Domenica e famiglia : un connubio possibile / 34

Continuiamo la preghiera Eucaristica I seguendo il Messale :

Intercessione per i vivi .
Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli [N. e N.].
Congiunge le mani e prega brevemente per quelli che vuole ricordare.
Poi, con le braccia allargate, continua:

Ricordati di tutti coloro che sono qui riuniti, dei quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo e anch’essi ti offrono questo sacrificio di lode, e innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.

La Chiesa non è solo quella che vediamo organizzata con le umane istituzioni, poiché essa è la porzione più piccola ed anche la meno santa, non dobbiamo dimenticare che la Chiesa è composta da tre porzioni : quella trionfante (in Paradiso, con angeli e santi, con la Madonna e Gesù), quella purgante (in Purgatorio) e quella militante (ancora su questa terra). Nella preghiera Eucaristica I sono menzionate tutte e tre queste porzioni di Chiesa, e per ognuna di essa ci sono preghiere intrise di una fede immutata di sempre.

Fin dalle prime volte che ascoltammo queste parole di intercessione per i vivi ci sentimmo un po’ interpellati, poiché il sacerdote prega per “coloro che sono qui riuniti, dei quali conosci la fede e la devozione“. Forse eravamo un poco distratti dall’ambiente esterno, non pienamente consapevoli di cosa stesse accadendo, eppure il sacerdote pregò con queste parole e destò subito la nostra attenzione… nonostante siamo qui un po’ distratti il prete prega per noi, intercede presso Dio al posto nostro ed in favore nostro, raccomandando noi presso l’Altissimo e quasi assicurando lui in prima persona circa la bontà della nostra fede e devozione… che coraggio !

Che coraggio cha dimostra la Chiesa nel mettere sulla bocca dei nostri sacerdoti una simile ardita preghiera !

Cari sposi, ma siamo proprio così sicuri di poter meritare che il nostro parroco ci metta la faccia al posto nostro davanti al Signore Onnipotente quasi scommettendo sulla nostra fede e devozione ?

Se ci fermiamo un attimo a pensare dobbiamo dedurre che la Chiesa ha in grande considerazione i suoi figli che ancora militano su questa terra, viene da pensare che sia più convinta lei della nostra fede piuttosto che noi stessi. Certamente questa preghiera è ardita e ci dà tanto materiale su cui lavorare per un sincero esame di coscienza e per un serio lavoro di conversione personale e di coppia.

Succede così anche nelle cose umane : se il capoufficio andasse dal datore di lavoro per aiutarci nella promozione, e si mettesse ad esaltare la dedizione che abbiamo per il nostro lavoro, la cura dei dettagli e la precisione che profondiamo in ogni aspetto della nostra mansione, sicuramente ci daremmo da fare per essere all’altezza della nostra descrizione così fin troppo generosa. Similmente accade lo stesso in questa preghiera in cui la parte del capoufficio è affidata al sacerdote che celebra.

Cari sposi, abbiamo un intercessore che parla bene di noi davanti all’Altissimo, a noi il compito dunque di esserne degni affinché le sue parole diventino sempre più realtà viva.

La seconda parte della frase parla del “sacrificio di lode” , sembrano due parole apparentemente in contrasto tra loro poiché siamo soliti associare alla parola “sacrificio” un’azione che ci costa un po’ di fatica mentre invece lodare il Signore ci appare un’azione gioiosa e quasi rilassante. Le parole a cui si rifà questa preghiera sono parole che troviamo in alcuni Salmi ma anche negli scritti paolini, perciò non sono invenzioni della Chiesa, sono parole che la Chiesa ha fatto sue e le ha raccolte nelle sue orazioni sullo stile di preghiera imparato nella Bibbia.

E proprio imitando lo stile della Parola di Dio la Chiesa ci insegna che dare lode a Lui è un sacrificio nel senso etimologico del termine, cioè significa “fare qualcosa (un rito) di sacro” oppure “rendere sacro“. Ed in effetti lodare Dio è un’azione sacra che coinvolge tutto l’essere, poiché attraverso la lode si sperimenta la misericordia di Dio, ci si abbandona a Lui, si partecipa della gioia dello Spirito Santo, si ritrova la pace perduta, ecc… ma è anche un sacrificio nel senso che rinunciamo a qualcosa per amore di Dio.

Infatti, se innanzitutto e soprattutto cominciamo a lodare il Signore certamente rinunciamo a presentarGli le nostre interminabili richieste di vario tipo, ordine e grado. Se la nostra preghiera fosse solo una supplica sarebbe povera perché incentrata sui nostri bisogni e quindi si correrebbe il rischio che il centro della preghiera non sia la comunione con Dio né un dialogo con Lui né tantomeno Lui stesso, ma il centro saremmo noi stessi con i nostri bisogni (presunti o reali) di questa vita. Se invece imparassimo a lodare sempre e comunque scopriremmo che niente è scontato, scopriremmo la grandezza del ringraziamento, la grandezza di una fede certa ed indefettibile in un Dio che ci è Padre e ci accompagna ; con la sua misericordia ci precede e ci guida ; impareremmo inoltre a confidare in un Dio che non delude chi confida in Lui; diremmo ai nostri problemi che non ci vinceranno perché abbiamo Dio come Padre; invece di parlare con Dio facendo il resoconto delle nostre problematiche e chiedendo la soluzione che noi pensiamo migliore faremmo come Maria a Cana, e cioè ci limiteremmo a presentarGli i nostri problemi ma lasciando a Lui il pieno potere e controllo sulla nostra vita e sui problemi.

In poche parole il sacrificio della lode è una vera scuola di preghiera.

Da ultimo, questa preghiera Eucaristica I ci insegna le priorità nella vita : “per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.” Come potete notare la prima e necessaria cosa da chiedere all’Onnipotente è la nostra redenzione ; la salute fisica è all’ultimo posto. Chi ha orecchie per intendere…

Giorgio e Valentina.

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