Cos’hanno in comune un presepe che non piace a nessuno, una bambina capricciosa e un letto vuoto? Una manager in carriera, una biblioteca da poco inaugurata e la cometa dei Re Magi? E cosa, infine, un abete nano, un calendario dell’avvento sui generis e una gara di torte? Il mio nuovo libro, “Nove storie a Natale” è tutto questo e molto di più: nove tappe per grandi e piccini che faranno emozionare, ridere, piangere e riflettere, in maniera mai scontata, sul vero significato dell’evento più importante della storia, cui siamo chiamati a guardare con fiducia e speranza.
L’importanza di scrivere storie di Natale
Come spiego nell’introduzione:
“Sono già state scritte centinaia, migliaia di storie di Natale; se questo, da una parte, potrebbe scoraggiare a pensarne di nuove, dall’altra significa una cosa fondamentale: non è solo un periodo dell’anno che, in un modo o nell’altro ci emoziona, ma qualcosa che ci coinvolge totalmente e profondamente. Ecco perché ha ancora senso scriverne e parlarne ed ecco perché Nove storie a Natale può essere un piccolo, fedele compagno di viaggio per questi giorni speciali, un amico silenzioso e discreto da condividere in famiglia, con i bambini o gli amici dato che la narrazione si rivolge a tutti e i contenuti sono davvero coinvolgenti per qualsiasi fascia d’età, dai racconti per bambini a quelli per i “grandi”, dalle riflessioni attuali a quelle senza tempo, dal dolore alla gioia, dal buio alla luce.
Nove storie a Natale può essere letto in Avvento, nei nove giorni che precedono il venticinque dicembre, durante l’intero periodo natalizio o, perché no, proprio a Natale, tra il presepe e l’albero, insieme con chi desideriamo condividere qualcosa di semplice ma solenne allo stesso momento. Un agile libretto che aiuterà a rallentare in mezzo alla frenesia con cui, troppo spesso, si vivono queste settimane, rischiando di perdere di vista ciò – ma soprattutto chi – è davvero importante, a cominciare dal Protagonista indiscusso. Nove storie a Natale scalderà il cuore, permettendo di riflettere, sorridere, piangere, ringraziare e sperare.
Un ringraziamento sincero
Un grazie sincero, fin da ora, a tutti coloro che lo acquisteranno, diffonderanno, regaleranno, leggeranno e recensiranno, condividendo così la bellezza del vero 25 dicembre, quello in cui Gesù viene ad abitare il cuore dell’uomo. Sì perché Natale non è solo un giorno, Natale è scoprire la potenza di una speranza che si è fatta corpo per permettere alla nostra anima di guardare al Cielo con gioia, felicità e abbandono.
Il Natale come aurora della liberazione
Il santo sacerdote Guido Maria Conforti (1865-1931) affermò:
“Si rallegrino pure gli uomini nel Signore come la terra si rallegra ogni mattina quando sorge il sole a liberarla dalle tenebre. Il Natale è la grande aurora della nostra liberazione.”
È proprio questo il senso della venuta di Gesù che sta a noi scoprire, o riscoprire, vivere e rivivere ogni giorno e non soltanto nel mese di dicembre ciascun giorno che ci viene donato. Troppe volte, infatti, diamo per scontato tutto e tutti mentre il Bambinello, nato umilissimo e poverissimo, c’invita a un cambio radicale di prospettiva, cambio verso la speranza, che non a caso sarà anche il tema del Giubileo 2025, ormai imminente.
Lasciarsi stupire dalla semplicità
Lasciamoci stupire ancora, con dolcezza e serenità, perché è nelle cose semplici che il Signore ci parla. E Nove storie a Natale ne è un’ulteriore piccola, grande dimostrazione.
Fabrizia Perrachon
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