Regaleresti un’auto al tuo fidanzato? E allora perchè il tuo corpo sì?

Oggi prendo spunto dalla bellissima diretta che Alessandra di 5p2p ci ha concesso solo pochi giorni fa. Dalle sue riflessioni molto schiette e dirette esce fuori sempre qualcosa si estremamente profondo. Parliamo di nuovo di castità. La domanda che pone Alessandra è molto semplice: voi sareste disposti a farvi garanti di un mutuo per una persona che conoscete da poco? Regalereste un’auto nuova al vostro fidanzato? Probabilmente, certo esistono sempre le eccezioni, rispondereste di no. Perchè? Perchè giustamente vi sembrerebbe un impegno eccessivo rispetto all’importanza della relazione che avete iniziato con quella persona.

La stessa cosa vale per il vostro corpo. Oppure credete che il vostro corpo valga meno di un’auto o del vostro conto in banca? Perchè se fosse così smettete pure di leggere questo articolo, non vi direbbe nulla di interessante. Se invece sapete che voi siete il vostro corpo. Sapete che il vostro corpo è parte di tutta la vostra persona e che non si può scollare dall’anima. Sapete che corpo ed anima formano infatti una cosa sola che siete voi, che sono io, che è ogni persona del mondo. Ecco, se credete questo, possiamo procedere con la riflessione.

Una piccola digressione personale. Quando incontrai Luisa ricordo bene che mi colpì un suo atteggiamento in particolare. Ero da poco con lei. La invitai a casa e dopo cena le chiesi di lavare i piatti. Lei mi disse di no perchè quella non era casa sua. Sembra una scemenza ma con il senno di poi ho capito che voleva lanciarmi un messaggio, racconta tanto di come sia stata costruita la nostra relazione. Non parliamo poi del sesso. Durante i primi mesi di relazione ci provai in ogni modo senza ottenere mai nulla. Per merito suo, sia chiaro. Io venivo da una delusione d’amore. Dopo aver corteggiato per mesi una ragazza, entrai in un vicolo cieco, nella cosiddetta friendzone. Dopo quella delusione incontai altre ragazze. Con alcune di queste mi rendevo benissimo conto che sarebbe bastato davvero poco per portarmele a letto. Non feci mai quel passo. Non volevo. Perchè mi sembrava qualcosa di troppo facile e non mi piaceva. Non ne ero consapevole ancora, non avevo un’alta moralità o chissà quale maturità. Semplicemente credevo di meritare di più. Percepivo in modo confuso come quel piacere di un momento non valeva il mio corpo. Ed ero consapevole che il corpo non andava dato così alla prima disposta a concedersi senza nessuna responsabilità o impegno. Il mio cuore mi diceva di aspettare. E ho fatto bene. Poi è arrivata Luisa che mi ha conquistato proprio con la sua consapevolezza e la sua richiesta di impegno. All’inizio mi piaceva ma come me ne piacevano tante. Mi ha conquistato per come si è relazionata con me. Questa è solo la mia esperienza ma ricalca perfettamente quello che ci ha raccontato Alessandra nella diretta social. Luisa ha voluto mantenere un contatto fisico proporzionale alla nostra compromissione nella relazione. Più ci prendevamo impegni reciproci e più poteva aumentare il contatto fisico. Fino ad arrivare al dono totale del corpo dopo il matrimonio. Abbiamo fatto esperienza di quello che ha raccontato Alessandra.

Alessandra ha affermato in modo molto semplice che esistono diversi gradi di responsabilità. Esistono le persone che conosciamo di vista, i conoscenti, gli amici, gli amici più intimi, il fidanzato/la fidanzata, il marito/la moglie. Ognuno di questi gradi comporta una responsabilità diversa. Alessandra lo racconta bene nel suo libro a cui vi rimando. Riporto velocemente l’esempio da lei proposto. Siamo solo amici e ci frequentiamo insieme ad altre persone. Abbiamo un livello di responsabilità l’uno verso l’altra molto basso quindi anche il contatto fisico è molto limitato. Non è forse così? Con il tempo magari ci conosciamo meglio, iniziamo a cercarci con lo sguardo, poi parliamo sempre di più, ci conosciamo meglio, iniziamo ad uscire solo io e te. Con l’aumentare della responsabilità aumenterà anche l’intimità fisica. Si passerà dal darsi un bacio sulla guancia a tenersi per mano, poi a baciarsi davvero. Insomma al crescere della responsabilità cresce anche l’intimità e il contatto fisico tra di noi. Fino ad arrivare al contatto fisico più completo e profondo che è l’amplesso. Amplesso che corrisponde alla responsabilità massima della relazione. Cosa significa? Dono la mia vita a te. Tutto di me e te lo dico con il corpo. Questa dovrebbe essere la dinamica di una relazione sana. Spesso invece le relazioni non seguono questa logica e succedono poi i casini e i problemi. Il sesso senza la responsabilità porta ad usarsi. La responsabilità senza un adeguato contatto fisico porta a vivere la relazione come solo dovere senza la gioia che lo dovrebbe accompagnare. In entrambi i casi la relazione soffre e spesso muore.

La castità dovrebbe essere affrontata con queste premesse e con queste riflessioni. Non serve nulla dire ai ragazzi, ai nostri figli, che fare l’amore prima del matrimonio è peccato mortale. Sai cosa gliene frega di un concetto così fuori dal tempo e per loro incomprensibile. Il peccato mortale esiste ma manca completamente la piena avvertenza. I giovani di oggi non credono di fare nulla di male a vivere il sesso in modo leggero e spensierato. Non sanno che in questo modo si incasinano la vita. Sta a noi cercare di rendere chiaro il concetto che sta dietro la richiesta della castità. come fanno da anni Alessandra e Francesco. Purtroppo spesso anche noi adulti, educatori, genitori, sacerdoti, non sappiamo come educare alla castità e spesso non ne comprendiamo neanche l’urgenza e l’importanza. Mi piace concludere con un pensiero tratto dal famosissimo romanzo Il gattopardo, da cui è stato tratto un film ormai entrato tra i classici del cinema italiano.

Quando furono diventati vecchi e inutilmente saggi i loro pensieri ritornavano a quei giorni con rimpianto insistente: erano stati i giorni del desiderio sempre presente perché sempre vinto, dei letti, molti, che si erano offerti e che erano stati respinti

Un modo molto poetico, forse un po’ antico ma per questo molto affascinante, di raccontare la castità. Il desiderio non finisce ma al contrario si continua ad alimentare proprio perchè non realizzato. Un desiderio che cresce fino al giorno delle nozze quando finalmente nel dono totale ci si può abbandonare anche all’amplesso che è immagine dei due cuori degli sposi fusi in uno. Come il loro corpo che diventa uno. La prima notte di nozze diventa così non qualcosa di già vissuto ma una novità che rappresenta l’inizio di una nuova vita e di un legame indissolubile.  Per noi è stato proprio così. Ed è quello che cerchiamo di testimoniare con la nostra vita e anche con i nostri articoli.

Antonio e Luisa

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