Domenica e famiglia : un connubio possibile / 35

Continuiamo l’analisi della Preghiera Eucaristica I, la quale dopo la menzione della porzione di Chiesa pellegrina ( vedi puntata precedente ), continua con la memoria della Chiesa trionfante:

Memoria dei santi. In comunione con tutta la Chiesa, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre Vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i tuoi santi apostoli e martiri : Pietro e Paolo, Andrea, [Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo ; Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano] e tutti i tuoi santi : per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione. Con le braccia allargate, prosegue : Accetta con benevolenza, o Signore, questa offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia : disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge dei tuoi eletti.

Come abbiamo già ricordato nel primo affondo sulla Preghiera Eucaristica I, qua sono citati 24 nomi di santi apostoli e martiri, che richiamano sicuramente i 24 vegliardi che nella visione di Giovanni nel libro dell’Apocalisse stavano intorno al trono dell’Agnello. Sicuramente è stata fatta una scelta che necessariamente ha “escluso” alcuni santi, i quali non sono stati discriminati per chissà quali ragioni, ma semplicemente bisognava stare nel numero di 24 e siccome i primi 12 sono gli Apostoli restavano liberi solo altri 12 nomi; ed in questo secondo elenco ci sono 12 papi, vescovi e martiri dei primi tempi del cristianesimo, è una scelta dettata un po’ dall’epoca in cui è stata redatta questa preghiera e un po’ dal fatto che ricordare questi primi santi ci aiuta a non perdere memoria delle radici anche storiche della nostra fede e secondariamente ci ricorda che il sangue dei martiri genera nuovi cristiani come il concime per il terreno.

Ovviamente non si può citare la Chiesa trionfante senza nominare la Madonna, ed infatti la preghiera comincia proprio con il suo ricordo e la sua venerazione; vogliamo far notare che in queste poche parole iniziali sono contenuti già molteplici insegnamenti a cui accenneremo solo, sia per limiti personali sia perché non è il nostro obiettivo primario. Mettiamo in evidenza qualche parola:

  • In comunione con tutta la Chiesa. Già da questa apertura possiamo notare come la Messa sia fonte di unità non solo per tutto il popolo convenuto alla celebrazione, ma anche e soprattutto ci unisce alle anime del Paradiso, è quell’atto rituale che ci fa sperimentare la cosiddetta comunione dei santi; l’abbiamo ripetuto più volte ma è sempre bello ricordare che la Messa è un anticipo su questa terra delle realtà celesti, in altre parole un antipasto del Paradiso. E perché siamo in comunione? Perché la liturgia del Cielo è una lode perenne all’Agnello, il quale ha sicuramente accanto a sé la Sua Madre Santissima che riceve la giusta venerazione che Le spetta in quanto Madre di Dio e Regina del Cielo.
  • Ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre Vergine Maria. E’ un condensato di Catechismo questa frase, perché ci ricorda di venerare la Madonna e non di adorarla, poiché Ella è una creatura, certo la più sublime e la più perfetta, la tutta bella, la tutta santa, ma pur sempre creatura e non una dea, o una sorta di Dio Padre al femminile. Poi ci dice che è gloriosa, altro che la ragazzina un po’ sprovveduta ed incosciente che ha accettato dall’arcangelo Gabriele la proposta del Padre come fosse un giochetto, altro che una ragazza come tante, altro che una brava ragazza come ce ne sono tante, NO! Queste sono solo alcune frasi che abbiamo sentito in più di qualche omelia purtroppo, sono tentativi malriusciti di sminuire la figura gloriosa della Madre di Dio. Non vogliamo approfondire questa tematica ma vogliamo porre una domanda provocatoria: ma vi pare che il Padre abbia pazientato per secoli la pienezza del tempo per inviare il Suo unico Figlio e lasciarlo in mano ad una ragazzina sprovveduta, una tra tante, una qualunque? Non vi sembra ovvio e logico che si sia preparato una madre degna di ospitare nel proprio utero purissimo nientedimeno che il Dio fatto uomo, il Messia atteso da secoli, il Salvatore del genere umano? Non avremmo forse agito così anche noi al posto del Padre?
  • Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo. Anche qui si ribadisce una verità della nostra fede, e cioè non solo che la Madonna è madre, ma soprattutto che lo è del nostro Dio. L’accento non è sulla maternità di Maria, ma sull’Incarnazione del Verbo di Dio come vero uomo. Ed anche quest’accentuazione sbugiarda da sola le maldicenze che vogliono farci allontanare dalla Madonna con la scusa che essa ci allontanerebbe da Dio, infatti la seconda parte della frase annota che questo Dio è il Signore nostro Gesù Cristo. Quindi la presenza della Madonna non mette in secondo piano né svilisce Gesù, ma al contrario : siccome a Dio è piaciuto donarci Gesù attraverso Maria, chi siamo noi per toglierla di mezzo e decidere di poter fare a meno di lei?
  • San Giuseppe, suo sposo. Anche per il glorioso San Giuseppe vale la stessa domanda provocatoria di poco fa: se voi foste stati al posto di Dio Padre avreste affidato il vostro unico figlio ad un falegname/carpentiere qualunque? Se già è stata scelta la madre purissima di quel bambino preziosissimo (che è il Salvatore/Messia), poteva essa fare affidamento su uno sposo come tanti, o bisognava trovare un uomo speciale per questa missione speciale? La risposta logica ci fa capire come San Giuseppe sia spesso sottovalutato come una figura di secondo piano, purtroppo ancora poco conosciuto, amato, pregato, venerato. Ed invece è la persona sulla quale ha scommesso la propria quotidianità la Madre di Dio; la Regina del Cielo, la Vergine purissima, poteva sposare un uomo che non avesse la dignità di un re? Poteva dirsi sposa di un uomo non purissimo, di un uomo non casto? Impossibile! Perciò cari sposi, quando si dice che la famiglia è una chiesa domestica, quale migliore modello possiamo avere se non la Santa Famiglia?
  • E tutti i tuoi santi : per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione. Dopo San Giuseppe c’è l’elenco dei 24 nomi di cui sopra, e poi si chiede al Padre di esaudirci non per la bontà delle nostre richieste, ma per i meriti di questi nostri fratelli che ci hanno preceduto. Cari sposi, la Santa Messa è anche una scuola di preghiera: quando ci troviamo di fronte ad una difficoltà dobbiamo far ricorso ai santi, e presentare al Signore la nostra richiesta attraverso i meriti dei santi che invochiamo, perché il Signore si intenerisca di fronte ai suoi figli prediletti che già stanno vicino a Lui nella gloria del Paradiso, e magari sono quei 24 vegliardi che incessantemente cantano la lode e la gloria dell’Agnello.

Coraggio famiglie, la Domenica possiamo sperimentare la comunione dei santi, invocandone l’intercessione, abbiamo degli amici in Cielo e per il posto in Paradiso si può essere dei “raccomandati“.

Giorgio e Valentina.

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