Ester: il coraggio dell’amore

Ci sono libri della Bibbia che parlano esplicitamente di matrimonio. Il Cantico dei Cantici celebra l’amore sponsale nella sua bellezza. Tobia racconta il cammino di due giovani che imparano a costruire una relazione fondata sulla fiducia in Dio. Ester, invece, sembra appartenere a un’altra categoria. A prima vista non parla di coppia, non contiene insegnamenti sul matrimonio e non racconta una storia d’amore nel senso in cui siamo abituati a immaginarla. Eppure, proprio per questo, è un libro straordinariamente attuale.

La storia di Ester è la storia di una donna che cresce. Una donna che attraversa la paura, l’incertezza, il senso di inadeguatezza e il peso delle aspettative degli altri fino a scoprire chi è veramente e quale missione le è affidata. E questa è una storia che riguarda tutti noi. Perché non esiste un matrimonio sano senza persone che crescono. Non esiste una coppia matura senza uomini e donne che imparano a conoscere se stessi, a riconoscere le proprie ferite e a rispondere con libertà alla chiamata di Dio.

Il libro di Ester è ambientato nell’impero persiano. Il popolo ebraico vive disperso lontano dalla propria terra. In questo contesto troviamo una giovane ebrea orfana, cresciuta dal cugino Mardocheo. Gli eventi la porteranno, in modo del tutto imprevedibile, a diventare regina. Ma il vero cuore del racconto non è la sua ascesa sociale. Il vero cuore della storia è la trasformazione interiore che avviene dentro di lei. All’inizio Ester sembra lasciarsi trasportare dagli eventi. Altri decidono per lei. Altri le dicono cosa fare. Altri la guidano. Progressivamente, però, qualcosa cambia. La ragazza timida e prudente diventa una donna capace di assumersi responsabilità enormi. La persona che cercava soprattutto sicurezza diventa una persona disposta a rischiare per il bene degli altri. È un percorso di crescita che ricorda molto ciò che osserviamo nella vita di coppia.

Molti sposi iniziano la loro relazione portandosi dentro paure, ferite e schemi appresi durante l’infanzia. Spesso reagiamo senza rendercene conto secondo copioni che abbiamo costruito molti anni prima. Cerchiamo approvazione. Evitiamo i conflitti. Abbiamo paura del rifiuto. Sentiamo il bisogno di controllare ciò che ci circonda. Oppure ci nascondiamo dietro maschere che ci impediscono di mostrare chi siamo davvero.

Per questo motivo ho scelto il libro di Ester come nuova tappa del nostro cammino. Dopo aver contemplato l’amore sponsale nel Cantico dei Cantici e dopo aver seguito il percorso di guarigione e maturazione di Tobia e Sara, sento il desiderio di approfondire un aspetto fondamentale della vita relazionale: la crescita della persona.

Molte crisi di coppia non nascono dalla mancanza di amore. Nascono dalla paura. Dall’incapacità di assumersi responsabilità. Dalla dipendenza dal giudizio degli altri. Dalle ferite non guarite. Dalla difficoltà di riconoscere la propria dignità e la propria vocazione. Ester ci aiuta a entrare proprio in questo territorio.

Nel corso delle prossime settimane incontreremo temi estremamente concreti e attuali. Parleremo dell’influenza della famiglia d’origine e di quanto le figure significative della nostra vita continuino a orientare le nostre scelte. Rifletteremo sulle maschere che indossiamo per essere accettati e amati. Ci confronteremo con la paura di fallire e con la tentazione di restare nascosti per non correre rischi. Affronteremo il tema del discernimento, imparando da Ester che non tutte le battaglie vanno affrontate d’impulso e che spesso la vera forza consiste nell’attendere il momento giusto.

Parleremo di manipolazione e di giochi psicologici attraverso la figura di Aman, uno dei personaggi più inquietanti del racconto. Vedremo come il male raramente si presenta in modo evidente, ma preferisce insinuarsi attraverso il risentimento, l’orgoglio e il desiderio di controllo. Rifletteremo sul coraggio, non come assenza di paura, ma come capacità di agire nonostante la paura. Parleremo di vocazione. Di quella personale e di quella sponsale.

Il versetto che accompagnerà tutto il percorso è probabilmente uno dei più belli dell’intera Scrittura: «Chi sa se non sei diventata regina proprio per un tempo come questo?» (Est 4,14). Sono parole che Mardocheo rivolge a Ester in un momento decisivo della sua vita. Ma sono parole che Dio continua a rivolgere a ciascuno di noi. Chi sa se non sei diventato marito proprio per questo tempo? Chi sa se non sei diventata moglie proprio per questo tempo? Chi sa se le prove che stai attraversando non contengono una chiamata più grande di quanto tu riesca a vedere oggi? Questa domanda attraverserà ogni riflessione.

Un’altra caratteristica affascinante del libro di Ester è che il nome di Dio non compare mai. È l’unico libro biblico in cui questo accade. Eppure Dio è presente in ogni pagina. Non appare attraverso miracoli spettacolari. Non parla dal cielo. Non invia profeti. Agisce attraverso coincidenze, incontri, scelte e circostanze apparentemente ordinarie. È il modo in cui Dio opera molto spesso anche nelle nostre vite.

Quando guardiamo una situazione difficile, una crisi matrimoniale, una ferita familiare o una sofferenza personale, abbiamo l’impressione che Dio sia assente. Ester ci insegna invece a riconoscere la sua presenza discreta, nascosta, paziente. Per questo il suo messaggio è ancora così attuale. Viviamo in una cultura che promette sicurezza immediata, gratificazione istantanea e soluzioni rapide. Ester ci mostra invece la via della maturazione, della responsabilità e del coraggio. Ci ricorda che la vera felicità non nasce dall’evitare le difficoltà, ma dal diventare la persona che siamo chiamati a essere. E forse è proprio questo il dono più grande che una persona può offrire al proprio matrimonio: non la perfezione, ma il coraggio di crescere.

Iniziamo dunque questo viaggio insieme a Ester. Scopriremo che la sua storia non è soltanto la storia di una regina vissuta molti secoli fa. È la storia di ogni uomo e di ogni donna che, nonostante le proprie paure, decide di fidarsi di Dio e di diventare protagonista della propria vita. E, proprio per questo, è anche una storia che parla profondamente di Antonio e Luisa, di ogni coppia e di ogni famiglia che desidera trasformare la propria vita in una risposta d’amore alla chiamata di Dio.

Antonio e Luisa

Acquista i nostri libri Il dono del corpo La grazia degli imperfetti Sentire per amare

Lascia un commento