Un matrimonio da Dio!

Già ci era andato molto vicino Aristotele quando gli chiesero: “Cosa è l’amicizia?” E lui rispose: “un’anima sola in due corpi”. Bravo! Stupendo! Meraviglioso!

Ma oggi Gesù ci dice qualcosa che supera uno de maggiori filosofi dell’antichità perché con il sacramento del matrimonio si va ben oltre.

Andiamo con calma. Vediamo anzitutto quello che accade a Gesù. I farisei, da inviati delle Iene ante litteram, pongono a Gesù un domandone teologico molto difficile da risolvere. In effetti si trattava di una disputa di lunga data. Difatti, da oltre un secolo, due scuole talmudiche guidate dai rabbini Hillel e Shammai non riuscivano a mettere la parola fine alla questione del divorzio. La prima era di manica larga e così ammetteva il divorzio in tanti casi; ad esempio, se la moglie non avesse cucinato bene. La seconda invece era più conservatore e lo concedeva solo per trasgressioni gravi alla Torah.

Da quale parte si pone Gesù? Da nessuna delle due… Gesù le supera alla grande e va al Principio. Nel fondo rigira la domanda iniziale – quando è lecito divorziare – a una vera e propria provocazione a tutti i presenti: “qual è la misura dell’amore?” O anche: “fin dove sei disposto ad amare: come vuole Dio al principio o barattando questa verità al modo umano?”

Gesù oggi mostra che l’amore nuziale discende direttamente da Dio come un dono. Il criterio, l’orizzonte, la misura, il metro per intendere è l’amore è Cristo. Perciò, gli sposi non devono sentirsi schiacciati (hai presente il povero Atlante, con il tutto il globo terraqueo sulle spalle?) e soffocati da un dover essere fedeli.

Piuttosto il sacramento del matrimonio contiene prima di tutto il dono di amarsi alla Dio, come ci ama Dio. Anziché dire: dobbiamo essere fedeli perché così lo dice la Chiesa, la Bibbia, ecc. dovreste pensare: noi due abbiamo il dono, la grazia, il “potere” di amarci in un modo tale da diventare una sola carne, una sola esistenza, una sola vita, proviamoci ogni giorno!

Quando il Signore vi chiede qualcosa – e in questo caso è l’indissolubilità, la fedeltà nel tempo – è perché prima vi ha dato la forza e la grazia per viverla.

Lo dice molto meglio di me Papa Francesco: L’indissolubilità del matrimonio (“Quello, dunque, che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”: Mt 19,6), non è innanzitutto da intendere come “giogo” imposto agli uomini, bensì come un “dono” fatto alle persone unite in matrimonio” (AL 62).

Concludo con un grazie sincero e dal cuore per tutte voi coppie che si sforzate di mettere in pratica questo dono. Avendo davanti a me volti concreti, vorrei davvero dirvi grazie per l’enorme bene che fate con i piccoli o giganteschi vostri sforzi per assecondare questa grazia, a volte in situazioni davvero difficili. Voi siete la testimonianza più autentica e genuina che Dio è veramente fedele al suo Amore per ciascuno di noi.

ANTONIO E LUISA

Gesù parla al cuore dell’uomo. Sta rispondendo ai farisei, ma sta rispondendo anche ad ognuno di noi. Gesù va dritto al cuore e ci chiede di essere onesti. Ci chiede di credere a quel desiderio che ci ha messo dentro Dio stesso. Fin dalle origini. Il nostro cuore desidera un amore radicale. Abbiamo bisogno di amare in modo totale, abbiamo bisogno di amare in anima, in corpo, in tempo, in dedizione, insomma in tutto.  Abbiamo bisogno di amare nella vita di tutti i giorni e per tutti i giorni. Abbiamo bisogno di essere amati così.

Quando si ha il coraggio di superare la paura e di sposarsi, cioè di promettere di amarsi in questo modo è davvero meraviglioso. Si comprende finalmente chi siamo e perchè siamo al mondo. Si comprende la nostra umanità e si scoprono parti di noi sconosciute a noi stessi. E’ bellissimo il giorno del matrimonio, ma forse lo è ancor di più ogni mattina che ci sveglia insieme e si rinnova quella promessa. Con uno sguardo, con una parola, anche nel silenzio riempito dalla presenza del’altro/a. Una promessa che si rinnova sempre anche quando ci sono stati giorni in cui non abbiamo dato il meglio di noi, anzi forse abbiamo mostrato il peggio. Proprio grazie a questa esperienza di amore gratuito, fedele e indissolubile abbiamo compreso cosa Gesù intendesse dire ai farisei.

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