ciò accade, frutto di una mentalità gnostica che si è installata nel nostro disco rigido e non c’è Kaspersky che la possa togliere.

Quando Papa Francesco in Amoris Laetitia dice che: “i coniugi danno forma con vari gesti quotidiani a questo «spazio teologale in cui si può sperimentare la presenza mistica del Signore risorto»” (AL 317), nel fondo sta affermando proprio il tema di fondo: il sesso punta al Cielo e può farvelo sperimentare già qui ed ora.

Mi colpisce che questo passaggio sia stato preso da un documento chiamato “Vita Consecrata”, che è stata scritto da S. Giovanni Paolo II per le persone consacrate. Ossia, la via mistica non è una prerogativa di preti e suore ma anche voi sposi la potete percorrere. Come? Ritirandovi in un convento una volta anziani? Assolutamente no, ma vivendo la vita ordinaria e la vostra capacità di esprimere l’amore tramite i vostri corpi, con la tenerezza, con la cura reciproca, con la passione fisica. Questa strada verso le vette mistiche è tutta vostra cari sposi. Noi consacrati per secoli vi abbiamo indicato come si raggiunge l’unione con il Signore tramite la separazione dal mondo, pensate a quante abbazie, monasteri, eremi fuori dai centri abitati, il tutto per trovare Dio. Quella rimane senza dubbio una strada sicura, ma ora più che mai tocca a voi predicarci e gridare al mondo che i vostri corpi sono un segno che punta al Cielo e non solo ma anche un anticipo di Cielo.

Ricordatevi dei tre altari su cui si celebra l’amore di Dio: 1) l’altare della Messa; 2) il talamo nuziale; 3) la mensa famigliare. Voi siete i protagonisti di ben due di 3, vi pare poco?

Ma attenzione, il terreno della sessualità è melmoso, facilmente si può scadere nei due eccessi che Karol Wojtyła, in “Amore e responsabilità”, chiamava “libertinismo” e “puritanesimo”. Il secondo l’ho appena menzionato poco sopra e il primo è chiaro, è ciò che il mondo ci urla alle orecchie in tutti i modi. Voi sposi nel vivere la vostra sessualità siete chiamati a navigare in mezzo a questi due Scilla e Cariddi. E qui torna utile quanto vi dicevo la volta scorsa: perché la sessualità compia il suo fine bisogna saperla vivere in modo ordinato. Il ché suppone essere persone mature, capaci di dominarsi per amore, consapevoli del misterioso e profondo significato che il corpo contiene e non può usato solo come oggetto di piacere.

            Concludo così questo articolo con un paragrafo preso da un libro che davvero vorrei leggeste, il titolo è assai intrigante e attraente, “Mistica della carne” di Fabrice Hadjadj. La citazione è presa da un capitolo intitolato “Sesso e Trinità” a pagina 176 e 177. Non potevo concludere in modo migliore facendo riferimento a dove abbiamo iniziato, cioè dall’immagine e somiglianza della coppia con Dio Trinità. L’autore quindi scrive così: “Che cos’è questo divino mistero di Elohim, quest’unico Dio che contiene un plurale? Il dogma lo chiama Trinità. […] E dunque avrò io abbastanza pietà per credere che questo santissimo mistero, che trascende la mia ragione, ha lasciato la sua impronta nel mio bassoventre? Basta che guardi al mio sesso. […] Se non avessimo perduto la nostra innocenza, i nostri occhi potrebbero dischiudersi senza ridere: l’icona della Trinità si nasconderebbe nei nostri pantaloni”.             Ecco cari amici sposi, ci sarebbe ancora tanto da dire ma mi fermo qui. Spero che queste quattro chiacchierate vi abbiano aiutato a guardarvi con vero stupore e a saper andare in profondità e cogliere il Mistero di amore che contiene il vostro cuore e il vostro corpo, uno stupore che non farà che ingigantirsi quando in Cielo potremo vedere faccia a faccia il compimento di ciò che siano adesso solo in germoglio.

Padre Luca Frontali

Entrate nel gruppo whatsapp  o Iscrivetevi al canale Telegram

Per acquistare i nostri libri Influencer dell’amore – L’ecologia dell’amore – Sposi sacerdoti dell’amore

Per iscrivervi al canale youtube cliccate qui oppure per seguire i nostri podcast cliccate qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...