La legge non mortifca ma apre alla verità dell’amore.

Per iniziare la riflessione di oggi mi faccio aiutare dalle parole del Papa, pronunciate solo pochi giorni fa durante l’ultima udienza del mercoledì. Il Papa ha affrontato, attraverso la Lettera ai Galati, il tema della giustificazione. Giustificazione che non avviene per nostro merito ma sempre per grazia. E’ dono di Dio. Ad un certo punto Papa Francesco afferma:

Perciò non dobbiamo concludere, comunque, che per Paolo la Legge mosaica non abbia più valore; essa, anzi, resta un dono irrevocabile di Dio, è – scrive l’Apostolo – «santa» (Rm 7,12). Pure per la nostra vita spirituale è essenziale osservare i comandamenti, ma anche in questo non possiamo contare sulle nostre forze: è fondamentale la grazia di Dio che riceviamo in Cristo, quella grazia che ci viene dalla giustificazione che ci ha dato Cristo, che ha già pagato per noi. Da Lui riceviamo quell’amore gratuito che ci permette, a nostra volta, di amare in modo concreto.

Udienza generale del 29 settembre 2021

In questa riflessione di poche righe ci sono ben due affermazioni fondamentali. Verità che è bene che ogni sposo (o sposa naturalmente) interiorizzi.

Perciò non dobbiamo concludere, comunque, che per Paolo la Legge mosaica non abbia più valore; essa, anzi, resta un dono irrevocabile di Dio, è – scrive l’Apostolo – «santa». Da Lui riceviamo quell’amore gratuito che ci permette, a nostra volta, di amare in modo concreto.

Ho preso la frase iniziale e quella finale. Perchè è importante evidenziare che la legge mosaica (i 10 comandamenti per intenderci) non è qualcosa di sorpassato, non è stata cancellata da Gesù. Dirò di più: la legge morale ci permette di amare l’altro in modo concreto. E’ importante che il Papa lo abbia ribadito perchè questo aspetto è spesso sottovalutato. Tante coppie, anche cristiane, pensano che l’unico aspetto importante, nella relazione, sia il sentimento. La passione. Mi riferisco in particolar modo ai rapporti sessuali nel matrimonio. Ormai gli stessi cristiani non si fanno tanti scrupoli ad usare anticoncezionali, ad avere rapporti incompleti e a vivere la sessualità non come un incontro intimo. Un incontro dove, attraverso la comunione completa e totale dei corpi, avviene la comunione di tutta la persona in tutte le sue componenti corporee, emotive, intellettuali e anche spiriituali. Spesso anche nel matrimonio ci si accontenta del piacere derivante dalla genitalità e non si perfeziona il resto. Badate bene: il Papa definisce la legge come dono di Dio. Ci tiene ad evidenzare, come peraltro ha sempre fatto, che la legge è una grande opportunità che ci viene data. Non è qualcosa di frustrante ma è liberante. Per questo è importante riconoscerci in un cammino di crescita. Se usiamo metodi anticoncezionali perchè crediamo di non poter fare altrimenti Gesù non ci condanna. Aiuto adesso mi tiro addosso le ire dei tradizionalisti. E’ davvero ciò che penso. Penso che siamo noi a condannarci ad una relazione che non è piena e che non permette una vera comunione. Non è vero nutrimento per la relazione e per la nostra anima. Quindi pensateci. Pensateci però non con l’idea di un Dio che guarda cosa facciamo sotto le coperte e ci condanna. No! Questo non è il nostro Dio. Pensateci come quei discepoli che si mettono alla sequela di Cristo e vogliono essere sempre più uno nella coppia e uno con Cristo. Pensateci non per paura dell’inferno, ma per assaporare sempre più quella bellezza a cui tutti gli sposi sono chiamati. Per assaporare un momento di paradiso già qui. Sperimentare la bellezza e il piacere autentico anche nel fare l’amore. Non accontentatevi e cercate, anche a piccoli passi, di avvicinarvi sempre più ad una sessualità davvero cristiana, cioè davvero umana.

Non possiamo contare sulle nostre forze: è fondamentale la grazia di Dio che riceviamo in Cristo, quella grazia che ci viene dalla giustificazione che ci ha dato Cristo, che ha già pagato per noi.

Come raggiungere questa pienezza e bellezza? Ce lo indica sempre il Papa nella parte centrale del pensiero che ho riportato: la vita di fede e i sacramenti. La nostra relazione è essa stessa sacramento. Come ho più volte scritto, l’unione intima degli sposi è gesto sacramentale. Eppure non basta. E’ importante vivere la nostra relazione con Gesù anche personalmente. E’ importante entrare in relazione con Lui attraverso la preghiera ed è importante attingere alla Grazia attraverso l’Eucarestia e la Riconciliazione. Solo così fare l’amore con nostra moglie o con nostro marito ci avvicinerà sempre più a Dio e fare l’amore con Dio (essere uno con Lui nell’Eucarestia che è corpo) ci aiuterà ad essere sempre più in comunione con la persona che abbiamo accanto. La nostra fede è qualcosa di meraviglioso! Non è soltanto spirituale, ma si manifesta nel corpo e nella concretezza della nostra vita di coppia vissuta pienamente grazie alla legge morale che Dio ci ha donato.

Antonio e Luisa

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