Una nuova culla!

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 2,29-3,6) Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui. Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto.

Oggi la Chiesa ci fa contemplare, attraverso letture e preghiere della Liturgia odierna, il Santissimo nome di Gesù, il nome al di sopra di ogni altro nome, il soavissimo nome nel quale siamo salvati, il nome che dice l’essenza e la missione di Colui che porta tale nome : Dio salva / Dio è salvezza. Sembra una ovvietà, ma in tempi di confusione come quelli che stiamo vivendo c’è bisogno più che mai di ribadire alcune verità che stanno alla base della nostra fede e quindi anche alla base della nostra vita con le scelte che essa comporta. Uno dei “soprannomi” di Gesù è proprio quello che riguarda la missione contenuta nel Suo nome: Salvatore; ed è talmente penetrato nella vita del nostro popolo che è abbastanza diffuso, specialmente nel sud Italia, sia come nome che come cognome.

Con la frase: Gesù è Il Salvatore si intendono due realtà che formano un’unica verità di fede: Gesù è vero Dio e vero uomo, 100% Dio e 100% uomo (tranne il peccato), in Lui coesistono le due nature divina e umana, il mistero dell’Incarnazione che stiamo celebrando e contemplando in questo periodo ci ricorda proprio questa verità. Se la Chiesa dicesse di professare la sua fede in Dio che salva sarebbe troppo generico, invece dire che Il Salvatore è Gesù cambia tutto e va al nocciolo della questione. Il mondo preferisce festeggiare la nascita di un grande uomo, di una brava persona che ha fatto tanto bene nella sua vita, un grande leader di popolo, il fondatore di una nuova religione, un grande profeta, un martire sociale/politico, un bambino che è diventato un grande maestro di vita, tutti modi di vedere Gesù sotto il solo profilo della natura umana.

La natura umana di Gesù non va rinnegata ma va definita e precisata bene, in Lui non c’è confusione tra le due nature ma distinzione, infatti sulla Croce non c’era solo un martire sociale/politico ma c’era il Redentore, il Figlio di Dio generato dal Padre. E qui entra in gioco la Sua natura divina, perché se diciamo che in Croce c’era il Figlio di Dio (generato dal Padre e quindi della stessa sostanza), stiamo dicendo che quell’uomo appeso sulla Croce non è solo un uomo e nello stesso tempo stiamo dicendo che Dio salva attraverso un vero uomo appeso ad una vera Croce di vero legno con chiodi veri. Questo mistero è ben sintetizzato in una strofa di un antico inno all’Eucarestia di S. Tommaso d’Aquino, l’Adoro Te devòte: […] sulla Croce solo la divinità era nascosta, qui (nell’Ostia consacrata) anche l’umanità del Verbo è celata (testo originale in latino: In cruce latébat sola Déitas, at hic latet simul et humànitas).

Cari sposi, quando sentiamo dire che Dio salva, dobbiamo sempre specificare il modo con cui Dio salva, perché il modo dice tutto, dobbiamo quindi sempre specificare che Dio salva attraverso la Croce di Gesù. Non v’è altra salvezza, non esiste un altro salvatore, non c’è un’altra porta per accedere alla salvezza, solo Gesù è salvezza di Dio.

Cari sposi, sentite il bisogno di salvare il vostro matrimonio? La salvezza è Gesù.

Sentite la necessità di salvare il vostro rapporto? La salvezza è Gesù.

Volete salvare la vostra coppia e la vostra famiglia? La salvezza è Gesù.

Dire che è Gesù significa riconoscere che quel bambino nel presepio è il Figlio di Dio che si è fatto carne circa 2000 anni fa. E riconoscere che si è fatto carne significa riconoscere che la fede cristiana non è astratta, ma è carne vissuta, e la Sua Grazia passa necessariamente dalla Sua sposa, la Chiesa. Il matrimonio è quella scuola di vita dove si impara come la carne può diventare presepio del Dio fatto uomo. Coraggio sposi, la nostra carne matrimoniale è quella nuova culla in cui deporre il Divin Bambinello.

Giorgio e Valentina.

Un pensiero su &Idquo;Una nuova culla!

  1. “Cari sposi, sentite il bisogno di salvare il vostro matrimonio? La salvezza è Gesù.

    Sentite la necessità di salvare il vostro rapporto? La salvezza è Gesù.

    Volete salvare la vostra coppia e la vostra famiglia? La salvezza è Gesù.”

    GRAZIE

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