Il vero risorgimento!

Dal libro del profeta Sofonìa (Sof 3,1-2.9-13) Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio». «Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero» .Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.

Questa volta la prima lettura non viene tratta da Isaia ma da un altro profeta che vede una situazione disastrosa per il suo popolo, in quanto vive un tempo in cui il popolo prescelto si lascia condizionare dalle religioni dei popoli con cui convive. Sofonia si trova a dover combattere il culto degli astri, idolatrie e apostasie; sente perciò l’ardente desiderio che il Signore torni a regnare nei cuori della sua gente.

Anche in questo libro ci sono ammonimenti e correzioni, ma a volte le voci dei profeti vengono ignorate o taciute, sono voci fastidiose perché ci ricordano le nostre mancanze, le nostre incoerenze, i nostri peccati, sono come la voce della coscienza del popolo. Noi spesso leggiamo pagine di questo tipo con lo stato d’animo di chi la sa lunga, con l’altezzosità di non essere parte del popolo ebraico, con la superbia di chi legge le disgrazie altrui sentendosene immune : niente di più sbagliato!

Il popolo d’Israele è sicuramente un popolo dalla “dura cervice” (come viene definito nel libro dell’Esodo) ma non per questo è tanto lontano dalle bassezze umane e dalle colpe in cui anche noi italiani cadiamo così frequentemente e con troppa facilità. Le miserie e le fragilità umane sono comuni alla natura umana e non appartengono in esclusiva ad un popolo o ad un’etnia, ma accomunano l’esperienza umana di ogni secolo e di ogni società, causando rovinose cadute nei medesimi peccati magari con sfumature diverse per ogni epoca, ma questo non ci esime dal sentirci già a posto in quanto sappiamo già chi sia il Salvatore promesso all’antico Israele.

La Chiesa ci è madre e sa bene che il cuore dell’uomo assomiglia troppo spesso ad una bandieruola esposta al vento, perciò ci mette in guardia affinché possiamo imparare dagli errori del passato, ma sembra che Israele sia un popolo che è stato superato di gran lunga nella dura cervice dal popolo italiano. Non è forse vero che anche tanti italiani si sono lasciati condizionare e inficiare la fede dal paganesimo e dagli idoli del mondo?

Questi articoli non sono la sede ne hanno l’intenzione di fare un elenco della malefatte del nostro popolo tanto per piangersi addosso con un elenco asettico, le analisi sociali/politiche/pastorali le lasciamo ad altri, noi sentiamo l’urgenza di rivolgerci alle coppie di sposi affinché la nuova coscienza del popolo italiano, il nuovo e vero risorgimento italiano (quello della fede), cominci e si instauri a partire dalle famiglie fondate sul Sacramento del Matrimonio.

Il profeta Sofonia annuncia guai per chi si ribella ai comandi del Signore, ma non possiamo pensare che tali parole siano indirizzate sempre agli altri e mai a noi per primi. Inoltre, Sofonia ci insegna che i guai non saranno solo per l’anima nell’aldilà, ma cominciano di qua. La salvezza è reale, è una realtà che ha a che fare innanzitutto con la nostra vita terrena. Ci sono tante coppie che con impegno e fatica, unite all’azione della Grazia, hanno risollevato le sorti del proprio matrimonio facendolo letteralmente rinascere in uno ancora più bello ; e le conseguenze di ciò si sono viste e toccate con mano, sono cambiamenti reali e non immaginari, è cambiata la loro quotidiana vita terrena perché sono tornate ad una vita di fede. Similmente, non possiamo sperare che restare lontano dal Signore e dai Suoi comandi non abbia conseguenze reali a cominciare dalla realtà di questa vita terrena. Le immagini usate da Sofonia rispecchiano la mentalità e gli usi locali di quelle terre, ma descrive azioni reali, come quella di portare offerte oppure quella di pascolare.

Troppe coppie si sono immischiate con la mentalità di questo mondo, il quale le ha ormai convinte che a Natale nasca solo un bambino eccezionale come ne sono nati tanti altri, un grande uomo, un filantropo, uno che ha fatto genericamente del bene, purtroppo anche tante prediche non hanno più il sapore dell’attesa di un Salvatore… sì, nasce il Salvatore, ma non si capisce bene da cosa debba salvarci: dal governo di questo o quello? dalla povertà? dalla tirannia? dalle disuguaglianze sociali? dalle armi atomiche? dalla finanza disumana? dal disastro ecologico? dal dissesto economico? dalle guerre?

Sono situazioni dalle quali vogliamo tutti sicuramente essere salvati, ma sono tutte realtà terrene, poiché sia che viviamo in guerra oppure in pace, sia che viviamo in povertà o in ricchezza, sia che viviamo con un governo X o Y, alla fine dovremo morire e lasciare questo mondo : sia esso bello o brutto, ricco o povero, freddo o caldo, governato bene o male… e allora da cosa ci dovrà salvare questo famoso salvatore ?

Dalla perdizione eterna, dall’Inferno: questa è la realtà dalla quale il Signore ci salva. Tutte le altre realtà sopraelencate sono certamente urgenti nella misura in cui sono subordinate alla Salvezza eterna, altrimenti stiamo aspettando il natale di un messia di stampo politico/sociale/militare.

Le realtà sopraelencate cambieranno nella misura in cui noi ritorneremo ad una vita di fede, la prima e vera rivoluzione urgente e necessaria è la nostra personale conversione. Coraggio cari sposi, l’Avvento è l’ora di prendere le distanze dal paganesimo in cui siamo immersi e riappropriarci della nostra bella e divina fede cattolica. Buon risorgimento!

Giorgio e Valentina.

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