Due che pregano, due in missione.

Come sposi cristiani abbiamo una grande chiamata di diventare emanazione dell’amore di Dio su questa terra, con la preghiera e con le opere. La preghiera comune di due coniugi è dirompente e arriva fino in cielo, a prova di ciò vi cito il Vangelo di Matteo: 18,19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà”.


Ma vi rendete conto che meraviglia, ci viene detto a noi sposi, che accordandoci tra noi possiamo chiedere qualsiasi cosa e che Dio ci concederà tutto, magari non nel modo in cui ce lo aspettiamo, ma la nostra preghiera sarà sempre ascoltata. Una preghiera ricolma di fede che ci vede proiettati come sposi in un solo spirito orante che chiede al Padre per noi e per il mondo intero. Abbiamo quindi uno strumento molto importante, la preghiera come coppia che va espletata, se possibile più volte al giorno. Ci viene sempre in aiuto il Vangelo con: Luca 18,1 “Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi”. Non ci dice un tempo preciso di quando questa preghiera verrà esaudita, ma ci dice di perseverare senza stancarsi. Nella nostra chiamata, come sposi cristiani, abbiamo un altro dovere di mettere in pratica la parola di Dio, nel Vangelo Giacomo 2,17  ci ricorda:  “Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.”
Quindi va benissimo pregare, ma non dimentichiamo ogni giorno di essere sposi ricolmi di carità verso la nostra famiglia, ma anche verso chi incontriamo nel nostro cammino. Il matrimonio è per sua natura fecondo, genera sempre amore, che va poi riversato anche al di fuori della coppia stessa. A tal proposito leggiamo il Vangelo di Matteo: 25,31-46Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna.”

Siamo tutti chiamati a mettere in pratica la parola di Dio, non solo i preti, le suore, le istituzioni, ma tutti noi. Ognuno nella propria vita e con quello che può fare. Tante piccole gocce fanno un oceano di carità. E’ importante avere misericordia per le persone che incontriamo. Portarle nel cuore e sentire un po’ come nostra la loro sofferenza. Non possiamo voltarci, tutti, nessuno escluso, abbiamo il dovere di fare la nostra parte. Come singoli e ancor di più come sposi. Come possiamo fare? Ci sono innumerevoli modi. Con l’elemosina, la preghiera, ma anche solo una buona parola o un sorriso. Magari a quel barbone fuori dalla chiesa che ogni tanto riceve qualche moneta ma quasi mai un sorriso sincero e accogliente.   E poi scegliendo bene chi può fare di più. Parlo della politica. Quindi votando bene. E’ nostro dovere informarci bene sui programmi dei diversi partiti, su cosa intendono fare per tutte le persone più fragili e bisognose. Migranti, poveri, vita nascente, disabili, malati e anziani.  Papa Francesco in un’udienza ha proprio detto che la civiltà di un paese si comprende da come tratta quelli che sono considerati gli “scarti”, i più fragili e bisognosi. Conosco poi tante famiglie che hanno deciso di aprirsi in un modo meraviglioso quelle famiglie ucraine, spesso solo donne con bambini che scappano dalla guerra. Ci sono innumerevoli modi per darci da fare tanti quanti sono coloro che hanno bisogno. Quindi possiamo dire che grazie alle nostre preghiere e le nostre opere di carità possiamo cambiare tante cose intorno a noi e soprattutto ci “guadagniamo” la Vita Eterna. Il nostro matrimonio ci può rendere fecondi e santi.

Riccardo Rossi

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