Separato sì ma fedele e casto

Nel mio articolo del 18 agosto scorso, dicevo che i due ostacoli principali che incontrano i separati nella scelta di fedeltà sono la solitudine e l’attrazione sessuale: visto che in quell’articolo ho parlato della solitudine, oggi voglio parlare della castità. È un argomento su cui nel tempo ho cambiato completamente idea, perché pensavo che per un uomo fosse impossibile vivere in continenza (premetto che per castità intendo non solo non avere rapporti sessuali, ma anche qualsiasi contatto con gli organi genitali diverso dalle normali funzioni fisiologiche). Quando ho maturato la scelta di fedeltà, si è presentato questo problema che non sapevo come affrontare, anche perché all’inizio era molto sentito, in quanto c’erano aspetti predominanti come l’abitudine a una vita di coppia e la solitudine di trovarsi all’improvviso da soli.

Umanamente la castità è impossibile se veramente non ti affidi a Dio e non ti aggrappi alla sua croce: a distanza di un po’ di anni devo ammettere che non faccio uno sforzo eccessivo per mantenerla e, state tranquilli, non si muore per questo e non vengono malattie! Anche perché il corpo umano è talmente perfetto che riesce a regolarsi, se necessario, ad esempio attraverso la polluzione notturna). Non è merito mio, ma di Dio e senza la messa, la santa comunione quotidiana e il rosario non sarei durato un mese. Ovviamente ho dovuto cambiare alcune abitudini nella mia vita o riscoprirne delle altre, frenando l’immaginazione che è il primo organo sessuale: come guardo le altre donne? (perché a me piacciono molto le donne, di questi tempi è bene specificare). Prima potevo provare desiderio, magari potevo farmi anche un film nella mia testa, ora io invece le guardo come se fossero le mie sorelle; nessuna persona sana guarderebbe una sorella con desiderio, quindi se passa una bella ragazza, certo che la guardo, ma dentro di me penso: “Signore, ma che bella donna che hai fatto, che bella creatura, benedicila!”.

Naturalmente c’è voluto del tempo e continua tutta la vita, ma dà un senso di libertà incredibile, perché riesco ad amare tutte le amiche e le donne che incontro senza andare oltre quella soglia di pudore. Inoltre, visto che siamo nella società delle immagini, dovunque ci giriamo vediamo qualcosa che può turbare (ovviamente, se uno va cercarle, mi riferisco alla pornografia, è impossibile vivere in continenza, perché nel nostro inconscio ci sono forze molto più forti di noi); però a volte può capitare tramite gruppi WhatsApp e Facebook o anche navigando su Internet che ti si apra quella finestra, oppure che ti mandino delle immagini pensando di farti una cosa gradita: ecco io ho imparato, si apre quella finestra, la chiudo subito senza fermarmi un secondo a ragionare; mi arriva quell’immagine che intuisco mi possa turbare, senza aprirla completamente, la cancello. Un altro aspetto da considerare è quello del piacere: a chi non piacerebbe avere un rapporto sessuale? A nessuno, perché è un’espressione di piacere: quindi io mi sono accorto che se questo grande piacere viene a mancare, bisogna compensarlo in qualche altro modo e con altri tipi di piacere “sani”. Ogni volta che ci mettiamo a tavola, mangiamo le cose che più ci piacciono; bisogna riprendere in mano antiche passioni, hobby, ad esempio a me piace molto ascoltare la musica, leggere, mangiare la pizza con amici, oppure specialmente quando sono un po’ nervoso o arrabbiato, metto scarpe da ginnastica, tuta e via a camminare in mezzo alla natura; ognuno sa cosa gli fa più piacere: le donne mi dicono fare shopping, a me dopo mezz’ora mi viene il mal di testa, è una cosa soggettiva.

È necessario anche fare attenzioni alle conoscenze che facciamo: sono capitate e capiteranno delle occasioni con delle belle persone che sembra vibrino sulla vostra lunghezza d’onda e anche per questo motivo ho rimesso la fede al dito, per dare un messaggio a chi mi sta intorno che sono impegnato e come testimonianza che io sono sposato, anche se separato. Infine, ci vuole pazienza per coltivare un’opera così grande, che non si acquista una volta per tutte; la castità conosce infatti le leggi della crescita, crescita che passa attraverso tappe segnate dall’imperfezione e da possibili cadute.

Ettore Leandri (Fraternità Sposi per sempre)

2 Pensieri su &Idquo;Separato sì ma fedele e casto

  1. Sulla fede che porto al dito c’è inciso un nome: il solo Nome. La continuo a portare non per ciò che testimonia al mondo, ma per ciò che significa per me e che…non voglio sporcare. E’ la lunga storia d’amore intessuta d’intensa tenerezza, d’intima armonia o struggenti distacchi. Di gioie, dolori, assenze, solitudini, ferite sanabili solamente per Fede. Lutti, Figli, scontri e condivisioni, per una speciale Storia: unica, sofferta ma…nostra! Uno speciale mosaico dove ogni tessera ha colore e fuoco, dove la sinfonia ha toni acuti e dolcissimi. E’ la vita di una coppia benedetta dal Signore e unita in Matrimonio, (per me…per sempre).
    Lui ha tradito…ma quanto è stato esiste, non è stato cancellato. Ha una dignità, un’identità, il suo valore che volge ad un di più, una crescita, una svolta, un mistero insondabile nelle mani di nostro Signore.

    Come sta la mia vita sessuale rimasta orfana e ferita con il divorzio? Nel Matrimonio sono chiamata a conoscere anche la castità? Cosa significa castità?…Non lo so e non mi pongo il problema. Tutto verrà da sé come sempre. E sarà bello, come sempre.
    Nella dolcezza infinita di ciò che è stata, quella parte di me conserva il profumo, la nostalgia…della “rosa del piccolo principe”. E questo mi basta.
    Quale valore può avere il bisogno fisico di un abbraccio, una carezza, un bacio, un’amplesso… vissuto con colui che è estraneo a me stessa?
    Questa momentanea fragilità avrebbe invece il potere di sporcare, alienare, confondere, devastare i fiori, i frutti delle stagioni della mia vita, e anche i nuovi semi della stagione che verrà..
    Sì, pure l’inverno ha il suo fascino se tento e aspetto di vedere il suo “solstizio”.

    Nives

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